E’ arrivato il momento del gran ballo. Questa volta la location sarà insolita, France Football ha detronato la “solita” Parigi e il tutto si terrà a Londra, nel London Palladium Theatre.
Il cambio non è affatto casuale, si festeggiano i Settant’anni del Premio. Per celebrarli tutto si è trasferito in Inghilterra, terra di Stanley Matthews, primo vincitore.
Il Pallone d’Oro è uno dei premi individuali di maggior prestigio al mondo. Assegnato ogni anno al calciatore e alla calciatrice che si sono distinti maggiormente nella stagione, tenendo conto delle prestazioni individuali, dei risultati con il proprio club e la Nazionale e del comportamento sportivo.
Venne istituito nel 1956 dalla rivista francese France Football, obiettivo riconoscere il miglior giocatore del mondo. Inizialmente, però, a vincere erano soltanto i calciatori europei. Dal 1995 invece, il premio è stato aperto anche ad altre nazionalità che militano in squadre europee, mentre dal 2007 possono essere candidati calciatori di qualsiasi terra e campionato.
Nel 2018 l’ultima modifica poiché, è stato introdotto anche il Pallone d’Oro femminile, dedicato alle migliori calciatrici.
Come funziona il meccanismo di assegnazione?
Ogni anno si seleziona una lista di 30 candidati per il premio maschile e di 30 per quello femminile, scelti attraverso il voto di una giuria internazionale composta da giornalisti sportivi specializzati. Per l’Italia nel pacchetto giornalisti, dal 2010 c’è Paolo Condò.
Ogni giornalista segnala 10 candidati, mettendoli in ordine di preferenza: al primo vanno 15 punti, al secondo 12, al terzo 10, fino al decimo che ottiene 1 punto. I giudici valutano soprattutto le prestazioni individuali, i successi e i trofei conquistati con la squadra, oltre alla correttezza e al fair play.
Dal 2024, inoltre, la cerimonia è organizzata congiuntamente da France Football e UEFA. L’ultimo a vincere è stato Ousmane Dembelé, francese del Psg, davanti a Yamal e Vitinha, compagno di squadra.
L’attesa di quest’anno è di grande equilibrio e incertezza. Ma tutti i giornali questa mattina si sono lanciati nell’individuare favorito Harry Kane, protagonista di una stagione stellare, da 73 gol tra club e nazionale. Vincitore della Bundesliga, Coppa di Germania e su un piano personale anche vincitore della scarpa d’oro.
L’attaccante ha pesato molto anche nel terzo posto all’ultimo mondiale.
Sicuramente i gol segnati sono l’argomento più convincente, come la straordinaria continuità durante tutto l’anno solare.
Lamine Yamal e Kylian Mbappé sono i due outsider.
L’esterno del Barcellona, ha realizzato anche lui la bellezza di 25 gol e 20 assist tra Barcellona e nazionale spagnola. Anche per lui, un palmares che si è amplificato ancor di più: vittorie nella Liga, Supercoppa spagnola e il mondiale con la Spagna. Mentre sul piano personale invece sono arrivate riconoscimenti come miglior giocatore della Liga e il premio Laureus come miglior rivelazione. Quindi una stagione di tutto rispetto e con enormi traguardi.
Yamal ovviamente godrà anche dell’appoggio di non poco conto della RFEF federcalcio spagnola per decenni guidata da Angel Maria Villar ma a tutt’oggi una delle federazioni più influenti in UEFA coorganizzatore.
Kylian Mbappé fa da terzo incomodo, dall’alto di numeri astronomici, 66 reti e 11 assist con il Real Madrid. Cui vanno aggiunti le dieci al mondiale.
La serata celebrerà anche Messi, Rodri, Dembelé, Olise, Bellingham, Haaland, Cubarsì e Kvaratskhelia.
Mentre per il Pallone d’oro femminile la favorita è Guijarro del Barcellona. Vedremo.
Per la panchina France Football e FIFA decisero di unire le forze per inaugurare il Pallone d’oro FIFA.
Un premio unificato fino al 2015 ed il primo storico riconoscimento dedicato agli allenatori, inaugurato con la sfarzosa cerimonia per José Mourninho ed lo storica Triplete con l’Inter.
Proprio lo Special one, ritornato sotto le luci della ribalta, ha nuovamente vinto il Clasico contro il Barcellona allungando l’imbattibilità contro i catalani a 6 partite di fila.
Dopo Mou, lo hanno vinto in diversi top, da Guardiola fino a Luis Enrique, passando per Del Bosque, Heynckes e Low. La partnership France Football-Fifa si interruppe nel 2016 e da quel momento il premio per gli allenatori si sdoppiò, per lasciare spazio ai The Best FIFA Football Awards.
Nuovo gala con incoronazione per Sir Claudio Ranieri per la sua leggendaria favola del Leicester City.
Nel frattempo il Pallone d’oro tornò ad occuparsi esclusivamente dei miglior calciatori e calciatrici dal 2018. Lacuna colmata recentemente con il Trofeo Johan Cruyff, premio esclusivo ai migliori allenatori del mondo.
Il primo fu un altro italiano, Carlo Ancelotti. E quest’anno sono in lizza Arteta, de la Fuente, Emery, Kompany e Luis Enrique.
A snocciolare tutti questi nomi emerge purtroppo l’assenza di italiani. Da anni siamo esclusi dal calcio di alto livello ed il nostro campionato la Serie A ha perso l’appeal degli anni 80-90.
La fossa in cui siamo precipitati lo dimostrano le 3 mancate qualificazioni consecutive al Mondiale, ma anche l’assenza di calciatori italiani o quanto meno della Serie A nelle classifiche finali per il Pallone d’Oro.
Quest’anno c’era solo Lautaro Martinez, ma ampiamente fuori da discorsi vittoria.
Un tempo i nostri Campioni facevano il giro del mondo, contendendosi i premi più prestigiosi. Lo testimonia l’albo d’oro proprio del Pallone d’Oro, con 5 vincitori italiani.
Il primo fu Omar Sivori, della Juve. Poi fu Gianni Rivera con solio 4 punti in più di Gigi Riva. Nel 1982 fu plebiscito per Paolo Rossi, grazie allo scudetto bianconero e il titolo di capocannoniere con l’Italia Mondiale.
Infine altre due vittorie schiaccianti: Roberto Baggio nel ’93 e Fabio Cannavaro nel 2006, capitano dell’Italia mondiale “sotto il cielo di Berlino” sulla Francia.
La strada per riproporsi è lunga e difficile. Bisognerà scardinare ‘sovrastrutture’ arcaiche, rifondare i settori giovanili, ed il concetto di crescita di ogni singolo ragazzo. Ridando prestigio al campionato italiano per renderlo di nuovo appetibile a tutti i tifosi.
Unica nota di merito negli ultimi venti anni, il premio ritirato da Claudio Ranieri. Dopo anni di gloria è scesa dal podio dei vincitori e del prestigio calcistico. Ora bisognerà risalire dal sentiero più basso e impervio dell’interesse economico dei presidenti ai quali basta incassare non vincere!