La sua cucina aveva il sapore della tradizione, ma soprattutto quello dell’amore.
Nadia Santini ha trasformato una trattoria di campagna in uno dei templi dell’alta ristorazione internazionale. La chef del “Dal Pescatore” di Runate, frazione di Canneto sull’Oglio in provincia di Mantova, è morta nella notte tra domenica e lunedì, a 72 anni, dopo una malattia affrontata per dodici anni.
Prima donna italiana a conquistare le tre stelle Michelin, lascia un’eredità che va oltre i riconoscimenti: una storia di famiglia e passione che ha portato il Mantovano nel mondo.
“Nadia, circondata dai suoi più cari affetti, si è addormentata nella pace ed è salita in cielo”, hanno scritto i familiari sui social, ricordandola per la sensibilità, l’empatia e l’amore. I funerali saranno celebrati mercoledì alle 14.30 a Canneto sull’Oglio.
Nata il 19 luglio 1954 a San Pietro Mussolino, nel Vicentino, Nadia Cavaliere aveva iniziato a cucinare per amore del marito Antonio, con cui aveva trasformato la trattoria di famiglia in un ristorante di fama mondiale.
Aveva imparato il mestiere accanto alla suocera Bruna, senza scuole professionali né stage, costruendo una cucina personale che amava definire “umanistica”: fatta di calore, rispetto delle materie prime e attenzione alle persone. I riconoscimenti erano arrivati uno dopo l’altro: la prima stella Michelin nel 1982, la seconda nel 1988, la terza nel 1996.
Da allora il Dal Pescatore non l’ha più persa, diventando il ristorante italiano con la più lunga permanenza al vertice della guida.
Nel 2013 era arrivato anche il titolo di World’s Best Female Chef nell’ambito dei The World’s 50 Best Restaurants. Accanto ad Antonio, Nadia aveva costruito un’impresa familiare portata avanti oggi dai figli Giovanni, chef, e Alberto, impegnato in sala. Ma il suo talento si riconosceva soprattutto nella capacità di trasformare un piatto in un gesto di accoglienza. Dai tortelli di zucca al brodo preparato per una cliente febbricitante, ogni occasione diventava un modo per prendersi cura degli ospiti.
“Trasformare la cucina in un linguaggio d’amore universale”, era la sua filosofia.
Alla famiglia Santini è arrivato anche il cordoglio delle istituzioni. “Con Nadia Santini se ne va una figura unica, capace di interpretare i prodotti del territorio in una cucina che, grazie ai sapori e alle tradizioni locali del Mantovano, ha conquistato il mondo”, ha dichiarato l’assessore regionale Alessandro Beduschi, esprimendo la vicinanza di Regione Lombardia al marito Antonio e ai figli Giovanni e Alberto.
“Al di là della grande professionista, ricorderemo soprattutto la persona e il segno che ha saputo lasciare in chi ha avuto il piacere di conoscerla”, ha scritto lo chef Eugenio Boer.