DE LAURENTIS PARVENU’ DI UN CALCIO MEDIOCRE CERCA ATTENZIONE ATTACCANDO POLITICA, I SUOI ALLENATORI-DIPENDENTI, IL SINDACO MANFREDI, CON PROMESSE BLUFF SU CENTRO SPORTIVO E NUOVO STADIO. LA VICESINDACA LIETO LO SFIDA: “PRESENTI IL PROGETTO…”, MENTRE LA ZES HA GIA’ BOCCIATO TUTTO A DICEMBRE 2025!
Un enorme in bocca al Lupo a Luna Rossa e alla Nazionale del Mancini bis.
Le regate preliminari dell’America’s Cup, da oggi a domenica 25 settembre, daranno il via ad un evento che durerà molti mesi mettendo Napoli al centro dell’attenzione mondiale. Come dovrebbe essere sempre!
Sul piano tecnico aspettiamo di vedere come andrà almeno la prima regata per approfondire il futuro ed i pronostici.
Quanto a Italia-Belgio è certamente la gara più difficile di questo nuovo corso: molti giovani, un avversario che si sta rinnovando ma già pronto a competere tra esperti campioni di un ciclo lungo e positivo e nuovi talenti di grande qualità, aspettative altissime perchè Mancio è il Cittì dell’ultima vittoria mentre l’Italia ha fallito ben 3 qualificazioni mondiali.
Anche la Nazionale riporta a Napoli perchè con la Nation League s’avvia il percorso di qualificazione agli europei, altro evento (9 giugno-9 luglio 2028 in Inghilterra) che rimanda Napoli quale sede (si spera, decisione il 30 settembre prossimo) che necessariamente vuole e deve essere presente agli europei in Italia nel 2032.
Necessariamente perchè l’America’s Cup dimostrerà la vocazione della nostra Metropoli a sede privileggiata di Grandi Eventi di ogni genere. Nello sport, certamente il calcio, poi tennis, vela, il ritorno della F1, e della grande ippica in onore di Varanne protagonista internazionale assoluto.
Di ogni occasione che possa mettere Napoli al centro del Mondo, come deve essere per tradizione, morfologia, caratteristiche territoriali.
Questa riflessione porta purtroppo alla ridicola intervista di De Laurentis il quale nella sede romana della stampa estera ha sparato a zero contro Spalletti, il suo collega Cardinale, il Sindaco Manfredi, lo Stadio San Paolo-Maradona, la politica che a suo dire vuole far fuori Malagò… e chi più ne ha ne metta.
Pochi concetti in un fiume di parole a vanvera che meritano la verità.
1. TUTTI DIPENDENTI.
ADL dice: “Spalletti come tutti gli allenatori resta un dipendente”.
Lo ricorda ‘indirettamente’ ad Allegri, che ben conosce ed accetta questo limite ma ne ha già le scatole piene di fare da scudo ad un cinepresidente stupido e bugiardo.
Stupido perchè De laurentis deve essere grato ben oltre lo stipendio che riconosce a tutti quelli che sono venuti a Napoli nel tentativo di difendere le sue fesserie: da Benitez a Sarri, da Ancelotti a Spalletti, da Conte allo stesso Allegri.
Senza Benitez non sarebbero mai arrivati Higuain, Rejna, Callejon, Albiol ed il salto di qualità internazionale. Ma Benitez andò via per le bugie sulle ambizioni, sul programma, sul futuro.
Sarri ha sfiorato per la prima volta (91 punti) lo scudetto nell’era ADL ma fuggì per andare a vincere altrove: scudetto alla Juve e Europa League al Chelsea. Ma anche perchè il padrone non voleva ricoscergli l’aumento di stipendio che la classifica meritava.
Ancelotti capì subito l’errore fatto. Un errore per rilanciare il figlio Davide dopo l’esonero al Bayern Monaco per un forte dissidio con Muller. Peggio fu dover assecondare De Laurentis fino all’ammutinamento per un ritiro imposto dal club e ‘sconsigliato’ dall’allenatore.
Spalletti ha vinto, in 2 anni. E’ riuscito a farlo ‘imponendo’ un repulisti di spogliatoio inquinato dalla malagestione di ADL: promesse di rinnovo a Mertens non mantenute, aumento di stipendio rinnegato per Insigne, cessioni di Koulybali e Fabian Ruiz per fare cassa e di Ospina ingombrante per il pupillo Meret (una dei diversi affari con i Pozzo con ritorni occulti).
Arrivarono Kim, Kvara, Raspadori ed il primo scudetto di Aurelio. Ma anche e sopratutto l’addio di Spallettone, stufo di una relazione ambigua, indecifrabile, esasperante con il padrone.
Conte ed Allegri sono storia di ieri e di oggi. Due facce della stessa medaglia. Antonio fugge perchè ammette che con De Laurentis è impossibile lavorare seriamente, ovvero per vincere ogni anno.
Max arriva, perchè non sapeva dove andare accettando il ruolo di parafulmine senza acquisti, ma ignaro della rivoluzione dello spogliatoio alimentata anche da ADL per far fuori Conte.
Dipendenti? Gli allenatori citati sono arrivati tutti per salvare il culo del padrone per poi essere ricondotti alla subalternità che azzerava le promesse in fase di trattativa.
Per De Laurentis i dipendenti obbediscono a ordini salvo quando devono salvarlo. Figuriamoci se è consentito che benefikcino dei loto meriti. E’ andata sempre così.
2. LA POLITICA.
ADL accusa il ministro Abodi e il Governo di voler fare fuori Malagò per fare spazio ad un Presidente FIGC allineato. Dice: il governo paghi se vuole politicizzare il calcio.
E’ già così: ADL dimentica che è stato consentito al calcio di spalmare su 5 anni 800 mln di debiti di irpef e previdenza. Cosa di cui nessun settore produttivo ha mai beneficiato.
E finge di non sapere i soldi pubblici che arrivano alle federazioni sportive: innanzitutto al calcio con 35.3, più del doppio dei 17 milioni della pallavolo seconda federazione italiana più pagata. Ma i club di A fanno di tutto per ostacolare le sorti della Nazionale. Complessivamente nel 2025, lo stato con i soldi degli italiani, versa 343,7 milioni di euro per lo sport italiano, con un aumento di 28 milioni rispetto all’anno precedente. Ma per De Laurentis i soldi degli italiani dovrebbero essere dati direttamente ai club, ovvero a lui! Oltre quelli che tutti i tifosi del Napoli gli fanno arrivare attraverso abbonamenti a Dazn e Sky, le sponsorizzazioni, il merchandising, abbonamenti e biglietteria.
De laurentis invece di dire stronzate spiegasse perchè non riesce a fare ciò che fa l’Inter: 518 mln di ricavi, secondo migliore risultato nella storia del club dopo il record della scorsa stagione (567 milioni), garantiti dalla partecipazione alla FIFA Club World Cup e dal raggiungimento della finale di Champions League.
Bilancio che peraltro chiude in positivo con un utile netto di 22,7 milioni di euro.
SI VERGOGNI DE LAURENTIS quando accusa i fondi che sono entrati nel calcio italiano. La differenza sta tutta nelle capacità e competenze del management. Vedi Marotta. Competenze che lui si sogna… anche perchè attento solo al profitto personale.
3. LO STADIO.
ADL non vuole la politica nel calcio, ma solo i soldi pubblici degli italiani. Però insiste nell’accusare ed offendere il Sindaco Manfredi per il San Paolo-Maradona. Dice: “Lo stadio è un cesso, va distrutto e ricostruito. Io ne farò uno da 70mila posti e 120 skybox sui terreni della Q8 con cui ho firmato una lettera di intenti” E aggiunge: “Farò il centro sportivo a Qualiano. Avevo detto di posare la prima pietra per settembre scorso ma poi si scoprono cose man mano che si approfondiscono le situazioni. Chi doveva vendere il terreno non ve aveva titolarità”.
Ovvero: a’ pazzierlla nella mani non di un bambino ma di un inaffidabile impostore.
Perchè se è vero che per i terreni dove voleva posare la prima pietra un anno fa ha trattato con chi non aveva titolo per farlo E’ UNO SPROVVEDUTO. Se invece l’annuncio erano parole al vento (come lo erano…) è un impostore!
Vedremo cosa accadrà in questo fantomatico Qualiano. Per adesso sono passati oltre 22 anni senza che si muovesse foglia.
Per lo stadio è ancora peggio: vuole costruirne uno da solo? Con soldi tutti suoi?
STRABENISSIMO LO FACCIA, COSA ASPETTA?
Un ennesimo bluff se la ZES (Conferenza dei Servizi per la Zona Economica Speciale) ha sospeso e bloccato tutto già nel dicembre 2025. Tra i nodi irrisolti le perplessità sulla gestione dei parcheggi, la compatibilità urbanistica e la logistica dell’area di Napoli Est.
Nonostante lo stop, Aurelio De Laurentis ha annunciato di aver firmato una lettera d’intenti con Q8 per un’area a Napoli Est (circa 38 ettari. E confermata l’individuazione di 17 ettari e mezzo a Qualiano per realizzare 10 campi da calcio e spazi dedicati alla prima squadra e al settore giovanile.
Napoli est attende con ansia che arrivino iniziative, insediamenti, attività capaci di animare e rilanciare la zona. Ma compatibilmente con il piano regolatore, i servizi strutturali annessi, la logistica dei trasporti.
Il Comune non sarà mai contrario,e come ha più volte invitato dal Sindaco e come ieri ribadito dalla vicesindasca Lieto “non è mai arrivato un progetto. De Laurentis lo presenti, aspettiamo con molto favore”.
Quando e se mai presenterà una progettazione, vedremo quanti soldi ci metterà lui (se mai ne metterà) e quanti ne chiederà al Credito sportivo e banche. OVVIAMENTE TUTTI SOLDI DEGLI ITALIANI!
MORALE.
Napoli non ha più tempo da perdere con questi parnevù. Al Sindaco Manfredi va reiterata la richiesta ed il sostegno affinchè l’Amministrazione Comunale in partecipazione con La Regione del presidente Fico, progetti per Napoli un agenda per presente-futuro di GRANDI EVENTI sportivi e culturali, per tenere Napoli costantemente al centro del Mondo, volano di turismo di alto livello, ricettività di qualità, esportazione di prodotti autoctoni, palcoscenico a cielo aperto di impagabile suggestione e valore.
Lo sport può contribuire con la vela, la formula 1, la grande ippica, tutti gli sport olimpici, i grandi campioni di ieri e di oggi.
Il calcio fin quando De Laurentis resterà, sarà marginale perchè mediocre.
Quanto al San Paolo – a Diego Maradona deve andare la presidenza onoraria della SSCNapoli non l’intestazione di una struttura seppur iconica – è un simbolo della storia della città, come Castel Ovo, Maschio Angioino, il Real Teatro di San Carlo, la Reggia di Capodimonte, Palazzo Donn’Anna, Galleria Umberto I, i resti dell’Italsider, la Mostra d’Oltremare, la Metropolitana tra archeologia e arte moderna. Etc Etc…
Consegnato alla cittadinanza il 2 dicembre 1959 (inizialmente battezzato Stadio del Sole e inaugurato il 6 dicembre con la grande vittoria 2-1 sulla Juventus), diventò Stadio San Paolo nel 1963.
Rimasto uguale per 21 anni, fino ai Mondiali del 1990, va riportato alla sua origine (via la pessima struttura in ferro del terzo anello) e riposizionato quale arena costantemente attiva tra storia e presente della città: musei interattivi, teatro per una compagnia stabile giovanile, music academy, studios per il cinema, produzioni televisive, sinergie internazionali.
Oltre ristoranti, bar, parcheggi quanto utile alla vita sociale della città. Palcoscenico della Nazionale di calcio e sede ospitante della prima Associazione Polisportiva che unisca sotto lo stesso tetto tutte le società sportive cittadine.
Questo avrebbe fatto Giorgio Ascarelli oggi.
Quest’anno cade il Centenario della sua grande intuizione, cerchiamo di esserne all’altezza.
Grazie Napoli.