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XII° Piano City Napoli: musica, tecnologia, giovani… 95 concerti in location uniche e palazzi privati. Gina Alice apre da Amburgo, in Sala Chopin uno Steinway B-211 avanguardia tecnologica della classica!

Dai concerti nei luoghi storici, alle esibizioni on the road e nelle abitazioni private, tutto testimoniato sui social: il festival trasforma il pianoforte in un’occasione di incontro tra cultura, territorio e cittadini.

Dal 15 al 18 ottobre, Napoli torna a fare spazio alla musica con la dodicesima edizione di Piano City Napoli, il festival incentrato sul pianoforte che porta le esibizioni fuori dai tradizionali luoghi di concerto, attraversando spazi pubblici e privati della città.

Questo particolare format che punta a trasformare i luoghi della città in auditorium d’eccezione nasce nel 2010 a Berlino, dall’idea del pianista tedesco Andreas Kern. L’idea venne importata in Italia da Ludovico Einaudi nel maggio 2012, con Milano prima sede sperimentale. L’iniziativa ebbe grande successo di pubblico e critica, e già l’anno successivo il progetto sbarcò a Napoli per l’impulso dell’Associazione Napolipiano (Ente promotore del festival).

Il programma di questa XII edizione prevede 95 concerti complessivi, distribuiti in 16 sedi e 27 abitazioni private, con appuntamenti che spaziano dalla musica classica al jazz, dal pop al rock. Il primo appuntamento è fissato per giovedì 15 ottobre alla Sala Chopin di Palazzo Mastelloni, con una straordinaria esibizione che unisce musica e tecnologia.

La prima del festival sarà tenuta da Gina Alice, la quale suonerà in collegamento da Amburgo.

Esibizione resa unica rel fatto che Sala Chopin di Palazzo Mastelloni sarà attrezzata con un modernissimo Steinway B-211 Spirio, capace di riprodurre in autonomia le note suonate dall’artista collocata in Germania, in un connubio musica classica e tecnologia.

Venerdì 15 ottobre invece, il programma si divide tra concerti dedicati alle abilità di giovani musicisti (studenti del Liceo Jacopo Sannazzaro e allievi della S.M.S. Viale delle Acacie), l’esibizione al circolo Ilva di Bagnoli e l’almain concert di giornata, con il duetto pianistico Enrico Fagnoni-Antonello Cannavale, nella splendida cornice della Basilica di San Paolo Maggiore.

Sabato 16 e Domenica 17 sono le date del festival più ricche di appuntamenti con rispettivamente 49 e 40 concerti previsti per i due giorni del weekend.

Sabato saranno previste le esibizioni dedicateai più piccoli, una presso l’ospedale Pausilipon riservata però ai pazienti e dunque non aperta alpubblico, l’altra invece presso lo Spazio Culturale Obù, con tanto di laboratorio creativo perintrattenere i bimbi. Nella stessa giornata ci saranno poi ben 14 house concert, di cui uno inparticolare svolto nella casa-museo del grande cantautore napoletano Roberto Murolo. Vi sarannopoi 28 city concert in location diverse come Villa di Donato, il Museo Hermann Nitsch e Galleried’Italia. I due main concert della giornata si svolgeranno sempre nella Basilica di San PaoloMaggiore con i maestri Filippo Balducci e Gianluca Luisi, i quali si esibiranno rispettivamente alle18:00 e alle 21:00. Infine Domenica, nell’ultima data di questo festival si avrà modo di visitareancora la città a suon di musica con altrettanti 23 city concert e 13 house concert, ed un gran finaledato dalla pianificazione di ben 4 main concert. In particolare, vi saranno Luigi Lombardi con il suoconcerto all’alba previsto alle 6:30 presso il Museo Hermann Nitsch, Andrea Bacchetti in unospettacolo dedicato al Clavicembalo Ben Temperato di Bach (ore 18:00 presso la Basilica della SS.Annunziata Maggiore), e per concludere Raffaele D’Angelo e Marialy Pacheco i quali suonerannoentrambi alla Basilica di San Paolo Maggiore, rispettivamente alle 18:00 e alle 21:00.Una città che diventa palcoscenico
Il rapporto con il territorio rappresenta uno degli elementi più significativi del festival. Ladistribuzione dei concerti in differenti aree di Napoli, dal centro storico ai quartieri periferici,permette di immaginare la città come una rete di spazi culturali collegati dalla musica. Il pubbliconon è necessariamente chiamato a raggiungere un unico grande palco: può scegliere traappuntamenti diversi per luogo, orario, interprete e repertorio.In questa prospettiva, il festival contribuisce a proporre una modalità alternativa di fruizioneculturale. Un museo, una chiesa o un chiostro non sono più soltanto luoghi da visitare per il lorovalore storico e artistico, ma diventano anche scenari nei quali vivere un’esperienza musicale. Lostesso accade con gli house concert, le esibizioni ospitate nelle abitazioni private, che introduconouna dimensione più raccolta e intima rispetto al concerto tradizionale.Il risultato è una relazione unica e rara tra musica e spazio urbano: i luoghi non svolgono unafunzione strettamente logistica o organizzativa, ma partecipano alla costruzione dell’identitàdell’evento. La scelta delle diverse sedi contribuisce sia a caratterizzare l’unicità dell’esperienzadell’ascolto che cambia di location in location, sia ad invitare l’esplorazione di differenti aree dellacittà che non sempre occupano un posto centrale nei circuiti culturali abituali. In questo racconto,Napoli non è soltanto lo sfondo degli eventi, ma parte integrante dell’esperienza proposta.Un festival per pubblici differentiUn altro elemento rilevante è la varietà dell’offerta musicale e generazionale. Piano City Napoli nonsi rivolge esclusivamente agli appassionati di musica classica o a un pubblico già abituato afrequentare concerti. Il programma comprende generi differenti, coinvolge musicisti professionisti,studenti e giovani interpreti e prevede iniziative dedicate anche ai bambini. Questa pluralitàconsente di intendere il pianoforte da prospettive diverse, ad esempio come strumento dellatradizione concertistica, come mezzo di sperimentazione musicale oppure come occasione diapprendimento e condivisione.La coesistenza di queste proposte permette quindi di presentare la musica non come un’esperienzariservata a una comunità ristretta di appassionati, ma come un linguaggio capace di assumere formedifferenti, in modo da ampliare il pubblico potenziale, intercettando interessi e sensibilità differenti.Dalle musiche alla partecipazione: breve analisi della strategia comunicativadell’organizzazioneUna parte importante dell’identità pubblica di Piano City Napoli si costruisce attraverso i suoi canalidigitali. Osservando il profilo Instagram ufficiale, emerge una comunicazione che alterna videodelle esibizioni, estratti delle edizioni precedenti, caroselli dedicati alle location e post informativisul programma e sulle modalità di partecipazione. In linea con le ambizioni del progetto di attirarepubblici eterogenei di napoletani, sui canali social si alternano contenuti diversificati checonsentono agli utenti maggiori possibilità di riconoscersi nell’evento, ciò in quanto la varietàdell’offerta costituisce una condizione favorevole, se non imprescindibile, per rivolgersi adestinatari differenti.I Reel con le performance degli artisti svolgono una funzione di anticipazione: permettono agliutenti di ascoltare brevi frammenti delle proposte musicali e di entrare in contatto con gli interpretiprima dell’evento. Gli estratti dei concerti passati, invece, restituiscono una memoria visiva dellamanifestazione, mostrando alcune delle esperienze che hanno caratterizzato le edizioni precedenti.In entrambi i casi, il contenuto audiovisivo diventa uno strumento per rendere la musicaimmediatamente percepibile anche a chi non conosce ancora il festival.
Accanto ai video, i caroselli dedicati alle location ampliano il racconto, spostando l’attenzione dagliartisti ai luoghi. Le immagini degli spazi che ospiteranno i concerti contribuiscono a presentare ladimensione territoriale dell’iniziativa, ed altrettanto permettono di evidenziare come l’esperienzanon si limiterà semplicemente all’ascolto di un’esibizione, ma sarà caratterizzata altrettanto dallavisita di location d’eccezione.Un’altra componente è rappresentata dai post dedicati al programma e alle informazioni pratiche. Inquesto caso, la comunicazione assume una funzione più direttamente operativa: consente agli utentidi individuare gli appuntamenti di interesse, conoscere le sedi e verificare le condizioni di accesso.La promozione culturale, infatti, non si esaurisce nella capacità di attirare l’attenzione, ma deveanche fornire gli strumenti necessari per trasformare la curiosità in una scelta concreta.

Nel complesso, svolgendo una lettura analitica dei contenuti osservabili e non una ricostruzionedelle intenzioni interne dell’organizzazione, questi contenuti sembrano suggerire una strategiacomunicativa articolata su più livelli: suscitare interesse attraverso anteprime delle esibizioni degliartisti coinvolti, valorizzare l’identità visiva e territoriale del festival, e rendere fruibili leinformazioni necessarie alla partecipazione.

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di Nino Campa

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