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CR7 LASCIA LA NAZIONALE: LA LETTERA, I RECORD, 23 ANNI CON LA MITICA MAGLIA NUMERO 7 “CHE RESTITUISCO AL POPOLO!”

A sorpresa, dopo le polemiche con il Cittì Jesus e relativa fuga dal ritiro dei Lusitani, CR7 non ha aspettato le convocazioni, previste per venerdì, e ha detto addio alla Nazionale, ha annunciato l’addio al Portogallo: lascia 146 gol in 234 presenze, maggior numero di presenze e di reti nella storia del calcio internazionale di ogni Paese.

Numeri di un campione che ha disputato l’ultima gara in nazionale lo scorso settembre a 41 anni: Portogallo-Galles (1-0), gol annullato per fuorigioco.

Nell’agosto del 2003, 23 anni fa, a 18 anni, l’esordio in un’amichevole con il Kazakistan.

Ben 6 Mondiali con il Portogallo, ha anche il primato per gol segnati in 6 Mondiali diversi.

E poi i trofei: due Nations League (2019 e 2025) e un Europeo nel 2016, in una serata a due facce: le lacrime per l’infortunio al 22′ che lo costrinse a lasciare il campo contro la Francia, poi la gioia finale in una partita vissuta a bordocampo da allenatore aggiunto.

Proprio mentre si pensava a un disgelo, Cristiano Ronaldo ha deciso di dire addio alla nazionale portoghese. L’ha fatto pubblicando un lungo video sui suoi canali social.

Ronaldo si è congedato così….

“Al popolo portoghese: è giunto il giorno di restituire la maglia numero sette della nazionale, che appartiene a tutti noi. Per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla, difenderla e portarla in alto con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di guardare al futuro. Non è stata una decisione semplice: alcune scelte non vengono fatte solo con la testa ma anche con il cuore. Un viaggio iniziato 23 anni fa e che mi ha cambiato la vita è arrivato al suo epilogo. Quando guardo indietro e penso alle esperienze avute in nazionale non vedo partite, gol o trofei, vedo persone. Perché il calcio è molto più di un semplice gioco. Durante i miei anni con il Portogallo mi sono sempre spinto oltre i miei limiti. Volevo vincere, volevo essere il migliore, volevo fare la storia. Ho dato tutto per questa maglia. Ho commesso anche errori, ho sofferto, ma non ho mai mollato. E soprattutto sono sempre stato orgoglioso di rappresentare il mio Paese. I gol si dimenticano, i trofei finiscono nei musei, i record possono essere battuti, ma c’è qualcosa che il tempo non può cancellare: il posto che abbiamo conquistato nel cuore delle persone. Non smetterò mai di essere uno di voi. Continuerò a soffrire, esultare e festeggiare ogni vittoria portoghese con un Siuuuuu. Ho passato la mia vita a lavorare per essere il miglior giocatore del mondo. Oggi capisco che la vittoria più grande è stata aver meritato di rappresentare il Paese più bello del mondo. Grazie per questi 23 anni. Grazie per aver creduto in me. Grazie per avermi permesso di vivere un sogno iniziato quando ero solo un bambino, a Madeira, a correre dietro a un pallone. La maglia numero 7 resta, l’orgoglio di averla indossata sarà mio per sempre. Il Portogallo sarà sempre dentro di me. A presto”.

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