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ALLEGRI VINCE LA PRIMA 4-3: IL NAPOLI NON SA DIFENDERE, IL BODO REGALA 3 PUNTI. MAX: “FRAGILI, SEMPRE GLI STESSI ERRORI”

Servono 270 minuti per i primi punti in Champions. A 3 alla terza giornata della League Phase non c’è da stare Allegri, ma stavolta il Napoli ha fatto il Max. Prima vittoria europea, sofferta ma con segnali di ripresa: il 4-3 sul Bodø/Glimt, capace di recuperare due volte.

Allegri torna al 4-3-3, con un centrocampo di qualità ma in difficoltà sul piano atletico sopratutto in Anguissà al momento di limitatissima autonomia. Il vantaggio dopo 50 secondi mette tutto in discesa: assist di Spinazzola, sinistro al volo di Politano per l’ 1-0.

Lang e Di Lorenzo sfiorano il bis, ed anche Mc Tomy si fa pericoloso.

Il Napoli ha una rosa per attaccare. Le lacune in difesa c’erano anche con Conte ma Antonio sapeva pilotare la squadra uno ad uno palla su palla. Allegri non è così, conta sull’intelligenza e la responsabilirtò dei giocatori ed è qui che casca l’asino: impossibile continuare a subire gol a difesa schierata: incredibile che Meret faccia errori madornali di piede ed in uscita. I centrali che non danno garanzie, facendosi attrarre dagi attaccanti avversari aprendo corridoi sguarniti.

Allegri parla di fragilità difensiva. Sa bene che la difesa va protetta con un centrocampo capace delle due fasi. Ciò non può accadere con De Bruyne regista, affiancato da Mc Tomy e Anguissà.

Højlund ha la prima frittata, disattento in difesa: ne approfitta Hauge, che raccoglie l’assist di Fet e pareggia al 27′. Ovviamente con Di Lorenzo a 3 metri in area di rigore. Segue qualche brivido ma è McTominay a siglare il 2-1 al 41′, complice deviazione di Gundersen che spiazza Haikin.

Nella ripresa però come sempre il Napoli si spegne, lasciando campo e iniziativa ai vichinghi molto aggressivi. Hauge accarezza il vantaggio, ci prova Helmersen che impegna Meret in due occasioni, reattivo ianche su Blomberg e Auklend.

Aunguissà è alla canna del gas e non avrebbe dovuto neanche finire il primo tempo; esce tardi per Lobotka, per riprendere il controllo del centrocampo, ma gli azzurri si fanno raggiungere al 63′: 2-2 con diagonale vincente di Helmersen e secondo assist di Fet. Errore in difesa fotocopia del primo pari.

Il pareggio esalta i gialloneri, in totale controllo e vicini a ribaltare il risultato, ma il calcio è imprevedibile ed il Bodo va di nuovo sotto: cross di Politano, testa di McTominay, 3-2.

Manca ancora un quarto d’ora e Knudsen ha quattro cambi per rianimare i suoi. Ma il Bodo pasticcia e si condanna da solo: errore di Sjøvold, tiro-cross di Giovane, autogol (secondo) sfortunato per Bjørtuft.

Impossibile recuperare, ma non si rassegnano al ko e accorciano con Fet al 93′.

Il Napoli vince 4-3 la prima in Champions: 3 punti per sperare, ma la squadra è quella che è ed Allegri lo sa. Poteva perdere anche stavolta, il campo ha concesso una boccata di ossigeno. Sabato contro la Roma che ha stravinto 4-0, la riprova

TABELLINO. NAPOLI-BODØ/GLIMT 4-3
NAPOLI (4-3-3) – Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin, Spinazzola (33′ st Olivera); De Bruyne, Anguissa (14′ st Lobotka), McTominay; Politano (33′ st Beukema), Højlund, Lang (33′ st Giovane). A disposizione: Contini, Milinkovic-Savic, Badiashile, Gilmour, Lucca. All. Allegri.
BODØ/GLIMT (4-3-3) – Haikin; Sjøvold, Gundersen (38′ st Määttä), Bjørtuft, Bjørkan (38′ st Aleesami); Auklend (38′ st Saltnes), Berg, Fet; Blomberg (38′ st Mvuka), Helmersen (32′ st Brynhildsen), Hauge. A disposizione: Faye Lund, Nielsen, Kitolano. All. Knudsen.
Arbitro: Sanchez Martinez (Spa).
Marcatori: 1′ Politano (N), 27′ Hauge (B), 41′ McTominay (N), 18′ st Helmersen (B), 30′ st McTominay (N), 43′ st aut. Bjørtuft (N), 48′ st Fet (B).
Ammoniti: Anguissa (N), Lang (N), Di Lorenzo (N).

PAGELLE. NAPOLI

Meret 5 – Un paio di incertezze preoccupano un po’ l’allenatore e i compagni di squadra, anche se per sua fortuna senza gravi conseguenze.

Di Lorenzo 5.5 – Teoricamente parte nei tre centrali di difesa, ma grazie alla sua sapienza tattica riesce a ritagliarsi spazi importanti nella metà campo avversaria, non solo sulla fascia destra. Sul gol dell’1-1 di Hauge come semòre a 3 metri dall’avversario in area di rigore. Non sa difendere.

Rrahmani 5.5 – Si sta prendendo la responsabilità di sorreggere la difesa, spesso ha momenti di buio.

Rafa Marin 5 – Primo tempo buono sopratutto atleticamente, perde il riferimento avversario, sul 2-2.

Politano 6.5 – Non è padssato neanche il primo minuto che segna da centravanti: girata fulminante di sinistro. Fuori dal gioco fino a un quarto d’ora dalla fine, quando pennella il cross per il 3-2 di McTominay.

Dal 34′ st Beukema sv.

Anguissa 4 – L’ombra del colosso al tempo dei 2 scudetti. Un po’ di qua e un po’ di là, si sbraccia per segnalare buchi ai compagni, ma sempre fuori dal gioco. Non corre, arranca.

Dal 14′ st Lobotka 6 – Fa da spalla a De Bruyne, toccando molti palloni in mezzo al campo.

De Bruyne 7 – Accetta il ruolo da play e lo fa con classe e attenzione. Rimedia una fesseria di Meret, resta il miglior giocatore azzurro per qualità con cui inventa assist: quello dell 2-1 di McTominay è da fenomeno.

McTominay 7.5 – E’ tornato, non era scontato. E’ ancora molto indietro di preparazione ma probabilmente non ha ancora superato la paura di un cuore che ha fatto le bizze. Alla McTominay il gol del 2-1 supportato dall’assist di De Bruyne. Colpisce un palo clamoroso nel secondo tempo e come nei giorni migliori salta più in alto dell’avversario segnando il 3-2 di testa.

Spinazzola 5 – E’ in buona condizione fisica e funziona meglio sulla fascia sinistra. In fase difensiva continua a sbagliare, sorpreso dal 2-2 di Helmesen.

Dal 34′ st Olivera sv.

Lang 5.5 – Si vedono alcuni dei suoi lampi, le accelerazioni che lo hanno caratterizzato. Senza compiti difensivi va un po’ meglio.

Dal 34′ st Giovane 6.5 – Pochi minuti e per bravura e con fortuna, segna il 4-2 della tranquillità.

Hojlund 6 – Combattente, bravo ad impegnare i due centrali avversari, senza essere pericoloso. Una sola palla ad inizio primo tempo, calciata su esterno rete.

Allenatore Allegri 6 – Doveva cambiare qualcosa, lo ha fatto. L’11 iniziale col Bodo è un segnale di lucidità. ma è una squadra che non compre e spreca troppe occasioni. Con la Roma servirà molto di più in difesa e a centrocampo.

BODO

Haikin 6; Sjovold 5,5, Gundersen 5 (37′ st Aalesami sv), Bjortuft 5, Bjorkan 6 (37′ st Maatta sv); Auklend 6 (37′ st Saltnes sv), Berg 6, Fet 6; Blomberg 6 (37′ st Mbuka sv), Helmersen 6,5 (32′ st Brynhildsen sv), Hauge 7. Allenatore Knutsen 6.

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