Domani al Maradona, sfida da dentro o fuori per il Napoli e Max Allegri.
I norvegesi hanno già battuto le grandi d’Europa e non sono la classica squadra cuscinetto, come non lo è più il calcio norvegese – rappresentato da una ottima Nazionale – che occupa il 3° posto stagionale nel ranking UEFA per club (coefficiente club a 5 anni con 31.000 punti + 12.000 di bonus).
Chi è il Bodo?
Il club nasce nel 1916 in una cittadina al nord di Oslo, oltre il circolo polare artico. Infatti è la squadra più a nord ad aver mai giocato in Champions League.
Lo stadio di casa è l’Aspmyra Stadion, solo 8000 posti, campo in erba sintetica. Negli ultimi anni in casa del Bodo/Glimt sono cadute squadre di assoluto prestigio: Manchester City, Atletico Madrid, Inter… e nell’ultimo turno di League Phase anche il Borussia Dortmund.
Nel 2017 era in Serie b norvegese ed ha rischiato di fallire. La svolta però arriva nel 2018 con l’ingaggio dell ‘attuale allenatore Kjetil Knutsen, che ha radicato molto bene il suo modo di fare calcio all’interno del progetto del Bodo: 4-3-3 pressing alto e costante, gioco verticale emolti giocatori titolari arrivano dal vivaio.
Risultati? Quattro titoli norvegesi dal 2020 e in Europa un percorso da film.
Gli uomini chiave della squadra sono sicuramente il capitano Berg, regista nell’11 dipartenza di domani, Jens Peter Hauge vecchia conoscenza del calcio italiano avendo giocato nel Milan e Haikin, portiere decisivo nell’ultimo turno di Champions contro il Borussia Dortmund.
Se il Napoli si illude di fare a pezzettini questo avversario, ne uscirà con le ossa rotte. Allegri si gioca il tutto per tutto: perdere significherebbe l’addio alla Champions e probabilmente alla panchina azzurra. ADL apparentemente si dice tranquillo ma è il gioco delle parti: pesano invece i 3 anni di contratto a quasi 10mln lordi a stagione.
Tanti soldi il Bodo non li ha mai visti e a Napoli spera di festeggiare, magari andando a cena per sperimentare pizza e mozzarella, cibo noto anche oltre il circolo polare artico.