La Lazio non smette di stupire, rimonta il Cagliari, vince 2-1 e vola solitaria in testa alla classifica, imbattuta dopo 10 partite, allontanando l’Inter. Stavolta e Pinamonti a risolvere a7 minuti dal termine. Segno che Gattuso sta tenendo tutti sulla corda, carichi e pronti a dare il massimo se chiamati in causa.
Uno status che dopo un quarto di campionato era inaccessibile Eriksson e Cragnotti, meno ancora per Maestrelli e Lenzini. Fuori dalla logica e dal pensiero comune. Nemmeno il Cagliari di Pisacane, maestro di fase difensiva, ne ha arrestato la corsa.
Dieci partite sono un periodo lungo per distinguere un exploit estemporaneo da un progetto di grande squadra. La Lazio attuale gioca da grande squadra se si guarda ai problemi di Inter, Milan, Juve a Napoli. Alla apri di Roma e Como.
Lo si comprende dalla sicurezza con cui tiene il campo, dalla calma della reazione ad un gol subito (come col Cagliari) dalla qualità degli schemi nella fase di possesso, dal bagaglio tecnico individuale di parecchi giocatori.
Il limite di questa squadra è il numero di cambi, pochi rispetto ai titolarissimi scelti da Gattuso, ma anche il rilievo è parzialmente confermato dalla realtà, visto che il gol decisivo è segnato da Pinamonti, una riserva.
Il rischio è un po’ di stanchezza lungo il cammino, contro il Cagliari non c’è stata la stessa brillantezza di contro il Sassuolo.
ll vantaggio è che si trovano tutti a memoria, si conoscono perfettamente, si aiutano. Eliminata in Coppa Italia, fuori dall’Europa la Lazio ha un solo impegno, il campionato, e quindi fino alla fine avrà una sola partita a settimana con tutto il tempo per plasmare il gruppo.
La vittoria sul Cagliari è la sublimazione di Gattuso, dei suoi ragazzi. La calma con cui è stato cercato prima il pari poi il gol della vittoria, il discreto numero di occasioni create (due clamorose sull’1-1), l’altissimo rendimento di alcuni giocatori, Taylor su tutti, dicono di una squadra strutturata, solida, pronta per affrontare chiunque.
L’unicità di Gattuso è riconosciuta. È diverso da tutti per pensiero, rapporto con i giocatori, per la sua maniera di fare calcio e vivere. Però un paragone c’è: Ringhio ha qualcosa di Osvaldo Bagnoli, che ci ha lasciato recentemente.
Nel 1984-85 il suo Verona iniziò con lo stesso ritmo sorprendente e a ogni partita l’allenatore ripeteva: “Dovremo avere buoni freni, perché non potremo andare così forte sempre”. Quei freni non li usò mai, alla fine festeggiò in silenzio uno scudetto storico.
Aveva due grandi mancini stranieri, Elkjaer e Briegel. Gattuso ha Isaksen e Nuno Tavares. Ne ha altri, ma questi fanno la differenza. Forse è un paragone forzato: Bagnoli era della Bovisa, periferia industriale di Milano. Gattuso è di Corigliano Calabro, dall’altro capo dell’Italia. Però c’è un filo rosso che li collega, fatto di umiltà, realismo, affetto per i giocatori.
Bagnoli venne soprannominato “Schopenhauer” da Gianni Brera, per l’apparente pessimismo. Gattuso ha un atteggiamento minimalista non pessimista. Il principio è lo stesso: si fa festa solo alla fine, lungo il cammino si lavora. Punto.
Dopo il pareggio firmato da Isaksen a seguito del vantaggio di Nzola, l’ingresso di Pinamonti, autore del 2-1, è stato fondamentale. Rimangono le forti proteste di Pisacane sull’azione che porta al vantaggio: Colombo non ha fermato il gioco dopo il colpo alla testa incassato da Deiola sul tiro di Dele-Bashiru.
La prossima a Napoli dirà quali sono veramente possibilità e aspirazioni dell’Aquilotto.
TABELLINO. LAZIO-CAGLIARI 2-1
MARCATORI: 21′ Nzola (C), 36′ Isaksen (L), 83′ Pinamonti (L)
LAZIO (4-3-3): Mandas; Floriani, Sutalo, Provstgaard (76′ Diogo Leite), Nuno Tavares (55′ Pedraza); Frattesi (55′ Dele-Bashiru), Belahyane (81′ Cataldi), Taylor; Isaksen, Noslin, Zaccagni (55′ Pinamonti). All. Gattuso.
CAGLIARI (4-3-2-1): Caprile; Zè Pedro, Deiola (89′ Kevin Carlos), Rodriguez, Obert; Adopo, Romano, Fazzini (64′ Liteta); Fadera (32′ Kofler), Maldini (64′ Trepy); Nzola (46′ Mendy). All. Pisacane.
ARBITRO: Colombo
AMMONITI: Fazzini (C), Rodriguez (C), Obert (C), Pinamonti (L)
ESPULSI: Obert (C)