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Ad Austin l’Italia è con Antonelli: Kimi vicino al titolo, Ferrari ancora una stagione no!

Il weekend sarà nodo cruciale per il campionato piloti di Formula 1. Il carrozzone dei GP è pronto ad incoronare il nuovo campione del mondo 2026. Anno incorniciato dal nuovo regolamento e l’ingresso della nuova ripartizioni dei motori, ibride al 50% e con diverse nuove regole che hanno differenziato campionato e spettacolo rispetto agli anni precedenti.

La Formula 1 fa tappa in Texas sul magnifico tracciato di Austin, da 14 anni nel calendario del Circus più famoso e ambito.

Il circuito americano è da sempre molto apprezzato da tutti i piloti per la combinazione sinfonica di parti tecniche, con curve veloci (di chiara ispirazione alle leggendarie Maggotts-Becketts di Silverstone) e curve lente con richiesta di staccate da intenditori.

All’interno del tracciato, è presente anche uno dei rettilinei più lunghi del mondiale, nella top-ten dei punti di massima velocità. Questa pista più che mai sembra essere occasionissima per la Mercedes e i suoi piloti, la macchina della scuderia di TotoWolff infatti e fatta apposta per esprimersi al meglio con le caratteristiche del COTA (Circuit of the Americas).

E per Kimi Antonelli esprimersi al meglio significa la possibilità di diventare Campione per la prima volta, ad appena venti anni. Il pilota italiano, che ha iniziato il proprio percorso nell’Academy Mercedes fin da piccolo, ora vede il traguardo a portata, proprio con la scuderia con cui è iniziato tutto.

Antonelli chiamato l’anno scorso ad ereditare un sedile molto pesante, quello di Lewis Hamilton, 7 volte campione – di cui 6 con la scuderia anglo-tedesca – dopo un anno di ambientamento e anche di difficoltà, è esploso avvicinando il momento del grande salto nell’olimpo della Formula Uno.

Lo scenario del weekend è molto difficile, ma nel caso sarà solo rimandato ai prossimi appuntamenti o così sembra.

Per trionfare il pilota italiano avrà bisogno di 1 vittoria da aggiungere al suo già ricco andare di quest’anno, (8 vittorie!) e una serie di risultati combinati dei suoi diretti avversari: Russel, rivale e compagno di scuderia, non dovrà andare oltre il nono posto; mentre Lewis Hamilton, secondo inseguitore, non dovrà
andare oltre il quinto posto.

Scenario forse utopico e improbabile ma la Formula 1, questo anno in particolare, ha abituato a colpi di scena durante tutto lo svolgimento gare.

Va da sé che le prossime tappe, in Messico e Brasile, l’obiettivo di Kimi diventi più concreto che in Texas, prima occasione.

Antonelli da questo weekend o dai prossimi, potrebbe essere il primo campione italiano di Formula 1 dal 1953, quando vinse Alberto Ascari su Ferrari.

Proprio il Cavallino è l’altra faccia della medaglia, stavolta amara e dolente, italiana nei motori italiana. Se un giovanissimo pilota emiliano è vicino alla prima vittoria mondiale in Formula 1, la Ferrari sono diversi anni che si conferma sparring-partner delle altre grandi scuderie. Peraltro colpevole – errore grave – di aver lasciato uno dei massimi talenti della categoria ad un rivale fin dalle giovanili.

L’inizio del 2026, era cominciato con grandi promesse e potenzialità da esprimere per i seri aggiornamenti alla vettura. Ma come nelle ultime stagioni la Rossa è naufragata negli upgrades di un un motore inferiore a Red Bull e Mercedes.

I due piloti di Maranello, Leclerc ed Hamilton, hanno anche vinto una volta a testa, ma non può essere sufficiente per una scuderia di storia centenaria e prestigio assoluto.

Da qualche settimana è ripartita la solita cantilena sulle possibilità della macchina 2027, ormai recitabile a memoria da ciascun tifoso. Hamilton in particolare dal suo arrivo in Ferrari è protagonista di una rivoluzione a passettini per cambiare il modus operandi del team.

Lui da sempre è parte di scuderie vincenti e di massimo livello ingegneristico. Ultimamente è arrivata anche qualche frecciata ai vertici, chiaro segnale che il cambiamento non può essere solo all’interno del garage ma deve partire e parte sempre dalla proprietà.

Ferrari almeno per lo scorcio di stagione che resta, nutre ancora chance di poter almeno lottare per il secondo posto nel mondiale costruttori – posizione che occupa ora – iniezione di fiducia per ripartire con entusiasmo.

I due piloti scalpitano, chiedono a gran voce una macchina capace di competere per il titolo. In particolare Leclerc, che dal suo arrivo nel 2019, non ha mai salito su una vettura che ne supportasse il talento e le battaglie con i migliori della categoria, tra questi certamente il suo pari età Max Verstappen.

Andiamo a vedere!

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