Napoli alta tensione. Dalla trasferta di Porto Allegri e i suoi non sono tornati solamente con una sconfitta pesante (4-1) ma anche con screzi e contrasti all’interno della rosa.
Basti pensare a quello che succedeva negli ultimi minuti in campo: De Bruyne riprende Lucca per un movimento sbagliato. In tutta risposta l’attaccante italiano si presenta faccia a faccia con KDB e lo manda platealmente (e ripetutamente) a quel paese.
Clima rovente e adesso ingestibile, non gestito da 22 anni da De Laurentis, per incompetenza, assenza di struttura societaria, serietà e ascendente nei rapporti con i giocatori.
La frattura interna allo spogliatoio è palese e antica. Si respira dalle parole dei calciatori. Matteo Politano ha voluto scusarsi con i tifosi: “Sono incazzato, dobbiamo farci un esame di coscienza, stare zitti e lavorare. Ci metto sempre la faccia io, vorrei che venisse anche qualche altro compagno a dare spiegazioni, non sempre noi italiani…”.
Il riferimento è per De Bruyne, la cui voce da quando è a Napoli raramente si è sentita.
Sicuramente non era per Rasmus Hojlund. Il danese si è presentato nel post partita ancora più arrabbiato di Politano: “Non sono d’accordo con Allegri: non abbiamo giocato bene”. Poi aggiunge il carico: “Dobbiamo guardarci allo specchio e prenderci le nostre responsabilità: dai giocatori all’allenatore e alla società. Bisogna lavorare tutti quanti per migliorare. Non possiamo più perdere partite, sono già tante”.
Un pensiero a cui fa eco uno dei pochissimi leader tecnici e morali dello spogliatoio. Scott McTominay non cerca alibi nei tanti infortunati del Napoli: “Sono davvero arrabbiato. In questo momento gli indisponibili sono troppi. Nel calcio capitano ma ora sono davvero tanti. L’unica cosa che possiamo fare è andare avanti: siamo pochi ma dobbiamo reagire”.
Per fortuna, o sfortuna, dello scozzese l’occasione per rialzarsi è presto servita: domenica alle 12:30 al Maradona arriva la Lazio capolista. Il Napoli riuscirà a compattarsi?