Da Venerdì 16 Ottobre, il sud Italia è in una morsa logistica: Ci sono infatti tre tipi di proteste che si sommano: Autotrasportatori, Fermo dei tir in Sicilia, 4 RTegioni (Calabria, Puglia, Basilicata e Campania) ) in protesta contro il carogasolio.
Martedi 20 in Campania sfiorava i 2,30 euro in autostrada; 2 euro la banzina in Puglia e 2,27 per il Diesel.
I presìdi sono a Nola, Avellino Est, Poggio Imperiale sulla A14 e Catania. In trincea agricoltori e pescatori, scesi in protesta per caro gasolio e caro vita. E oltre 40 marinerie hanno annunciato sciopero per domani. In Puglia il costo di frutta e verdura è salito del 20%, ed i supermercati hanno scaffali vuoti.
Confcommercio stima 50 milioni di danni. Con conseguenze gravissime se in tutto il Sud Italia ed a Napoli la grande distribuzione rende noto di avere scorte solo per altri 3 giorni. Stop!
Versante studenti. Molte scuole campane sono in occupazione sempre per protestare contro il caro vita e condannare le scelte della Meloni sulle armi e la guerra in Ucraina. Mentre stride lo zero assoluto, anche a parole, sul genocidio di Gaza. Attendendo il risultato delle elezioni in Israele.
Nei trasporti gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria hanno voli ridotti: manca carburante. A Napoli sono stati già tagliate le corse dei bus pubblici.
Il ministro ai trasporti Salvini ha annunciato 1 miliardo per il settore, nessuno gli ha creduto: il fermo è stato prolungato fino al 27 Ottobre.
Non è uno sciopero dei camionisti, è uno sciopero per contestare un modello economico al collasso.
Le richieste sono: 1) gasolio professionale ad prezzo calmierato, 80 centesimi in meno al litro, riconosciuto come bene di prima necessità. 2) costi minimi obbligatori: in modo che i committenti non possano pagare sotto il costo chilometrico fissato dal Ministero. Pagamento a 30 giorni, non a 120 come adesso. 3) marebonus strutturale, ossia 700 euro in più che un siciliano paga per imbarcare il camion sulla nave per la distribuzione del pesce.
Al momento non siamo alla psicosi per mancanza di cibo, ma delle conseguenze improvvise e inattese di un forte impatto logistico.
Federdistribuzione conferma che il fresco manca; la catena del freddo si sta interrompendo perché i camion frigo sono fermi e nei banchi dei supermercati la merce non arriva proprio.
Sempre il 27 ottobre a Roma al Ministero ci sarà l’incontro per capire se il credito d’imposta diventerà legge fino al 2027 o la situazione resterà questa.