Matteo Berrettini va sull’altalena. Il massimo livello lo raggiunse anni fa, – best ranking, 6a posizione in classifica ATP – nel lontano 2022 dopo una magnifica semifinale agli Open australiani.
Causa infortuni di diverse tipologie, in particolar modo alla zona addominale, da anni non riesce ad imporsi e sopratutto ad assestarsi su livelli consoni al talento che indubbiamente ha. Tutti si interrogano sui motivi di questi su e giù e probabilmente solo Mario Belardinelli, scopritore e coach di Panatta, Bertolucci e Barazzutti, avrebbe saputo e potuto spiegarlo.
Molti hanno legato l’altalena di Matteo con la vita privata, brillante, effervescente, impegnativa per un atleta, vedi le 4 fidanzate in 4 anni (Ajla Tomljamopnic, 2022 tennista; Melissa Satta, 2023/24 show girl; Vanessa Bellini 2025/26 ballerina; Peggy Gou giugno 2026, DJ e producer musicale), ma non sono le donne il suo problema.
L’inizio di stagione 2026 era già stato un su e giù con il ritiro agli Australian Open, e risultati non convincenti anche sul cemento americano e i Masters 1000 su terrarossa. Diversamente in Europa su palcoscenici importanti: Roland Garros e Wimbledon, dove ha dato il meglio raggiungendo i quarti nello Slam francese, contro Arnaldi, conclusosi per l’ennesimo infortunio; due vittorie di prestigio a Wimbledon… prima di ripiombare nel buio di una nuova caduta.
Sono diversi mesi in cui non solo non vince ma esce subito di scena. L’ultima contro Jacquet, francese in classifica messo peggio di Matteom capace però di rifilargli un 7-6 7-5, match tirato in cui Berrettini ha sprecato tutte le palle per portarsi avanti e chiudere.
Il segnale delle difficoltà è chiaro: non reagisce nelle situazioni di svantaggio. Nessuno sa spiegare perchè e aiutarlo a risolvere questo deficit.
Nel mare magnum delle ipotesi tifosi e critici accusarono Melissa Satta. La coppia affrontò pesanti attacchi sui social e polemiche infondate sulla carriera del tennista. Al punto che la show-girl fu costretta a difendersi legalmente piantando il bel Matteo.
Da giugno per la stessa situazione ci è passata anche Peggy Gou, origini coreane, molto nota sulla scena house mondiale. Relazione tenuta segreta da entrambi ma fonte di dibattito e pettegolezzo sul web.
Probabilmente alla base del su e giù sui campi da tennis, ci sono problematiche dovute alla gestione dello stress e la tutela della salute, apparsa da subito abbastanza fragile.
Oltre le chiacchiere ricorrenti sulla sua vita privata, il finale di stagione ci potrà dire se è possibile sperare di rivedere il Berrettini ammirato anni fa e se di conseguenza certificheremo la risalita nella classifica ATP, scalando la fascia tra i quaranta e i cinquanta al mondo, limbo dei tennisti di talento ma ad un passo dall’out nella top 100.
Nel scorcio 2026, si giocherà anche la Coppa Davis. Che da 3 anni vede l’Italia trionfare con tre titoli.
A Bologna gli azzurri difenderanno ancora il titolo e stavolta certamente senza Jannik Sinner.
La difesa della Davis mai come quest’anno sembra complessa, anzi ardua. Priva del numero 1 al mondo, il team che convocherà Volandri è tutto da scoprire. Berrettini sembrerebbe sicuro del posto ma i risultati non aiutano. Musetti anche lui nel vortice del saliscendi è alla pari. Chiude gli aspiranti convocati Flavio Cobolli.
Il movimento italiano dopo diversi anni di exploit ai massimi livelli, è stand by. Il campo confermerà se è una flessione momentanea oppure un trend da ribaltare il prima possibile. Sinner, dopo l’infortunio al ginocchio, tornerà nel 2027, potrebbe essere proprio lui a rilanciare Matteo Berrettini compagno di doppio.
Amen…