Jannik Sinner si ripete. Dalla caduta di Parigi al trono di Wimbledon, come un anno fa.
Un bis leggendario, perché Sinner è il 10° tennista ad aver vinto 2 volte consecutive Wimbledon, nell’era Open. Ci erano riusciti Rod Laver, John Newcombe, Bjorn Borg, John McEnroe, Boris Becker, Pete Sampras e – nel 21° secolo – Roger Federer, Novak Djokovic e Carlos Alcaraz.
Sesto titolo in stagione e quinto Slam in carriera per Jannik (un traguardo che gli consente di affiancare Rod Laver e John Newcombe), secondo sull’erba ma soprattutto la 100ª vittoria ottenuta nei quattro tornei dello Slam, diventando il settimo giocatore più giovane nell’era Open ad aver vinto 100 partite del Grande Slam singolare maschile.
Inoltre eguaglia il totale combinato (5) degli Slam vinti da tutti gli altri giocatori italiani nella storia del tennis (2 Pietrangeli, 1 Panatta, Schiavone e Pennetta). Tutto perfetto.
Ma non basta: Sinner è nel ristretto gruppo dei 14 pluricampioni dell’era Open ai Championships. Tra i giocatori ancora in attività, soltanto Djokovic (7 titoli) e Alcaraz (2) vantano più di un successo sull’erba dell’All England Club.
È stata una stagione da record, il 2026 di Sinner: 38 vittorie e “solo” 3 sconfitte. Nonostante le delusioni negli Slam agli Australian Open e fermato dal caldo al Roland Garros, Jannik è il giocatore più vincente in questa stagione grazie ai cinque Masters 1000 – Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid e Roma – cui si somma anche Wimbledon, diventando con il successo al Foro Italico il secondo giocatore della storia, dopo Novak Djokovic, a completare la collezione di tutti i Masters 1000.
La vittoria all’esordio in cinque set contro Miomir Kecmanovic ha messo fine a una striscia di 5 partite di fila arrivate al quinto set: l’ultima volta era stata nella finale degli Australian Open del 2024 contro Medvedev. Sfatando il deficit di resistenza nel suo tennis.
Dopo tutto questo, Sinner incarna il mito umano dello sport: abbracciando la madre subito dopo aver battuto Zverev ha detto: “Ti ho visto lasciare la tribuna tre, quattro volte…”.
Chi segue i suoi più grandi affetti mentre si sta giocando la vittoria a Wimbledon è un fuoriclasse della vita prima che del tennis.
Jannik resta così per sempre e la gente ti ricorderà prima per come sei, poi per i tuoi successi con la racchetta!