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RIVINCITA LOTITO: GATTUSO, VIA I MIGLIORI, PRIMO CON POCHI SOLDI, 20MLN DI ATTIVO… E I TIFOSI ORA PENSANO ALLA TREGUA!

Per gli esperti di lazialità, Gennaro Gattuso era arrivato per rivitalizzare un ambiente depresso e in totale rivolta. Un mondo, quello laziale, logorato dalla lotta a Lotito, fuori delle coppe, stadio vuoto, necessità di rimotivarsi. Chi meglio di Ringio?

L’ex ct per primo era reduce dalla doccia più gelata della sua vita professionale. Da quella notte a Zenica, lo scorso 31 marzo che distrusse ancora una volta il sogno mondiale.

Claudio Lotito, dopo l’addio di Sarri, ha scelto Gattuso per rimettere in piedi la squadra, per avere un argine contro i tifosi, per poter contare su chi non si arrende mai, senza batter ciglio. Peraltro a ‘pochi’ soldi. Una delle tante scommesse di Lotrito, meglio Lotirchio, recentemente Lotutto!

Gattuso non solo ha dato la scossa. Ha creato in 3 mesi un’identità e una filosofia calcistica che anche la Lazio di Sarri non aveva. Principi che non era riuscito a dare in Nazionale, valori e comportamenti che in azzurro non avevano fatto breccia.

Oggi possiamo dire che il presidente ‘condannato a morte’ dalla Nord ci aveva visto lungo. Perchè è corretto dare a Cesare ciò che è di Cesare.

Il biglietto da visita della stagione 2026/27 è stato da infarto: eliminazione dalla Coppa Italia ad opera del Mantova. Al punto da prevedere un’annata horror, annaspando per evitare la zona retrocessione. Due mesi dopo, basta guardare la classifica per capire che qualcosa è andato storto nei vaticini di Ferragosto.

Zaccagni e soci sono in testa alla pari dell’Inter, fanno calcio vero, divertono e si divertono: se non è merito di Rino chi può rivendicare tutto ciò? Claudio Lotito in una piazza totalmente ostile, non ha sbagliato a scegliere , spalleggiato dal DS Angelo Fabiani.

A giugno fu Gattuso. Dopo un mercato esangue imposto dalla FIGC che, per il momento ha reso un attivo di 20milioni di euro. Nonostante la furia del popolo celeste per la cessione di Mario Gila e l’addio di Romagnoli silenziata da Sutalo. Alla resa dei conti Il croato con Provstgaard si è mostrata coppia difensiva granitica. E anche le seconde scelte Doevkhi–Leite, oltre a Pedraza, danno garanzie.

Poi Davide Frattesi, il capolavoro. La voglia di riscatto dell’ex Inter è unisono con quella di Gattuso, suo mentore. Mentre il tecnico attende Gudmundsson, che si era presentato con un gol. 

E anche Pinamonti, per adesso attaccante di riserva, il quale mostra di capitalizzare il minutaggio che gli è concesso. Quindi i soldatini Marusic, Lazzari e Dele Bashiru, sugli scudi a Torino nella batosta alla Juve.

Le basi c’erano da gennaio scorso. Lo prova Kenneth Taylor, arrivato per far dimenticare Guendozi.

A giudicare da come gioca l’ex Ajax, il francese andato al Fenerbahce è un lontano ricordo.

Rivincita è più di una parola, è il sentimento che covava Lotito.

Per poter gridare di fare il bene della Lazio, dei tifosi, di Roma Capitale. Lo spiega citando Mandas che sta facendo meglio di Provedel, Nuno Tavares irriconoscibile nella continuità, Rovella e Cataldi che possono prendersi tutto il tempo per recuperare se in regia c’è Belahyane.

Isaksen e Cancellieri hanno finalmente espresso cattiveria sotto porta, Zaccagni è tornato leader, Noslin è diventato prezioso attraendo su di sè due difensori, aprendo spazi per la via della rete.

Gattuso ha reintegrato anche Luca Pellegrini nell’armonia che pervade Formello.  E va sottolineata anche la valorizzazione del vivaio, se Romano Floriani-Mussolini, dopo la gavetta, è tornato alla base.

Lotito ha messo insieme un gruppo coeso, strettosi attorno a una guida sicura.  E sebbene il numero uno laziale non ignori il suo popolo, da più parti sono arrivati inviti alla tifoseria per una pace sentita e duratura.

Ci aveva provato Gattuso ma era troppo presto. CI ha riprovato Fabiani: “Prendiamoci una tregua. Mi piacerebbe vedere già da sabato uno stadio pieno”. 

Un appello a ritrovare l’ultimo tassello utile a sostenere il volo dell’aquilotto.

E se la Lazio dovesse finire tra le prime 7 sarebbe festa di fronte a una torta biancoceleste.

Con una fetta riservata di diritto a Claudio Lotito. D’altronde per quelli che erano erano i presupposti, la Lazio di Gattuso nessuno poteva immaginarla.

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di P. Paolo Paoletti

Ciao Rosario, amico e maestro. Per 40 anni la Gazzetta a Napoli dove mi chiese di seguirlo.