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INCHIESTA. LAZIO, COMO, ROMA, 3 VITTORIE DIVERSE: 18 GOL, LEADER IN PANCHINA, PIU’ MODELLI CON UNICO OBIETTIVO… VINCERE!

Tre partite, tre vittorie, 18 gol fatti… non sembra la serie A!

La cosa più interessante è che l’anteprima della ‘Nona’ ha fornito diversi temi: a) si vince in modo molto diverso, ovvero le visioni nel costruire le squadre per arrivare al successo, spingono a rischiare senza temporeggiare; b) il fattore tecnico prevale sostenendo anche i problemi economici; c) la mentalità agonistica, spingere fino alla fine, è finalmente diffusa avendo azzerato la melina e l’interpretazione sparagnina della gara.

Lazio, Como e Roma hanno vinto in 3 modi diversi.

Gattuso ha fatto virtù dello stop al mercato imposto a Lotito. La Lazio ha cambiato la guida tecnica a costo zero. Anzi ci ha guadagnato tra l’ingaggio di Sarri e quello di Ringhio. Incassi da cessioni cosidette ‘eccellenti’, quattro lire spese per qualche integrazione della rosa. L’Aquilotto vola con un cambio totale di gestione, di metodo, di modulo. Alla base c’è il temperamento di Gattuso che giustamente avverte: “bisogna essere realisti, lo scudetto non è per noi”.

E si è sbriciolata anche l’idea del ruolo della tifoseria, il valore dell’ambiente, il tredicesimo uomo in campo. Giocare all’Olimpico è desolante ma gli aquilotti sono concentrati sulla prestazione e quasi non si accorgono quanto lo stadio sia respingente.

La Lazio vince con l’insieme, il gruppo, l’applicazione e la mente libera dei giocatori. Merito di Gattuso cher ha saputo costruire questo contesto, sfruttando la batosta iniziale dell’eliminazione dalla Coppa Italia, riciclando giocatori frustrati e puntando su un paio di riferimenti come Frattesi e Zaccagni.

Diverso per Como e Roma.

Sulle sponde del Lago, Fabragas ha messo su un contesto tecnico che può contare su diverse varianti. Primo valorizzazione di giovani a volte sconosciuti (Douvikas). Secondo, prima la qualità poi tutto il resto (Baturina). Terzo individualità di alto livello, giovani ma già pronti e di grande futuro (Nico Paz)

A Torino tutto si è risolto negli ultimi 11 minuti dall’81’ in poi: prima Ramon di testa su assist di Nico Paz. Poi Nico Paz che la ribalta con un gol dei suoi. Quindi Baturina che chiude di rapina risultato e classifica. Fabragas sfiora il ridicolo quando afferma: “non conosco quanti punti abbiamo in classifica” ma l’iperbole afferma la visione: si vince se si gioca bene, e se si vince giocando bene si va lontano.

Non era facile immaginare l’epilogo di questa storia cominciata con Fabragas tesserato dal Como a chiusura di carriera per poi affidargli la guida tecnica cominciando dal settore giovanile dando imprinting alla base tecnica del club per poi finalizzare il lavoro con la prima squadra.

Il team di dirigenti da DS al Presidente (ricco ma non prooprietario) e la famiglia Hartono dimostrano come sia possibile affermare un progetto vincente in pochissimo tempo con idee chiare e valori umani prima che aziendali.

Roma-Cagliari è stata l’istantanea che Gasperini sintetizza. La Roma ha sempre avuto un ottimo settore giovanile da Bruno Conti e Di Bartolomei a Totti e De Rossi, a Pisilli e Lucci, solo per tracciare un il cammino più recente e non arrivare ad Amedeo Amedei. Gasp incarna l’idea e l’importanza dei giovani, dell’addestramento continuo indispensabile per farli crescere, del talento che deve ispirarli sostenuto da una intensità che faccia la differenza. Questa è la Roma che ha battuto il Cagliari, nonostante le assenze e le bizze di qualche Senatore (Mancini)a cui il tecnico giustamente non perdona nulla.

La Roma segna molto, incassa qualche gol di troppo, ma trova la strada per vincere che siano giocate di Malen, Dybala, Soulè, Mora, i difensori che partecipano alla manovra a tutto campo o che i sigilli arrivino da giovanissimi con Pisilli e sopratuttoi Lucci che Gasp non ha avuto problema a lanciar appena visto all’opera in ritiro.

Queste prime 3 gare sono state quindi un affresco del momento del campionato. Diverso, combattuto e nella consapevolezza ormai diffusa chi chi si ferma è perduto.

TABELLINO Roma-Cagliari 4-2

Roma (3-5-2): Gollini; Mancini (dal 37’ st Ghilardi), Ndicka, Koulierakis; Lulli (dal 31’ st Rensch), Cristante, de Roon (dall’11’ st Mora), Pisilli, Molina (dal 1’ st Wesley); Soulé, Castro (dall’11’ st Malen). All. Gasperini. A disp. Vasquez, De Marzi, Hermoso, Balerdi, Di Nunzio. Camara.

Cagliari (3-4-2-1): Caprile; Ze Pedro, Mina, Rodriguez; Sugawara (dal 46’ st Trepy), Romano, Deiola (dal 31’ st Liteta), Obert; Adopo (dal 46’ st Massolin), Fadera (dal 31’ st Maldini); Nzola (dal 18’ st Mendy). All. Pisacane. A disp. Radunovic, Sherri, Kofler, Aurelio, Ciervo, Fazzini, Sulev, Gagliardini, Kevin Carlos.
Arbitro: Feliciani.
Marcatori: 10’ rig. Nzola (C), 15’ Lulli (R), 21’ Pisilli (R), 81’ Maldini (C), 85’ Mora (R), 87’ Malen (R).
Ammoniti: Rodriguez (C).

TABELLINO Torino Como 1-3

Torino (3-5-2): Parri 6; Coco 5, Ismajli 5, Comuzzo 5,5; Belghali 6,5 (44’ s.t. Oristanio s.v.), Vlasic 6, Bragança 6 (44’ s.t. Ilkhan s.v.), Fitz-Jim 6,5 (10’ s.t. Gineitis 6), Cacciamani 6 (10’ s.t. Patterson 5); Simeone 6,5 (29’ s.t. Kulenovic s.v.), Adams 6,5. Allenatore: Ignazio Abate 6

Como (4-2-3-1): Sanchez 6,5; Couto 6,5, Ramon 6,5, Kempf 6, Valle 5,5 (25’ s.t. Kaiki 6); Perrone 5,5 (13’ s.t. Addai 6 – 33’ s.t. Ricci s.v.), Milla 6,5 (33’ s.t. Smolcic s.v.); Da Cunha 6,5, Nico Paz 7,5, Caqueret 5,5 (13’ s.t. Baturina 6,5); Douvikas 5,5. Allenatore: Cesc Fabregas 6,5

ARBITRO: Collu

MARCATORI: 24’ Simeone (T), 81’ Ramon (C), 87’ Nico Paz (C), 90’+2 Baturina (C)

AMMONITI: Belghali (T)

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