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Via Allegri? ADL fugge: spiegasse i 35mln di Lucca, 0 al mercato, il parafulmine. Chivu? Li c’è Marotta!

Martedi ore 21 Napoli-BodoGlimt segnerà il futuro di Allegri. Quello di Chivù si è confermato a Bologna, nonostante l’Inter sia ad un passo dal restare fuori dalla qualificazione diretta agli ottavi Champions

Se sulla panchina del Napoli non ci fosse Max, con il suo curriculum e lo stipendio Top, l’esonero sarebbe già avvenuto. I numeri di inizio stagione sono terribili e più che preoccupanti: 5 sconfitte in 9 partite, solo 3 vittorie. Alla guida di una squadra che lo scorso anno tra mille tribolazioni Conte era riuscito a portare al secondo posto.

In estate, quando De Laurentis ha deciso di non spendere 1 euro per il mercato, la Roma ha fatto passi avanti decisivi, così il Como. Al punto da relegare il Napoli in lotta per il quarto posto, se tutto fosse andato bene.

Ma al momento è andato tutto male perchè ADL invece di colmare il ritardo sull’Inter si è fatto raggiungere e sorpassare da almeno 2 competitor, se Milan e Juventus dovessero confermare il ritardo che oggi la classifica accusa.

Fin dal ritiro la ‘sensazione’, ovvero il dubbio legittimo per chi capisce di calcio, è stato di una squadra a fine corsa, senza motivazioni e poca fame. Il dubbio è diventato certezza nelle prime 9 gare disputate. Certezze note all’interno del club, dello staff tecnico, anche nerllo spogliatoio.

Da ciò il nervosismo di De Bruyne pentito di essere venuto a Napoli per sommare pessime figure quando la sua Nazionale, il Belgio, gli da lustro e ragione. Hoylund è avvilito dal non gioco. Mc Tomy ha altro cui pensare. Lobotka si chiede da mesi chi glielo ha fatto fare a restate, mentre Anguissà si è già messo sul mercato rifiutando il rinnovo al ribasso offerto da ADL. E nel frattempo da addosso a Lang che smette di riscaldarsi perchè entra Allison al suo posto.

Il ko con il Venezia, soprattutto per come è maturato, ha detto chiaro che non si può più attendere: il disastro è conclamato e irreversibile come i più importati collaboratori di Allegri raccontano in città.

Martedì e magari nella gara successiva contro la Roma, Max si giocherà il suo futuro, attendendo la prossima sosta per smontare tutto. Ma già il piccolo Bodo Glimt in Champions firmerà la sentenza, che De Laurentis attende dal campo sottraendosi al suo dovere di responsabilità.

Max ufficialmente chiede calma, ma quale calma è possibile in uno spogliatoio in subbuglio, un ambiente che ha visto 2 allenatori vincere e andarsene, tifosi inviperiti e un cinepresidente codardo e sfuggente alla sue scelte scellerate?

Se uno come De Bruyne, preso per ricostruire su di lui il dopo Conte, chiede un Napoli d’attacco completamente diverso dalle idee di Allegri e in condizioni psicologiche deprimenti sbaglia un rigore, meglio chiuderli qui al più presto per correre ai ripari, difficili da definire con il solo cambio panchina.

Serve un choc fortissimo ed è per questo che chiedo le dimissioni di De Laurentis!

Allegri è giustamente nel mirino di tutti che lo bocciano senza attenuanti.Ma dov’erano i giornalisti quando già a luglio ho scritto ripetutamente che la scelta di Allegri era sbagliata, mentre bisognava rivoluzionare tutto nella rosa prima che in panchina?

Il Mattino scrive: “Alcune scelte sono inspiegabili. Ci mette un’ora a togliere uno dei tre inutili centrali. Sbaglia qualsiasi cosa della formazione iniziale, compresi gli uomini cui far fare turnover. Schiera una coppia di attaccanti – Giovane e Lucca – che in un anno hanno fatto 2 gol e non vedono mai la porta. Quando si mette a urlare a squarciagola non c’è un calciatore che si giri verso la panchina. Uno strazio”.

Ma perchè nessuno scrive che Allegri lo ha voluto De Laurentis fregando per la seconda volta Italiano. Che è stato sempre De Laurentis a pagare Lucca ben 35 milioni, una tombola, per fare affari (inspiegabili?) con l’amico Pozzo e la sua holding finanziaria Gesapar S.A.(Soparfi) con sede in Lussemburgo (5 Boulevard Royal, 2449 Lussemburgo), nota per essere la cassaforte della famiglia Pozzo gestendo la proprietà dell’Udinese Calcio?

Allegri è succube del suo aziendalismo. fa giocare Lucca che nessuno ha voluto per ordine di ADL. Giovane preso da Manna al momento è l’unico schierabile (sano ma in rientro da infortunio) tra Neres (reinfortunatosi) e Allison (in ricaduta dopo pochi minuti), ma non è da Napoli. Mentre Politano è arrivato alla frutta. Italiano avrebbe certamente dato una scossa diversa al dopo-Conte, ma De Laurentis cercava un parafulmini e Max un ingaggio importante dopo la cacciata di Cardinale.

Un mix che ha distrutto il Napoli. Distrutto!

Come si può accettare tutto questo quando Marotta ha saputo rinunciare a Inzaghino (già in ambascia nella terra dei petroldollari) scegliendo un esordiente che ha saputo vincere lo scudetto al primo anno? La differenza, ovviamente non è tra Chivu e Allegri, ma tra De Laurentis e Marotta, chi non sa di calcio e chi ne conosce ogni aspetto da 20 anni; tra un club inesistente come il Napoli e una struttura manageriale di altissimo profilo come l’Inter.

Esempio? Poteva essere ‘fatal Bologna‘, la maledizione dei portici emiliani sembrava confermarsi per l’ennesima volta dopo un primo tempo da incubo in balia degli avversari; Chivu stavolta ha scelto la tempesta negli spogliatoi pur di raddrizzare l’inerzia della gara. E già sull1-1!

Durante l’intervallo, il tecnico romeno ha sorpreso tutti per urla, livello di decibel, veemenza. Probabilmente il momento più turbolento della sua gestione, superando persino il teso post-partita di Juve-Inter 4-3 dell’anno scorso. Ha messo tutti al muro, ha cacciato alcuni inamovibili, ha ottenuto l’effetto sperato.

Nella ripresa si è vista un’altra Inter, devastante dopo i cambi. E l’azione del definitivo 3-1 è stata l’emblema della lettura tattica dell’allenatore: sventagliata di Calhanoglu, classe pura di Mkhitaryan, affondo con cross di Carlos Augusto e tapin vincente di Bonny. Quattro giocatori subentrati e decisivi per la vittoria.

La domanda è: è colpa di Allegri che non sa incidere su un gruppo liberatosi di Conte ma senz’anima? O sempre Allegri se si guarda indietro verso la panchina e vede chi ha a disposizione non può incidere sul risultato?

Il Mattino e tutti gli altri rispondessero a questa domanda. Grazie!

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