SLITTA ANCORA FIRMA E ANNUNCIO DI ALLEGRI? ADL E’ SUBENTRARTO A CARDINALE PER COLMARE LA RINUNCIA ALLA BUONUSCITA DEL TECNICO: IL CONTRATTO COL NAPOLI DIVENTA DI 3 ANNI, MA I COLLABORATORI SONO ANCORA IN ATTESA.  

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Si erano dati appuntamento il 24 giugno per firmare il contratto a Roma… probabilmente slitterà firma e annuncio di Allegri. De Laurentis ci ha rimesso anche la buonuscita, cui il tecnico toscano ha rinunciato per sciogliersi dal Milan, chiedendo al Napoli di subentrare. Così l’accordo con il tecnico toscano è passato d’incanto da 2 a 3 anni con ingaggio immutato: 5 milioni di euro netti l’anno, bonus compresi, per 3 stagioni. 

Oltre lo staff di collaboratori a cominciare dal fido Landucci.  

Il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis, direttamente dall’America dove ha seguito il match fra Belgio e Iran con in campo i suoi giocatori Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport trattando vari temi. 

ADL è al lavoro con una precisa missione: provare a riportare subito lo Scudetto al Napoli. Tornerà presto in Italia per annunciare l’arrivo di Massimiliano Allegri come allenatore e concentrarsi definitivamente sul mercato. 

Di seguito, le sue dichiarazioni. 

“Certo, sto guardando le partite con mia moglie, i miei collaboratori e qualche amico. Ho visto Svizzera-Bosnia dal vivo al SoFi per onorare la nazione di mia moglie Jacqueline. Stadio straordinario, accoglienza perfetta. Una grande organizzazione anche nella viabilità e nei parcheggi, tutto senza file. Ho appena visto anche Belgio-Iran per salutare Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, due giocatori del Napoli. Gli Stati Uniti, invece, solo in tv: sono una squadra molto interessante…”. 

De Laurentis spiega la differenza fra le due visioni: “La distanza è rappresentata dall’obbligo di pagare una franchigia molto alta per entrare a far parte anche della Mls e di avere alcuni requisiti importanti per partecipare. Oltre al fatto che non ci sono retrocessioni. Penso che il calcio europeo non riesca a coprire i propri costi e che stia collassando per i bilanci in crisi. Si dovrebbe rivedere tutto il sistema in maniera radicale e comportarsi come anni nella Nba. Si fermarono per una riflessione totale per poi ripartire più forti di prima, arrivando a valorizzare i 30 club con cifre variabili da 3,5 miliardi a 10 miliardi di dollari per i singoli club”. 

“Un aiuto economico dello stato, senza se e senza ma, perché non ci si dovrebbe mai dimenticare che il calcio muove 28 milioni di elettori. Viceversa, il freno alla crescita del calcio in Italia sarà sempre maggiore. E poi sburocratizzare, sburocratizzare, sburocratizzare. Abolire in un solo colpo tutte le norme che limitano e rallentano la realizzazione di nuovi impianti. Impedire a comuni, sovrintendenze e organi superiori di ostacolare la realizzazione, sotto la direzione del supercommissario per gli stadi, eletto ma non ancora del tutto operativo, che possa vigilare sulla qualità dei progetti. Sulle riforme necessarie per migliorare il calcio, sia chiaro: non ne esiste solo una, ma ci vuole coraggio. Questo è quello che manca, perché bisognerebbe azzerare tutto e rifondare il sistema in un modo che guardi al futuro e ai mutamenti generazionali”. 

Dal 2017 a oggi ho ricevuto svariati interessamenti per il Napoli e ho rifiutato alcuni miliardi… Adesso dovremmo puntare a fantastici campionati nazionali con un numero minore di squadre, dotate però di capacità economiche e finanziarie e di bacini di utenza importanti, e dovremmo considerare importanti anche i campionati europei e mondiali per club, sempre trovando modalità che tutelino la salute dei calciatori, che non dovrebbero mai rischiare la loro incolumità giocando troppe partite. Non sono quindi preoccupato se fondi dovessero acquisire club europei. La preoccupazione semmai è che queste acquisizioni possano avvenire in un contesto stantio, senza guardare al futuro”.

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