Al mondiale gli ‘Italiani’ non stanno brillando, riproponendo il reale valore dei club italiani ed il peso sempre più esiguo della serie A in Europa.
Il Napoli, che per De Laurentis è in grado di vincere lo scudetto, ne ha mandati 5, i 2 belgi Lukaku e De Bruyne, Lang riserva nell’Olanda, McTominay in una Scozia che rischia di tornare subito a casa, Oliveira che ha inguaiato l’Uruguay con una fesseria che può costare l’eliminazione. E questi sarebbero in talenti azzurri?
Tieniamo presente che il Napoli, secondo a – 11 dall’Inter è il club ‘di testa’ con meno effettivi chiamati ai MOndiuali 2026. Primo il Milan, con 10 convocati.
Il dato da sottolineato perchè Allegri che ha guidato il Milan al 6° posto, allenerà il Napoli e Conte che ha guidato una ‘banda di acciaccati’ al secondo posto e candidato alla Nazionale.
Perchè allora meravigliarsi della ‘Fuga di talenti’ in attyo anche nel calcio?
Come accade da tempo con i “cervelli”, studenti e lavoratori italiani che cercano fortuna all’estero, anche nel calcio non manca la tendenza a emigrare per fare carriera. Un trend in crescita negli ultimi anni, anche a causa di un divario economico che, in particolare nel caso della Premier League, non lascia scampo ai club di Serie A soprattutto nella concorrenza per l’acquisto di un giocatore.
L’ultimo esempio in Marco Palestra: l’esterno che sembrava destinato all’Inter, pronta a sborsare 50 milioni per un giocatore di grande prospettiva, per quanto abbia alle spalle una sola vera stagione tra i grandi, si è invece imbarcato direzione Londra per unirsi al Chelsea. Offerta all’Atalanta (55 milioni di euro e 10% sulla futura rivendita), al calciatore e agli agenti senza paragone rispetto a quella nerazzurra. Xabi Alonso chiama Palestra e il classe 2005 come potrebbe dire “no” al campionato più prestigioso al mondo?
Lontani gli anni ’80 e ’90, quando anche i Palloni d’oro sognavano l’Italia, ma è negli ultimi 10/15 anni che il divario si è allargato inesorabilmente. Un discorso che non ha toccato solamente i campioni più richiesti, ma ora è esteso anche ai talenti dai 18 ai 23 anni, quelli considerati in rampa di lancio. Gli esempi non mancano negli ultimi anni: solo un anno fa, nell’estate 2025, la Serie A ha perso due difensori potenzialmente titolari nei piani futuri della nazionale.
Giovanni Leoni, inizialmente conteso dalle big italiane, non ha potuto rifiutare la corte milionaria e le ambizioni europee del Liverpool allora campione di Premier in carica. Solo un brutto infortunio ha rallentato la sua missione oltremanica, dopo i 30 milioni di euro più 5 di bonus incassati dal Parma per il suo trasferimento. Matteo Ruggeri ha invece scelto la Spagna per mettersi in mostra e inseguire anche la maglia azzurra, fino a diventare pupillo del Cholo Simeone (che lo ha acquistato a circa 20 milioni di euro) e fermare Yamal nei quarti di Champions League.
