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LA VERITA’ SUL FLOP DI JUVENTUS E NAPOLI: ANARCHIA DI SPOGLIATOIO, LUCIO E MAX INADATTI, ELKANN E DE LAURENTIS ANONIMI!

Molte parole, troppe parole…. Lo spogliatoio ha risposto a Carnevali facendo arrivare il messaggio diretto al club: ritiro inutile, siamo poco allenati, la pedagogia tattica e identitaria non la comprendiamo.

Il tutto addebitato a Luciano Spalletti. Il problema è serio, ha un fondamento, poco risolvibile se non con l’esonero e la scelta di un tecnico dai modi spicci, diretti, asciutti. E’ il profilo di Antonio Conte che mette sul tavolo anche un curriculum indiscutibile che i giocatori devono accettare e sottomettersi a carichi di lavoro pesanti, costanti, difficili da sopportare su lungo periodo.

Intanto Spalletti ha dato un ulteriore segnale: dopo tutti in ritiro, tutti al peso. Ovvero verifica dello stile di vita dei calciatori. Apparentemente tutti promossi, ma la bilancia è solo un indicatore, non la sentenza.

Allenamenti blandi, troppo discorsivi?

Luciano ha avuto lo stesso problema in Nazionale, spingendo fortemente sull’identità, l’orgoglio di vestire la maglia Azzurra, il riconoscersi nel ruolo di testimoni di un Paese che attraverso la Nazionale di calcio difende valori sociali, culturali, ideologici.

Non è roba per tutti, anzi è roba per pochi. E più hai a che fare con i giovani e più è difficile toccare queste corde, perchè probabilmente si sono erose o non esistono più.

Il calciatore oggi è una azienda individuale, mette avanti a tutto il proprio profitto, in uno spogliatoio cosmopolita dove si intreccia di tutto. La sintesi deve essere chiara, essenziale, utile a tutti ovvero legata al risultato.

Di contro però i calciatori quando le cose vanno male, chiedono tempo, comprensione, di essere difesi verso l’ambiente e i media. Modo improprio per fare un accordo: tu mi proteggi ed io ti spalleggio. Perchè modalità che prescindono dal merito e quindi improprie, spesso controproducenti.

Vedi la rivolta contro il capitano Bremer per l’accusa ai compagni (ribadita da McKennie con toni diversi ma contenuti identici).

Fa specie che si sia arrivati a questo alla Juventus dove ci si vantava dello Stile Juve e delle regole da incarnare per essere da Juve. Vero con Boniperti e Trapattoni, vero con Bettega e Lippi, stravero con Andrea Agnelli e Conte, oggi difficile con Carnevali e Spalletti.

Problema identico nel Napoli di De Laurentis. Rapporti impostati solo sull’interesse. Contratti che tutelano a senso unico. Relazione costruita solo sui soldi. Rapporto Padrone-dipendente privo di umanità, ovvero spazio alle diverse sensibilità.

Anche il calcio ha dimenticato che all’origine della nostra civiltà c’è l’Umanesimo cui tutto il Mondo si riferisce. E l’America non sarebbe stata la più Grande Democrazia del Mondo (non lo è più proprio perchè ha sostituito l’Umanesimo con la Plutocrazia, il potere dei ricchi) con se non si fosse ispirata all’Umanesino italiano, quindi europeo.

Anche a Napoli esiste da anni un problema serio di spogliatoio. De Laurentis lo ha affrontato con tanti 007 che andavano a spifferare tutto. Prima Maggio, poi Hamsik (520 presenze), poi tentativo iniziato bene e finito male con Insigne. Un Padrone che spia lo spazio sacro della squadra per avere argomenti di ricatto nelle trattative sui soldi.

Allenatori con la A maiuscola si sono opposti: Ancelotti, Benitez, Conte, lo stesso Spalletti fuggito dopo lo scudetto. Altri di minor spessore hanno convissuto con questo andazzo, ma fino ad un certo punto, vedi Reja che venne alle mani con il cinepresidente.

Ho lavorato per 3 alla SSCNapoli, Direttore Organizzativo e delle PR, e posso dire con certezza che ciò che non avviene dietro la scrivania non può avvenire nello spogliatoio che è la cassaforte di una squadra, dove si custodiscono, principi, valori, comportamenti ed anche segreti. Il mancato rispetto di questa Regola Prima, spacca tutto, distrugge tutto, azzera tutto.

Basta andare per strada, nelle piazze e nei vicoli di Napoli per capire che lo spogliatoio del Napoli nulla protegge. Anzi è devastante, in quanto tutto viene espulso, divulgato, tradito.

Lucca? Per Allegri è un incapace., non potrà riprendersi mai! Personalmente mi sento raccontare questo nei miei ritrovi-termometro del sapere popolare. La famosa “voce ‘e popolo, voce ‘e Dio’ è una verità assoluta, ovviamente da prendere a piccole dosi.

De Bruyne? E’ autistico… stringe la mano con la manella morta…, altra voce che esce dallo spogliatoio, nel confermare il rapporto difficile tra il belga e tutti gli altri.

Beukema? Una truffa, il Napoli lo ha strapagato, perchè…? Manna è stato affrontato in un bar di Via Petrarca con l’imbarazzante quesito: “insegnate voi ai giocatori di buttarsi per terrà…? Non lo sanno neanche fare… “.

Il DS azzurro prima è arrossito, poi è frettolosamente scappato lasciando il caffè al bancone.

Se queste sono le verità spiattellate a destra e a manca, figuriamoci cosa c’è dietro la facciata. Bruscolotti non è uno stupido e neppure di primo pelo. Se si è lasciato andare a dire che “Di Lorenzo fuori dal campo è poca cosa, un motivo ci sarà”.

Allegri aveva annunciato Lucca titolare a Monza. Ha giocato Hojilund. Perchè? Lo spogliatoio ha orientato la formazione, Landucci ha raccolto e portato a casa. Al diavolo l’aziendalismo Maxiano che per incarico dovrebbe rilanciare i valori dei cartellini dei calciatori più pagati e più bocciati dal campo.

Domenica sera, prima di tecnica e tattica, individuale e collettiva il campo mostrerà se il vero e principale problema di Juve e Napoli è stato individuato e risolto almeno in parte. Diversamente il destino di Juve e Napoli è segnato: fuori da tutto per l’ennesima ricostruzione. Su fondamenta inesistenti.

Motivo per cui la Juve non è più la Juve azzerando il verbo di Giampiero…”l’unica cosa che conta è vincere”.

Mentre Napoli continuerà ad errare nella follia di De Larentis per il quale “l’unica cosa che conta è fare soldi”.

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