Da Genoa-Juve 2-0 a Juve-Napoli, l’attesa è breve e può essere fatale!
La prima impressione è che Spalletti abbia perso di mano lo spogliatoio: la squadra non risponde emotivamente e mentalmente prima che nel seguire le indicazioni tecnico-tattiche. La rosa è quella che è per qualità e quantità. Gli infortuni pesano. L’ambiente si è scollato in un si salvi chi può che tutti sanno dove porti. Il primo a saperlo è Luciano che ha a disposizione 3 giorni per tentare un cambiamento che sembra impossibile.
Una volta lo slogan Juventus era: l’unica cosa che conta è vincere. In casa Juve sembra una storia dimenticata.
La Juve, quella di oggi, vince raramente (4 volte in 9 giornate), perde punti (14 conquistati su 27) e contatto con i primi (Inter e Lazio a -11, zona Champions a -6).
A Marassi però la Juve ha pure perso la faccia. Perché c’è modo e modo di perdere. A Genova non è stata mai in partita, soggiogata dall’intensità del Grifone, Vitinha che sembrava Mbappè, Osmajic centravanti imprendibile…
Primo tempo incommentabile, neanche lo straccio di un’occasione, nessuna alternativa a chi era in campo. Spalletti non ha mai avuto e quindi dato l’impressione di poter raddrizzare la gara.
Difesa imbarazzante, Gatti è finito a fare la seconda punta al fianco di Kolo Muani… solito Kolo senza idee e senza forza. Fantasisti senza fantasia che sia Alajbegovic o Zhegrova e Boga. Woltemade entrato per Gatti non ha cambiato assolutamente nulla.
E’ tempo di processi. Veri. Ed è giusto mettere tutti alla sbarra, sotto accusa.
Le responsabilità sono di tutti: 33% di Spalletti (in confusione), 33% ai giocatori (mediocri, anzi pessimi), 33% per Carnevali arrivato tardi ma avanti per tentativi. Ovviamente per la malabitudine del pallone chi paga sta in panchina. E i numeri di Spalletti sono da esonero.
Subentrato a Tudor, nelle prime 9 sue la Juve aveva fatto 18 punti, 4 più di oggi.
Ma anche il vituperato Thiago Motta dopo 9 giornate (2024-25) aveva 17 punti contro i 14 di oggi.
Tra 72 ore allo Stadium arriva il Napoli: Allegri, mister di 5 scudetti, anche lui in cattive acque ma con i 3 punti di Monza che hanno agganciato Spalletti ex del Terzo scudetto azzurro. In gioco punti, classifica, esoneri, modelli se possiamo pensare a modelli di gestione per questa Juve distrutta da anni (dalle dimissioni di Andrea Agnelli e tutto il CdA) e per il Napoli che invece con De Laurentis da 22 annidi modelli non ne ha. Se non l’arricchimento del padrone!