L’Inter è più o meno è sempre la stessa. Concede sempre il brivido, poi il finale è sempre lo stesso. Stavolta contro la Fiorentina ha aggiunto un elemento al thriller: gol subito al primo tiro in porta e meno male che Chivu aveva volutlo far respirare Martinez lanciando Provedel.
Poi un rigore netto non concesso e assalto finale con un ragazzino buttato nella mischia per utilizzarne l’incoscienza. Comunque nelle statistiche resterà Inter-Fiorentina 2-1, e la classifica dice ancora Inter in testa a 22 come la Lazio.
L’analisi oltre i dati vanno però in altra direzione. Perchè la rimonta stavolta poteva anche non compiersi ed è allora che si sarebbe svelato il destino di chi sta davanti e deve vincere, battendo anche l’abitudine.
Il pallino del gioco lo hanno avuto sempre in nerazzurri, alla fine De Gea dovrebbe essere premiato per le tante parate quasi miracolose, ma la Fiorentina a difesa del suo portiere non si muove dal penultimo posto ed a 4 punti c’è anche il richiamato Vanoli.
Criticare Cristian Chivu sarebbe difficile, la gara è stata preparata correttamente, nessun errore collettivo o di reparto ed il vantaggio Viola è stato episodico con un bel tiro d Jimenez. Ed è difficile anche dare colpe specifiche a Provedel come accade quando un portiere prende gol sul proprio palo.
Il dubbio che resta è: l’inter è passata in svantaggio per la settima volta. In campionato ha sempre rimontato e anche stavolta, seppur con modi molto diversi.Mentre ci sono stati limiti nelle prestazioni individuali.
Calhanoglu sta gestendo un infortunio mai completamente risolto, è evidente da alcuni suoi movimenti e anche dall’imprecisione delle conclusioni di solito precisissime.
Pio Esposito è sempre generoso ma stavolta è rimasto imbrigliato dai due centrali viola.
Andy Diouf ha perso smalto rispetto a inizio stagione, non più efficace nella profondità a destra, con la Fiorentina anche per l’opposizione di Valdepenas.
E Chivu dovrebbe fare un monumento a Marcus Thuram e Carlos Augusto.
Il francese ha fatto di tutto: la sua parte, quella di Lautaro Martinez e di Pio Esposito. Un mattatore!
Ha fatto gol (1-1) perché voluto a tutti i costi. Ha conquistato il rigore della vittoria perché sapeva di avere un credito con l’arbitro Mariani, per un altro fallo in area subito da Viery. Rigore netto non concesso. E siccome non si può ‘cantare e portare la croce’ a lungo, urge riposo, magari nella prossima a Venezia.
Dopo il gol decisivo contro lo Shakhtar, Carlos Augusto è stato l’anima della squadra: chilometri a valanga, innumeravoli traversoni, due traverse, il 2-1 finale.
Se chiedi ad un allenatore di Carlos Augusto ti risponderebbe di volerlo sempre nella propria rosa. Per spessore tecnico, applicazione, umiltà.
Nel post Viola, la sentenza è: Thuram riposi, Carlos Augusto firmi il rinnovo.