“Se dovessi vendere preferirei darlo a un napoletano, non un americano”. De Laurentis ha subito rimesso le cose al proprio posto. Aprendo un’asta che non c’è e non ci sarà. Dalle parole però è possibile che si arrivi ai fatti!
Matt Rizzetta è nato a New York nel 1982, ha origini pugliesi, calabresi, siciliane. E’ certo che gli ambienti influenti in Calabria e Sicilia si riunirebbero intorno a lui, per guidarlo nell’impresa di strappare il Napoli ad un romano, mai adottato dai napoletani.
Quindi le due dichiarazioni di Matt Rizzetta ieri, prima in mattinata nella sede del Banco Napoli, poi in anteprima della gara di Eurocup, erano programmate e probabilmente anche concordate con De Laurentis. Infatti i due hanno visto insieme Napoli-Bodo, assente invece Aurelio al Palasport in Eurocup per dare tutto lo spazio mediatico al presidente del Napoli Basket.
Ieri però De Laurentis e Rizzetta si sarebbero incontrati al Vesuvio. Argomento arcinoto: la quotazione della SSCNapoli. Un lavoro lungo e difficile che Rizzetta deve affidare ad un advisor di alto livello, così come ADL deve approfondire su Underdog Global Partners (UGP), società di private equity specializzata in sport, media e intrattenimento, che per l’eventuale acquisto del Napoli ha unito le forze con il fondo di investimento americano Ariel Investments.
Il giovane manager newyorkese ha acquistato la squadra di basket della città con il sostegno del fondo americano; ora punterebbe al Napoli calcio per dare vita a una Polisportiva. Vedremo.
Al momento tutto è legato alla quotazione del Napoli. De Laurentis intavolerebbe una trattativa sulla base di 2 miliardi. Quotazione spropositata se 2 anni fa, gli Scheicchi offrirono concretamente tra 800 e 900 milioni.
L’incontro amichevole, stavolta voluto dal cinepresidente, si ‘inserisce’ nel proposito di vendere il club. Ma alle sue condizioni, ovvero ‘Caccia al 13’, antico programma sulle scommesse calcisticche condotto da Maria Teresa Ruta su Rete 4.
Vendere il Napoli per De Laurentis è diventata una ipotesi seria: è assediato da un ambiente che lo rifiuta, ha un paio di inchieste molto urticanti per falso in bilancio sulla storia di Osimeh e del Bari Calcio, dopo la tombola fatta con Conte, si è convinto che sarà difficilissimo rivincere e sopratutto che gli scudeti ormai contano poco o nulla perchè i soldi veri arrivano da Champions League (dagli ottavi in poi…) e Mondiale per Club.
Insomma la pacchia è finita e comunque lui dovrà essere grato per sempre, anche dall’aldilà, per tutto quanto Napoli e i napoletani gli hanno offerto.
Oggi si racconta che nella primavera scorsa De Laurentis si sarebbe ritirato all’ultimo momento rinunciando a chiudere con Rizzetta. Narrazione tutta da verificare. Rizzetta ha fatto ripetutamente trapelare di aver offerto 1,3 miliardi per il Napoli.
Oggi De Laurentis venderebbe a 2 miliardi. Una superquotazione che il Napoli non vale. Ma chi è interessato valuterebbe nettendo sul tavolo il valore del brand che vanta milioni di tifosi in Italia e nel mondo.
ADL però non si accontenta e si capisce meglio tutto il battage su Stadio e Centro Sportivo, su cui nonostante la figuraccia della prima pietra (di cartone) continua ad insistere pubblicizzando luoghi, date, progetti. DI cui però al Comune di Napoli non sanno assolutamente nulla.
Rizzetta è fermo sulla sua offerta: 1,3 miliardi, cifra che il frontman avrebbe concordato con la cordata americana per acquisire il Napoli. Nessun interesse invece per runa quota di minoranza che ADL potrebbe aver ventilato per fare cassa.
Per il progetto ad ampio raggio di cui parla Matt Rizzetta su esempi di Barcellona e Real Madrid servono molti ma molti anni, una svolta culturale, investimenti difficile da sostenere nel tempo. Se legati esclusivamente ai risultati.
Personalmente ho studiato l’impianto e l’organizzazione della SA Barcellona, che è un mondo non una polisportiva. Un modo di vivere, un’identità. Napoli è uno dei pochi luoghi al Mondo in cui è possibile realizzare una intrapresa del genere, come avviene in Spagna ed in Sudamerica, non inventando ipotesi ma costruendo un team di altissimo livello che esprima competenze territoriali, ambientali, relazionali di provata esperienza.
Il restyling del San paolo, impropriamente Maradona, è un passaggio intermedio. Giusto ma a tempo. Ed ha ragione il Presidente del Coni Buonfiglio quando afferma che il Comune di Napoli non potrà mai finanziare da solo uno stadio all’altezza dei tempi necessitando di coinvolgimento dei privati.
La prima cosa che deve fare Matt Rizzetta è rinvolgersi nei lavori di ammodernamento dello stadio.
La sua idea è dare vita a una Polisportiva, con un occhio addirittura all’America’s Cup che Napoli ospiterà in primavera e nell’estate del prossimo anno (dal 22 maggio al 19 luglio).
“Se c’è qualcuno pronto a ripagare i miei sforzi di un quarto di secolo, si faccia avanti e valutiamo”, disse le qualche giorno fa di De Laurentis. Il Napoli ora ha anche un prezzo, o una arguta mossa per allontanare chiunque!