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“Vivevo con 20 euro alla settimana”, Jorginho si confessa.

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Il Mattino scopre Jorginho, Ventre e Taormina ne raccolgono le confessioni. Ne esce un ritratto umano di un ragazzo semplice che riconosce l’importanza della gratitudine e non scorda l’infanzia diffi. Una madre ‘primo mister’ a 5 anni, poi il successo fino alla convocazione di Conte, conseguenza del lavoro fatto con Sarri e il secondo posto azzurro.
Europeo probabile, lo è il sogno, Jorginho ha preso da Xavi e Pirlo ma tifava . Poi la metamorfosi….

Anno straordinario. “Sta succedendo qualcosa di meraviglioso: se sono arrivato fino a questo punto il merito è dei compagni, mio e anche del mister Sarri”.

Lotta . “Ci motiva a fare ancora meglio. Stiamo facendo grandi cose e siamo secondi, ma non ci vogliamo fermare: continueremo a lottare fino alla fine. La è abituata a vincere: è diffi che non porti a casa un risultato. La è spietata, ma non ha senso parlare di loro. Noi dobbiamo pensare al nostro percorso. Abbiamo il bel gioco in più rispetto alla , ma da solo non basta”.

Trasformazione Jorginho. “Credo sia dipeso dal modulo a 3 e dalla motivazione del mister. Inoltre il suo gioco palla a terra mi aiuta molto, perché ha esaltato le mie caratteristiche. Il miglior Jorginho? Settimana scorsa a Palermo, mi sono davvero piaciuto”.

La . “Sono contento della chiamata, ma è una conseguenza del mio lavoro con il . Se dovesse davvero arrivare questa chiamata sarei felice ed onorato. Erede di Pirlo? No, penso solo a fare bene”.

Il passato e l’ispirazione. “Mi ispiro a Kaka, lo ammiro tantissimo. Però ci sono anche Pirlo e Xavi. Da piccolo venivo impiegato come tresta o seconda punta, poi però Mauro Bertacchini mi spinse a giocare davanti la difesa. Avevo qualche dubbio, visto che avevo tredici anni, però adesso sono felice. Devo molto a mia madre, lei mi ha insegnato a giocare a calcio: mi portava in spiaggia a Imbituba e già a 5 anni mi faceva vedere come controllare il pallone, lanciare. Sulla sabbia è formativo”.

Difficoltà iniziali. “Ero disposto a qualsiasi cosa pur di venire in : la tà però spesso è diversa. Ho vissuto con 20 euro alla settimana, per un anno e mezzo. Nel convitto però mi volevano bene e alla fine ci sono riuscito. Con il primo stipendio da 600 euro mi ritenevo l’uomo più ricco del mondo. Ho speso per i miei compagni ad una fiera a Verona. Mi sento un uomo generoso, lo dovevo ai miei compagni, che mi hanno sostenuto. Per me è davvero importante la gratitudine. Provo a non dimenticare quello che le persone hanno fatto per me”.

Sarri e . “Il mister ha portato le proprie idee e come lui anche noi crediamo nello ; stiamo andando oltre tutte le nostre aspettative. ha i colpi da fenomeno. Ci sono i numeri a parlare per lui. Non sbaglia nulla nemmeno in allenamento, è straordinario. Sente la porta come pochi giocatori”.

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