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Vince Sousa 2-1, 3° posto: “imponiamo gioco e carattere”.

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di Chiara Benigni - Paulo Sousa si gode la contro l’Inter che riporta la sua orentina al 3° posto. Dice: “La nostra caratteristica è creare tanto, ma quando incontri squadre importanti devi considerare che hanno anche portieri importanti. Aiamo meritato con la pazienza nel voler vincere, siamo cresciuti molto a livello caratteriale. Durante tutta la partita aiamo sempre creduto nel nostro gioco, per arrivare alla ”.

orentina-Inter 2-1. Decide un in mischia di Babacar al 46′ st, dopo il vantaggio interista di Brozovic nel primo tempo e il pari di al 15′ st.
Partita caotica con decisioni arbitrali state e 3 espulsi: Telles (I) al 37′ st, e dopo il di Babacar, rosso a Zarate e Kondogbia. La orentina resta terza da sola, l’Inter precipita al 5°, con un 2016 da incubo.

Sulla corsa alla Champions. “Noi continuiamo a credere nel nostro lavoro, vedo nei ragazzi la voglia di giocare e imparare. Quanto pesa l’euforia della gente? La gestione delle aspettative è importante: aiamo cominciato il campionato bene e le aiamo alzate. Questo, delle volte, comporta degli sbalzi emozionali: noi doiamo sempre pensare a essere eri del nostro gioco per rendere felici i tifosi, la città e tutti con noi vogliono raggiungere risultati importanti”.

Sull’assenza al Franchi di Andrea e Diego Della Valle. “L’assenza della proprietà? Ha i suoi impegni, che sono importanti. Ma c’è vi, specialmente Andrea: quando può, è sempre con noi a renze”.

Paulo Sousa, come sempre, evita commenti sull’arbitraggio di Mazzoleni. “L’arbitro? Tutti sono analizzati per il lavoro che fanno, noi allenatori e anche gli arbitri, ma dopo la partita tocca a voi sti o agli arbitri stessi analizzare le prestazioni dei direttori di gara. Non a noi allenatori. Bernardeschi? Diventerà ancora più grande quando comincerà a segnare, ma lo farà: sono molto soddisfatto della sua crescita”.

MANCA LA SCINTILLA. Prima del match, Daniele ha parlato del rapporto tra la proprietà e l’ambiente viola. “L’assenza della famiglia Della Valle? Posso solo dire che oggi Andrea ci è mancato parecchio. Ma non c’entra la stazione dei tifosi: i 15’ di sciopero del tifo sono nei confronti del Daspo e questa situazione andree analizzata meglio. Per quanto riguarda i Della Valle, loro sono una famiglia che ha dato e dà ancora tanto, non solo a livello economico: da parte nostra, dai alla squadra, possiamo solo impegnarci e farli riavvire attraverso il gioco, ridare alla famiglia la scintilla che adesso manca”.

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