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‘Villa15′, Tevez e la redenzione del calcio!

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di Paolo Paoletti - Carlitos, la Ciudad Oculta: perchè?

Io ci sono stato a ‘Villa 15′! Il quartiere baraccopoli di Buenos Aires fece scandalo durante i del 1978 vinti dall’ di Luis Menotti ma sopratutto del Generale Videla. L’impresa di Passarella, Tarantini, Aerdiles, Luque, Bertoni, Kempes riuscì a coprire le vergogne di Regime. Ma…

Il ’10′ della , argentino di umili origini, cominciò a dare calci ad un pallone su un campetto come questo in fotografia. Dove i sogni sono più forti della povertà ed un pallone fa sognare anche i miserabili. Dopo il al Verona, ci ha ricordato come troppo spesso in ragione di una vittoria cancelliamo anche le atrocità più feroci.

“Nessuno nasce per essere ladro – spiega a La Garganta poderosa, rivista delle Baraccopoli – è la disuguaglianza che pinge molti ragazzi a rubare. E’ difficile vivere in povertà”.

Carlos vive la sua ultima battaglia da Ambasciatore dei poveri e dei diseredati, convinto che si debba fare qualcosa. Lui ad ogni goal rilancerà los barrios mas terrible… “Nonostante gli altri studino nelle scuole migliori, noi siamo più forti dentro e umanamente migliori. Sono nato qui, sono cresciuto qui, sarò sempre di qui: giochi dove giochi, viva dove viva, il mio quartiere me lo porterò sempre nel sangue”.

Carlitos sa di essere stato fortunato, il gli ha evitato un destino disperato: “Senza , avrei fatto la fine dei ragazzi del mio barrio. Sarei morto, finito in carcere o drogato sotto i ponti”.

Idolo dei si, Eroe dei più poveri d’ fin dai tempi del City, non dimentica il suo passato. Anche per questo, non ha mai cancellato, con chirurgia plastica, la cicatrice sul collo procurata da acqua bollente.

‘Ciudad oculta’, la città nascosta, è stata la dedica dell’Apache ai desaparecidos del Regime dei Colonnelli. A chi fu ammazzato nel quartiere più povero di Buenos Aires, ‘Villa 15′, chiamato così perché durante i il regime costruì un muro per nascondere ai giornalisti l’indegnità in cui si viveva nella baraccopoli.

‘Ciudad oculta’ occupò e preoccupò anche Papa Francesco, quando era vescovo a Buenos Aires: fu Bergoglio a denunciare le minacce narcos ricevute da molti preti che coraggiosamente operavano nel quartiere, tentando di opporsi all’uso dei bambini corrieri della cocaina per pochi pesos.

Segue la Storia di Baires 1978.

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