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Spalletti segreto: sbagliato cacciare Garcia!

Calcio: Roma; Spalletti studia Real, dubbio De Rossi

di Carmen Castiglia - “La ha sbagliato a mandare via Garcia e Totti è un lusso che in questo momento la squadra non può permettersi”. Luciano Spalletti, alla vigilia del Madrid, ottavi di , si confessa con ‘AS’ autorevole quotidiano spagnolo partendo dal suo nella Capitale.
“La stava attraversando un momento diffi e ha deciso di cambiare. Credo aiano sbagliato, l’allenatore non si discute per qualche cattivo risultato, bisogna aspete… È chiaro poi che un presidente deve proteggere la sua azienda, ma in gli allenatori vengono cambiati troppo. A un tecnico deve essere data forza. Io dico sempre: preferisco usare il miglior undici anziché gli undici migliori”.

Ecco perché dal suo arrivo Totti è rimasto praticamente sempre a guardare?
“Diffi tenerlo in panchina? Io alleno la , non solo Totti. Il mio obiettivo primario sono i risultati, e scelgo in funzione di questi, non in funzione della di un giocatore. Come è la mia relazione col capitano? Dal mio punto di vista, perfetta. Francesco è un giocatore che illumina la fase offensiva, ma dipende anche dal rivale se puoi utilizzare le sue qualità, rinunciando a quelle che non può darti – spiega Spalletti – Può metterti un pallone perfetto, ma se la squadra deve pressare per lui è più diffi. Dipende dalla forza dell’avversario: a volte la squadra può soppore la mancanza di corsa di un elemento, ma in questo momento la non può, non è capace. Ora doiamo raschiare il fondo del barile. Solo così potremo restituire alla un livello in cui si può cominciare a fare altri ragionamenti. Fino ad allora, non c’è spazio per i i: solo lavoro, forza e corsa. Se Totti lo capisce? Non lo so, io faccio il mio lavoro. Rispetto moltissimo la sua e la sua qualità, ma io ho bisogno di risultati”.

La cosa fondamentale, aggiunge Spalletti, è essere chiari dentro lo spogliatoio: “E’ importante non mentire ai giocatori. Se ne accorgono subito. Per guadagnare il loro rispetto bisogna essere leali e mostrare loro la via. “The way”…la nostra strada, la nostra idea – aggiunge -. Non accetto che si dica che qui non si lavora bene. Questa cosa veniva detta nella mia prima esperienza e si dice ancora oggi. E’ una bugia, sono stronzate! In quanto al convincere, ho un altro detto: il rispetto si guadagna, la paura si impone”. Paura che non c’è nell’affrone all’Opico il Madrid: “Se possiamo batterlo? Sicuramente quello che non faremo è chiedere un certificato medico per non giocare – scherza Spalletti -. Conosco bene le merengue, le ho viste giocare più volte quando ad allenarle c’era il mio grande amico Ancelotti. Carlo è il mio grande maestro, il migliore che aiamo in . Cosa ho imparato da lui? Tutto”.

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