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Va via anche Paolo Rossi: 64 anni, icona del calcio mondiale!

foto Claudio Barontini 03-kCWD-U3230344626001cfC-656x492@Corriere-Web-Sezioni

di Giglio - Una foto sulla spiaggia. Sorridenti. E un post… “per sempre” con un cuore rosso.
Cappelletti ha salutato così Paolo , suo marito, morto nella notte a 64 anni.
Pablito era malato da tempo, di tumore al polmone, e ricoverato all’ospedale Le Scotte di Siena.
E’ stata la stessa Cappelletti a darne l’annuncio sui social. Tantissimi i messaggi di cordoglio.
“Non ci sarà mai nessuno come te, unico, speciale, dopo te il niente assoluto….”, ha poi scritto su Facebook ricordando ancora il marito.

ROSSANO, il fratello: “L’ho visto per l’ultima volta ieri, alle Scotte . Era entrato in non mi ha riconosciuto. no al giorno prima sorrideva, anche se aveva perduto la forza di parlare”. Così al quotidiano La Nazione Rossano , fratello di Paolo, due anni e mezzo più grande, ne racconta le ultime ore. “Era malato dalla primavera, colpito al polmone – spiega – Decise di non farlo sapere, di affrontare la malattia protetto dalla famiglia, senza clamori. Dalla malattia originaria se ne sono sviluppate altre, anche alle ossa, certo indotte dalla debilitazione che ogni giorno lo rendeva piu’ vulnerabile. No, il Covid non lo ha colpito”. Paolo era ricoverato alle Scotte di Siena, dove Rossano andava a trovarlo “sulla base di per che chiedevo e mi venivano concessi quando i medici lo stabilivano”. “In pochi mesi ha subito venti, si è sottoposto a cure impattanti – prosegue – Lo ha fatto con coraggio, impegnando sè stesso, no a sabato ha ricevuto le terapie. Paolo aveva ducia dei sanitari di Siena si era afdato l con la massima disponibilità e ha offerto ai medici ogni energia per superare il male. Si è aiutato da solo, con l’affetto della famiglia, di noi”. Paolo si concedeva attimi di vita apparentemente normale, accettando ogni tanto gli inviti della tv. “Si colva dal pc di casa con la Domenica iva, come tanti fanno, oggi, in tempi di Covid – racconta Rossano – Per sostenere la breve vista era necessaria una iniezione che lo tenesse su. Il medico gliela praticava poco prima. Gli faceva piacere mostrarsi agli ivi, al suo mondo del calcio. Noi familiari annunciavamo che si era operato alla schiena, per spiegare la sua assenza. E non era una bugia, perché in questi mesi si è sottoposto anche a un vento alla vertebra”.

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