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Crollo Napoli, il 3-1 è debacle annunciata. Max ha molte colpe ma De Laurentis ha sbagliato tutto!

Il 3-1 subito a Vila Real non è un fatto episodico. Non è una occasione su cui si può passare sopra. Non è evento inspiegabile. La sconfitta in Champions è assolutamente conseguenza di tutti gli errori fatti dall’addio di Conte ad oggi. E’ stato un errore far andare via Antonio, ovvero non sottomettersi alla sua visione di calcio a Napoli. E’ stato un errore sostituirlo con Allegri parafulmine, invece di puntare su Italiano per cominciare un nuovo ciclo. E’ stato un errore confermare l’attuale rosa infischiandosene di età media, qualità generale insufficiente, necessità di rinnovare per ripartire. Un solo colpevole di tutto cio: Aurelio De Laurentis!

Superficiale e riduttivo affermare: in campo ci vanno i giocatori. Verissimo, ma gli stessi vengono scelti da qualcuno (De Laurentis), allenati da qualcuno (Allegri scelto da De Laurentias), responsabilizzati da qualcuno (sempre De Laurentis nel rapporto quasi sempre complicato tra datore di lavoro e dipendente!)

Nello specifico aver subito 13 gol in 8 gare, dice tutto. Inutile di lungarsi tra se e ma…

Adesso Allegri utilizzerà l’inizio gara per ribadire ai suoi giocatori cosa vuole: ma se un tecnico del curriculum di Max dopo 3 mesi di lavoro insieme non si è fatto ancora capire… o è inadempiente (e lo è) oppure ha a disposizione una rosa sbagliata. E paga il suo aziendalismo!

Per pochi minuti alcuni azzurri hanno rispettato le consegne, soprattutto Rrahmani e De Bruyne, ognuno a modo proprio. Qualche segnale da McTominay, un bel recupero di Badiashile…  sembrava una gara in controllo. 

Poi il buio totale. Un crollo (nel secondo tempo anche fisico) partito dal black-out di Politano (retropassaggio sbagliato sopratutto concettualmente che ha determionato l’1-1 di Mikautadze) e proseguito in tutta la squadra.

Il Napoli è finito lì, sull’1-1.

A un certo punto, De Bruyne, in mezzo al campo, chiedeva agli esterni di salire un po’ di più. Ma non c’era verso… di cambiare l’atteggiamento. Hojlund è rimasto isolato. Giovane (redivivo) non è certo un giocatore in grado di svolgere le due fasi del gioco. Gilmour non è Lobotka e non basta il tocco felpato da cui è scaturito il gol del vantaggio di Rrahmani. McTominay è tornato in campo dopo l’operazione al cuore ma è indietro da tutti i punti di vista e non si possono sottovalutare timori e paure almeno finchè no tornerà a giocare con continuità convincendosi che è tutto ok.

La vittoria sul Frosinone, sembrava essere stato un passo avanti. Per atteggiamento, ritmo, voglia.

Ma è scomparso tutto in 3 giorni. Anche perchè biusognma convincersi che la Champions anche contro squadre di medio livello come il Vila Real è altra cosa.

Il Napoli visto in Spagna è molto vicino a quello vero. In partite da vita o morte può migliorare ma il crollo del secondo tempo è un atto d’accusa ai soliti problemi di personalità e mentalità ma adesso anche di condizione fisica. Cui deve rispondere Allegri.

Che fosse una squadra poco incline ad attaccare, a fare possesso nella metà campo avversa, a portare molti giocatori in area avversaria era ed è chiaro, insito nella filosofia (sbagliata) di Allegri. Ma il crollo fisico gli va addebitato senza scusanti o riserve. E nella fase in cui si giocherà ogni 3 giorni, con rotazioni non all’altezza, non avere supporto atletico è devastante.

In Champions il Napoli è fermo a quota zero (come anche l’Inter)ed la qualificazione è diventata un miracolo. Nella scorsa stagione l’eliminazione nella fase a girone, fu clamorosa. senza passare per i playoff. Quest’anno  uno degli obiettivi di Allegri era fare meglio di Conte, almeno in Europa.

Antonio, etichettato come “fenomeno in campionato e modesto in Europa” ha fatto da capro espiatorio. Ora Conte non c’è più, c’è Allegri che in passato si è fatto valere anche in Champions League. Ma la situazione non sembra molto cambiata. C’è tempo per rimediare? Certamente ma già da ora si sa di chi è la colpa. 

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