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Tutte la verità: ADL ha rotto il Napoli, ora (stra)svende!

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di Paolo Paoletti - La vittoria della Juve sul Crotone ha definito le gerarchie: Inter (53 punti) favorita per lo scudetto; Milan (49) sorpresa e outsider; Juve (45) Roma (44) Atalanta e (43) prime accreditate per gli altri due posti Champions. Il Napoli, 7° con 40 punti, prima della squadre sopravalutate ad inizio stagione, ad oggi fuori dai giochi che contano!

Da dire che Juve e Napoli hanno una gara da recuperare: vincendo, Pirlo potree salire ad un passo dal Milan altro outsider, il Napoli agganceree Atalanta e .

Proprio le ultime due vivranno in pochi giorni il clou della loro partecipazione in Europa. Eliminare Bayern e Real saree più che una impresa, uscire non potree scatenare critiche ma nuove energie per il campionato.

La classifica alla lunga non mente mai, afferma che il Napoli è la peggiore delle prime. Mal valutato inizialmente per interessi editoriali (sopratutto da Paolo Condò a ), mal costruito da De Laurentis, mal gestito prima dalla società poi da Gattuso. Ha comprato Osimhen strapagandolo (una 50 di milioni veri, il resto sono brogli contabili per le plusvalenze e comunque il più pagato della azzurra), ha trattenuto Koulibaly per assenza di compratori agli assurdi 100 milioni richiesti, ha cambiato modulo e interpreti vedi Bakayoko che ha cancellato le poche certezze della squadra (4-3-3) e gettato tutti nel caos per scelte avversate dal cine-presidente, tra tutte Ospina per Meret.

Gattuso era un traghettatore del dopo Ancelotti. E’ rimasto per la vittoria della Coppa Italia. Ma chi non capisce che non è tutto oro ciò che luccica in campo, non può fare calcio. Infatti il primo vero problema del Napoli è l’incompetenza! Poi l’arroganza del pensiero unico.

Atteggiamento che sta pagando anche un po’ la Juve che doveva certamente rinnovare, ma dopo che l’arrivo di Cr7 aveva spaccato in due il management con l’addio di Marotta. I cinesi hanno altri problemi: il giallo proibisce investimenti così corposi all’estero e anche se dovesse vincere lo scudetto, sarà difficile restare per Suning. Però con Marotta, Conte ed un po’ di soldi è stato dimostrato che chi sa fare calcio compete seriamente per vincere in un paio di anni!

Capitò anche al Napoli. Non per l’arrivo di Maradona, ma con Maradona e sopratutto Italo Allodi, miglior manager di allora. Si presentò da solo dicendo che aveva accettato Napoli per vincere in 2 anni: al primo fu terzo posto, al secondo scudetto. Non furono spesi tanti soldi perchè Ferlaino non li ha mai avuti e perchè i tanti trovati per Maradona furono ripagati dal pulico in due anni, non 3. Risparmiando anche sugli interessi del prestito!

Insomma bisogna essere competenti. Il Milan ha Maldini, l’Atalanta dal presidente in poi ha un management fatto di tutti ex calciatori, la ha trovato in Tare un ottimo uomo mercato. La Roma soffre di alti e bassi proprio per il vuoto di competenze, ma la squadra è di qualità, serve un buon manico. Faree bene a ripensare a Spalletti o .

De Laurentis invece vuole dimezzare il monte ingaggi e quindi  venderà. Pronto con le valige c’è sempre Koulibaly ma a quotazioni certamente inferiori, probabilmente lo accompagnerà in questo destino Fabian Ruiz. Tutto da rifare! Il prossimo anno comincerà la 17esima stagione di ADL, Ferlaino con tutti i suoi errori impiego 18 anni per vincere lo scudetto! Unico a riuscirci, anche se altre volte il Napoli avree meritato di vincerlo.

Da allora il calcio è molto cambiato. E’ più facile: girano molti più soldi che scendono dal cielo grazie ai diritti tivvù,  i calciatori sono sotto gli occhi di tutti e tutto si sa di loro. Una volta era un terzo al lotto, oggi devi essere solo incompetente per sbagliare! Al Napoli lo sono.

Il ritorno col Granada può recitare il de profundis, ma De Laurentis ha tutte le fortune, a stadio vuoto non c’è una voce una a ricordargli tutte le fesserie fatte. Da giornali e televisioni servilismo assoluto. In città il disinteresse ha preso da anni il sopravvento, basti pensare a come  negli ultimi 10 sia stato sperperato l’enorme patrimonio aonati.

Molti, fintamente, si chiedono perchè non sia mai stato amore tra De Laurentis e la città: come si può amare o semplicemente rispettare chi è venuto a depredare i tifosi della passione viscerale, azzerando un passato di grandi sogni finalmente realizzati, stradicando la squadra dalla città portata vergognosamente a Castelvolturno, lontano da ogni rap con i napoletani qualunque e quelli che contano?

De Laurentis ha vinto 3 coppette Italia, ha cambiato 9 allenatori, innumerevoli i di mercato, è odiato da più della metà della gente che paga, e da tutti quelli che non paga. Tanti fornitori imboniti e traditi. Anzi ti. Come si può amare uno così?

A Napoli il profilo di De Laurentis è definito zarellaro. Basta aprire un dizionario…

Juve a parte, da sempre fiore all’occhiello di una delle famiglie italiane più note e potenti, il Napoli ha sempre combattuto con la forza del suo pulico, con l’amore della gente, le invenzioni e le alchimie di Lauro, Fiore, Ferlaino avvicendatisi in oltre mezzo secolo. Prima ancora il calcio a Napoli aveva trovato in Ascarelli un imprenditore illuminato che diede alla città la prima partecipazione ad un campionato nazionale, stadio di proprietà, forti legami con tutti i ceti sociali cittadini addirittura con ingresso gratuito alle donne, anticipando la conquista del diritto al voto arrivato in Italia solo il 30 gennaio del 45!

De Laurentis ha preso moltissimo da Napoli e i napoletani, cosa ha dato?

Se Conte vincerà lo scudetto, ADL strombazzerà che lo voleva per il Napoli. Il contatto ci fù, Conte si fece una risata. Sarri neanche ha riposto al recente invito a tornare. Chi non conosce vergogna come può essere stimato dai suoi dipendenti?

A fine stagione, altro giro altra corsa, altro allenatore. Appena le milanesi sono tornate, tutto è uscito allo scoperto. De Laurentis in 16 anni si è messo in tasca più di 500 milioni, di cui 200 cash attualmente in banca  Ai napoletani è stato tolto tutto. Anche il sogno del calcio!

P.S. Ho ricevuto da Michele Tizzano la segnane per cui nell’articolo manca tra i trofei vinti dal Napoli di De Laurentis, la Supercoppetta italiana. E’ vero è stata una dimenticanza. Io stesso mi sono chiesto il perchè? Sia la Coppa Italia e ancor più la Supercoppa italiana, hanno perso prestigio e quindi valore. La Supercoppa è una gara di esibizione utile solo ad incassare diritti televisivi ed a cui si da seguito solo quando giocano club con tifocerrime nemiche. E’ il caso di Napoli e Juventus.

Peggio ancora per la Coppa Italia, ridotta a torneo pilotato per contratto Rai che prevede la partecipazione alle gare pagate per la diretta delle squadre meglio piazzate in campionato. Solo in Italia il secondo trofeo nazionale si assegna al meglio di 5 partite. Un insulto a tutte le partecipanti…

Saree, invece, stato impossibile dimenticare la Coppa Italia vinta dal Napoli di Maradona con 13 vittorie in 13 partite, percorso necessario per aggiudicarsi il .

 

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