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Trump distrugge il G7: firma poi ritratta, addio credibilità!

G7 summit in Canada

“Il ritiro via è ovviamente deludente e anche un po’ deprimente”. Lo ha detto Angela Merkel, ospite stasera al talk-show su Ard, commentando la decisione di Donald Trump di ritirare la rma dalla dichiarazione comune del G7.
“L’ deve prendere meglio il suo destino nelle proprie mani e difendere da sola i suoi valori, nel caso con il Giappone”.
Sugli Usa la Germania e l’ non potranno più “fare afdamento in maniera un po’ avventata”…

“La cooperazione internazionale non può essere dettata da pugni di rabbia e dichiarazioni usa e getta”: dura reazione anche del presidente francese Emmanuel Macron dopo che Donald Trump ha ritirato la rma dalla dichiarazione nale del G7 in polemica con il premier canadese Justin Trudeau.

In una dichiarazione dell’Eliseo citata dalla Bbc, Macron invita ‘ad essere seri e meritarsi la stima dei nostri popoli. Abbiamo preso degli impegni e dobbiamo mantenerli’.
Cauta era stata la reazione della cancelliera Merkel: ‘La Germania sostiene la dichiarazione nale concordata’.

“Justin Trudeau ha pugnalato gli Stati Uniti alle spalle”: un’intervista alla Cnn di Larry Kudlow, consigliere economico della Casa Bianca, commenta la decisione di Donald Trump di ritirare l’appoggio al nale del G7 parla di “tradimento” da parte del premier canadese.
Dopo due difcili giornate di G7, infatti, il presidente americano con una marcia indietro ritira la rma al documento nale dopo che il leader canadese Trudeau lo ha criticato per le tariffe Usa su alluminio e acciaio, denendole ‘un insulto’ per i canadesi. Il tycoon replica dicendo Trudeau ‘molto disonesto e debole’ e accusa Ottawa di caricare a sua volta di tariffe massicce sugli agricoltori, sui lavoratori e sulle società americane. Pertanto dà istruzione di non sostenere il nale e rilancia con i dazi sull’ import delle auto. Cautela dalla cancelliera Merkel: ‘La Germania sostiene la dichiarazione nale concordata’.

Con un di 280 caratteri, Donald Trump “ha distrutto la credibilità del G7″, per ricostruire la quale ci vorranno anni. E’ la condanna del ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas.

LA RETROMARCIA DI TRUMP – “Ho dato istruzioni di non appoggiare il documento nale del G7″. Dall’Air Force One, in viaggio verso Singapore per il vertice con Kim Jong un, Donald Trump posta su Twitter un annuncio shock, senza precedenti nella : gli Stati Uniti non rmeranno le decisioni prese dai sette leader delle potenze industrializzate. Si tirano indietro dopo aver accettato in un primo momento le conclusioni del vertice. Una rottura con gli alleati dalla conseguenze a questo punto davvero imprevedibili. Lo strappo tanto temuto già alla vigilia del summit alla ne si è consumato nel modo più violento e inaspettato. Sono oramai le sette di sera a Charlevoix, la dichiarazione di compromesso tanto attesa è stata già diffusa, e tutti i leader – anche il neopremier no Giuseppe – hanno lasciato la sede del summit. La maggior parte di loro è già in volo verso i rispettivi Paesi quando la furia di Trump si abbatte sul padrone di casa del vertice, Justin Trudeau, e spazza via due giorni di duro lavoro e di tesissime trattative. Bastano due al presidente americano per smontare tutto: si dissocia dal documento nale e denisce il premier canadese “un disonesto e un debole”.

Poi tira fuori l’artiglieria pesante: quei “dazi sulle auto che invadono il mercato americano” e che il tycoon ha più volte to. A far infuriare Trump sono state le parole usate da Trudeau nella conferenza stampa nale del G7, e l’annuncio che dal primo luglio partirà la risposta alle tariffe su alluminio e acciaio volute dalla Casa Bianca anche su , ed . Tariffe che Trudeau non esita a denire “un insulto” per i canadesi, perchè motivate dal presidente americano con ragioni di sicurezza nazionale. Ragioni che alleati storici come il o gli europei non possono accettare. “Noi canadesi siamo gentili, siamo ragionevoli, ma non ci faremo maltrattare”, ha quindi affermato Trudeau: “Ho detto direttamente al presidente americano che i canadesi non lasceranno facilmente che gli Stati Uniti vadano avanti con tariffe contro la nostra industria dell’acciaio e dell’alluminio. E non lasceranno che questo avvenga per presunti motivi di sicurezza, dopo che i canadesi dalla prima mondiale in poi si sono sempre trovati anco a anco con i soldati americani in terre lontane dove ci sono conflitti. Per noi – ha concluso Trudeau – questo è un insulto”.

Evidentemente partito con la convinzione di essere riuscito a bloccare le temute rappresaglie, Trump, leggendo, ha perso completamente le staffe, bollando le parole di Trudeau come “false” e ndo contromisure durissime se verranno colpiti gli agricoltori, i lavoratori e le aziende americane. Colta di sorpresa, l’ prova a smorzare i toni: “Ci atteniamo al come approvato da tutti i partecipanti al G7″, è la reazione di Bruxelles secondo quanto fanno trapelare fonti delle istituzioni europee. Ma oggi forse è davvero un altro giorno. E con la rottura consumata da Trump nulla per ora potrà essere più come prima.

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