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Terremoto Ferrari: Camilleri Ad, grave Marchionne!

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Il cda di Ferrari “ha appreso con profonda tristezza che il presidente e amministratore delegato Sergio non potrà riprendere la sua attività lavorativa” e ha deciso di nominare John presidente e proporrà all’assemblea degli azionisti, che “verrà convocata prossimamente”, di nominare Louis C. Camilleri amministratore delegato. Lo annuncia una nota. Il consiglio ha anche attribuito a Camilleri le deleghe necessarie a garantire continuità all’operatività dell’azienda. “Il Consiglio è vicino a Sergio e alla sua famiglia, ed è grato per lo straordinario contributo che ha dato in questi anni alla guida della Ferrari”, si legge ancora nel comunicato.

CHI E’ IL NUOVO AD. Louis Carey Camilleri, 63 anni, egiziano di origini maltesi. E’ la carta d’identità del futuro amministratore delegato della Ferrari, il braccio operativo di Maranello che risponderà direttamente al presidente in pectore, Jaki . Camilleri, già membro del consiglio di amministrazione della Ferrari, ha sviluppato la parte principale della sua carriera alla Philip Morris, fino a divenne presidente. Philip Morris appunto, marchio legato a doppio filo alle vicende della Ferrari, non solo come sponsor principale della squadra, e, in qualche modo, della famiglia . Sergio è infatti membro del c.d.a. della multi del tabacco. Da Losanna – sede della holding – è arrivato a Maranello, nel ruolo di direttore della gestione iva, Maurizio Arrivabene, che della Philip Morris era vice presidente.

Andrea ha iniziato a Losanna il suo cammino da top manager che lo ha portato alla presidenza della , proprio alle dipendenze di Arrivabene. Il posto di alla Philip Morris venne poi occupato da Francesco Calvo, ex direttore marketing della ora passato al Barcellona. Ora l’intreccio Maranello-Losanna trova la sua subazione con la sedia operativa più importante, griffata con il cavallino, consegnata a Camilleri, imprenditore che ha sempre amato il profilo basso, nonostante sia stato fidanzato con Naomi Campbell fino al 2017.

PESSIMO PRESAGIO. La fretta nell’organizzazione degli stati generali del gruppo rappresentava di per se un pessimo presagio. Silenzi e smentite all’inizio, poi il 21 luglio ha tratteggiato il giorno di una delle rivoluzioni epocali nella della galassia gestita dalla famiglia .
A Torino è stata redistribuita l’eredità di Sergio , uomo chiave nella di un gruppo che solo pochi anni fa era prossimo alla catastrofe.
Una fretta giustificata dalle condizioni di salute critiche del manager italo-canadese, che si sono sensibilmente aggravate nelle ultime ore.
La sensazione è che dietro quello che è stato raccontato come intervento alla spalla si celasse un male più grave (tumore ai polmoni?).
Per questo motivo ha deciso di imprimere un’accelerazione improvvisa alla suc di .

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