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Ct: “no telenovella”… dopo i Cechi la luce!

Italy soccer team press conference

di Adolfo Mollica – “Il mio futuro non sarà una telenovela”. A poche ore da Italia-Repubblica Ceca, la partita che può dare all’Italia la qualificazione anticipata al Mondiale, Cesare annuncia che presto farà chiarezza sul dopo-Mondiale. E rilancia…”se Cesare ci lascerà, entro 2014 conoscerete il nome del suo successore sulla panchina azzurra”.

Intanto chiarisce: “I traguardi della di Lippi? Quella era una squadra fatta da purosangue, noi speriamo di eguagliarli, ma si tratta di traguardi per noi ancora molto lontani”, pensa e dice il Cittì. “La dote di questa è che non perde mai la testa, sa soffrire rimanendo sempre in partita, perché non conosce solo uno spartito, ma due o tre”.

Quindi l’ennesimo consiglio a : “Non reagire, come fa Gilardino. Anche lui deve imparare a soffrire in silenzio, perché un grande giocatore non deve perdere la concentrazione. Altrimenti è vulnerabile”.

Eccoci ai Cechi…”Abbiamo necessità e volontà di chiudere la qualificazione oggi: è una grande possibilità, non dovremo sbagliare nulla. Ho provato De nella difesa a 3 – aggiunge il Ct – anche se non lo considero un difensore, ma un centrocampista aggiunto. Ci provo perchè De può farlo”. Chiaro, ma Cesare non va oltre: niente formazione, segno dell’impartanza della partita.

Una esempio per l’Italia…
spiega che non c’è alcun ‘caso’ : “Era previsto un incontro col ministro Kyenge, dopo che prima della Confederations Cup aveva già incontrato . La logica e lo spirito erano quelli di avere una dezione, un gruppo che rappresentasse la : il Ct , Buffon, Ogbonna, El Shaarawy. Mario non c’era ma, se ci fosse stato, il ministro avrebbe avuto piacere”.

Fuori dai denti, se il italiano è al limite della battaglia contro il razzismo ogni occasione è buona per mettere un mattoncino: per questo la dezione era composta da fautore di un comportamento etico e morale, Buffon che si avvia ad essere la nuova icona del italiano, Ogbionna ed El Sharawy che come rappresentano l’incarnazione dei nuovi italiani, figli di immigrati e di come è già composta la nostra nuova collettività.

Esserci era quindi un dovere, ma il giovane ed ancora immaturo Supermario non ci perde il sonno!

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