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Tecnico per un’ora: Rafa non vuol capire.

Napoli - Chievo

di Paolo Paoletti – La vittoria del può essere decisiva per trovare passo, convinzione, elevare l’organico agli obiettivi massimi: il .
Il Napoli, invece, è il caso del campionato: avvio alterno, sensi di colpa per l’einazione in Champions, gioco e due vittorie pide contro Roma e Fiorentina, idea di assetto stabile con Lopez e Jorginho anziché Inler, enorme varietà tecnica in .
Da allora però solo 3 pari e la sconfitta di San Siro!
La è emersa chiara anche per i più ciechi: il Napoli non sa giocare con la testa.
È squadra pari ai suoi risultati: la palla circola male, non è fluida, non gira verso l’

A o per vedere palla Higuain ha dovuto inseguirla lontano dalla porta: chi ci guadagna?

Ogni partita è da inventare: equio da costruire, basta un’assenza per creare un buco nero.
Mesto sulla destra era due spanne sotto il ritmo di Bonaventura e Menez, che dalla sue parti s’incrociavano per fare gioco, intuizione decisiva di Inzaghi.
Pippo ha smerigliato la formazione ricevuta da Berlus: rinunciato a Torres centravanti di figura – improvvisamente sotto influenzale – e a El Shaarawy che non segna più. Montolivo ha pulito il disimpegno, il gioco comincia ad avere i tempi giusti.

La differenza è stata questa: il aveva poche fonti e poca quantità di gioco, ma l’ha spremuta tutta.
Il Napoli ha potenzialmente più gioco, e più settori di forza, ma non c’è mai con i tempi e le scelte di giocata.

Le occasioni finali sono effetto di stanchezza rossonera, ovvio calo dei 3 centrocampisti.
non ha dato niente di quanto serviva.
Marek è un problema vero anche se non l’unico.
Molti difetti si potrebbero nascondere con un’uscita palla più esperta e intelligente che Inler, Jorginho, David Lopez e Gargano non garantiscono.

Le buone partite del mese scorso con Roma e Fiorentina sono state costruite sull’arrembaggio agonistico di tutti, ma non può essere una tattica eterna. Soprat non spendibile contro le piccole: chiuse e attrezzate per l’agonismo.
Il è stato facilitato dal vantaggio immediato impostandosi sulla difensiva.
scontato, da mesi.
E De Laurentis è inadempiente, Benitez è invece sciatto: testardo fino all’arroganza tanto da cancellare l’indubbia sapienza didattica…una visione europea del calcio che non si addice alla serie A.
Dove per manifesta inferiorità finanziaria e culturale, ci si arrabatta con la tattica esasperata, ossessiva, volta a distruggere.
Infatti il Napoli ha saputo emergere e vincere contro Roma e Fiorentina, partite a campo e a campo aperto.
Quando invece il Napoli deve pensare la partita, farla decantare, stanarla, aggirarla… è notte.

Anche se si gioca a mezzogiorno!

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