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Teatro dell’Opera: orchestra e coro via. ln Italia la cultura non esiste!

OPERA ROMA: STANDING OVATION PER NAPOLITANO DA MUTI

di Paolo Paoletti - Assurdo, vergognatevi! “Il Cda ha approvato l’esternalizzazione dell’orchestra e del c votando una procedura di collettiva”. Il sindaco di Ignazio Marino dopo il Cda del Teatro dell’Opera ha ufficializzato…. “Una scelta molto dura e sofferta – dice il sovrintendente Carlo Fuortes – Pensiamo che questa strada possa svene le decisione di una chiusura”.

Possibile che mentre a Firenze il Mondo è riunito al Forum Unesco per profilare la cultura motore di sviluppo, il Teatro dell’Opera della Capitale na, chiude?
Renzi deve vergognarsi, Franceschini scomparire… Non trova di meglio che ammettere: “L’esternalizzazione di c e orchestra decisa dal cda “è un passaggio dolso ma necessario per salvare l’Opera di e ripartire. La situazione, dice, era diventata quinsostenibile”.

“Noi auspichiamo che tutti o parte di musicisti e artisti del c si riuniscano e formino un soggetto – ha detto Fuortes – Ci sono 75 giorni per capire ed eventualmente trate e definire il percorso successivo. Se si organizza nel migliore dei modi dal 1 gennaio il teatro dell’Opera potrebbe aver nuova orchestra e c”. “Non è mai avvenuto un collettivo di orchestra e c. E’ un disegno innovativo in ma in Europa molto utilizzato”, ha aggiunto Fuortes ribadendo che “non c’era altra possibilità se non la chiusura”. Il sindaco di Marino ha poi spiegato che al momento non è in programma la cancelne dell’Aida. ‘”Se ci saranno le condizioni ci attiveremo per la ricerca di un direttore, se non ci saranno le condizioni allora non cercheremo un direttore”. Lo ha detto il sindaco di Ignazio Marino parlando di una delle due opere che avrebbe dovuto dirigere il maestro Riccardo Muti.

Opera : Slc Cgil, vogliono rendere teatri scatole vuote.”Spero che oggi, finalmente, dopo una sequenza interminabile di bugie distribuite a piene mani ai cittadini di e a tutta l’opinione blica, venga finalmente alla luce il vero obiettivo del Ministero, la vera missione del Sovrintendente e le ragioni per le quali siamo stati costretti alle mobilitazioni sindacali di questa estate: fare dei Teatri ni delle scatole vuote”, è quanto afferma Massimo Ceso, segreio generale della Slc Cgil. ”E finalmente si possano comprendere le ragioni per cui il Maestro Muti ha deciso di lasciare il Teatro. Nella ignoranza dilagante su come funziona un teatro d’Opera, ci sarà ancora qualcuno che proverà a sostenere che questa sarebbe una buona strada per rivitalizzare il Teatro. Altri, mentendo, diranno che questa è una scelta sofferta. La verità è che da tempo è in corso una strategia di smantellamento delle principali istituzioni culturali del nostro Paese. I teatri sono straordinari centri di produzione dove si formano altrettanto straordinarie professionalità tecniche e artistiche che il mondo ci invidia. Un teatro vuoto da riempire di volta in volta – prosegue Ceso – è la fine del valore della produzione, della ricerca, della sperimentazione, della conservazione e dell’innovazione; ma una ghiotta occasione di pochi noti per fare ”. La reazione del sindacato si conclude così: ”Reagiremo contro questa scelta sciagurata con l’auspicio che tutte le organizzazioni sindacali e i lavoratori del Teatro dell’Opera e di tutti i Teatri ni abbiano compreso la posta in gioco”.

Mossa scellerata, mondo cultura reagisca. ‘Fuortes prometteva piano industriale. Che dice Zingaretti?’ “Siamo pronti a intraprendere tutte le iniziative, possibilmente uniie con gli altri sindacati, per respingere questa decisione scellerata, per e per la cultura, anche a livello internazionale. Coinvolgeremo il mondo della cultura nella nostra battaglia”. Così il segreio generale della Slc-Cgil di e , Alberto Manzini, commenta la mossa del Cda del Teatro dell’Opera di licenziare l’orchestra e il c per appale all’esterno le l mansioni. “Ora l’abbandono di Muti (il direttore artistico si è dimesso il 21 settembre, ndr) è chiaro, si guardava bene dal dirigere un’orchestra affidata a una cooperativa esterna e non quella di un teatro stabile – dice Manzini -. E’ chiara anche la strumentalità della decisione del Cda. Secondo noi c’era un progetto di questo tipo da 10 anni nei cassetti del ministero e hanno usato il pretesto di 3 scioperi in 25 rappresentazioni l’estate scorsa per attuarlo”. “E’ strano un Cda così veloce – aggiunge il sindacalista -. E poi Fuortes non parlava di un progetto industriale avallato dal ministero? Non c’era un attivo di bilancio per questa stagione? Non erano stati risanati i 12 milioni di disavanzo? E non diceva che un referendum tra i lavorato – per noi anomalo – aveva avallato la decisione? Si dice e il contrario di . C’è un problema di gestione del Teatro? Che dice Zingaretti?” “Abbiamo attivato la confederazione perché è un tema che riguarda la storia e la ricchezza di questa città – dice Manzini -. Questa notizia cade come una mannaia sulle masse artistiche. Parliamo di 182 persone tra orchestra e c, perché il balletto dell’Opera ormai non esiste più: in questi giorni sono arrivate le ultime lettere di pensionamento”.

Un sta: ” Io a 56 anni disoccupato. E ho vinto un concorso internazionale. E’ un dramma per tante famiglie, siamo scioccati”. Francesco Melis, 56 anni, artista del c entrato all’Opera di nel 1984 vincendo un concorso internazionale, allarga le braccia costernato commentando la decisione appena annunciata per il teatro dal sovrintendente Carlo Fuortes e dal sindaco di Ignazio Marino. Melis parla davanti ai cancelli del Costanzi, nella piazza del teatro affollata nel do pomeriggio da gruppetti di artisti e lavoratori che commentano costernati le notizie arrivate dalla conferenza stampa in Campidoglio. “Noi della Uil insieme con la Cisl abbiamo avviato un percorso di soluzione attraverso un piano industriale legittimato da un referendum – dice – dopo l’addio di Muti, l’allontanamento degli sponsor e il calo degli abbonamenti hanno creato una nuova emergenza che il cda ha affrontato con la chiusura del rap di lav. Questo provvedimento colpisce c e orchestra ed è la prima volta in . Dicono che dobbiamo guardare al modello europeo, forse ci costituiremo in cooperativa. Che si salvi il teatro è importante, ma lo è anche la qualità del lav. Io a 56 anni mi ritrovo disoccupato dopo aver vinto un concorso internazionale per entrare nel c. Siamo delusi – conclude – perche’ evidentemente paghiamo le conseguenze anche della spaccatura interna tra i nostri sindacati”.

Orchestrale: “ insopportabile. Assunto con concorso blico, dopo 23 anni guadagno 2.400 euro”. “Che ci fanno oltre 280 tecnici e amministrativi al Teatro dell’Opera di ? In ci sono circa 470 assunti a tempo indeterminato e solo 180 formano l’orchestra e il c”. Apre un fronte polemico il segreio della Fials-Cisal del Teatro dell’Opera Marco Piazzai – che è anche primo trombone dell’orchestra – dopo l’annunciato degli orchestrali e del c da parte del Cda. “Parliamo di famiglie di persone che guadagnano 1800-1900 euro al mese per il c e in media 2.000-2.100 euro per gli orchestrali, circa 90 a tempo indeterminato – dice Piazzai -. Io dopo 23 anni all’Opera, a 48 anni, al massimo della carriera, guadagno 2.400 euro. Il primo violino, che è a un livello più alto, arriva a 2.500″. “Sono entrato nel ’91 a tempo determinato e nel ’92 sono stato assunto – racconta -. Nel ’94 ho vinto un concorso blico per secondo trombone e nel 2001 un altro per divene primo trombone. Ora arriva questo in tronco che getta nello sconforto totale. Ho dato arte e amore al Teatro dell’Opera e ora sento un macigno insopportabile sulle spalle”.

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