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Troppi privilegi al calcio, salute uguale per tutti!

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di Paolo Paoletti - Domani si conosceranno le linee guida per riprendere gli allenamenti…
Quindi maxi-ritiri blindati non solo di calciatori e staff tecnico ma anche per cuochi, magazzinieri, impresa di pulizie.

Primo problema: solo la Juve dispone di un albergo, gli altri club dovreero afttarlo. Mentre i tamponi a tappeto a spese delle società, visite mediche e formazione sulla prevenzione del contagio, tracciano un solco incolmabile tra la realtà di tutti i giorni degli italiani e quella privilegiata dei ricchi del pallone.

Tre step decisivi: 1. riunione tra gc e comitato tecnico-scientico per le linee guida; 2. il calendario dell’Uefa cper concludere le coppe; 3. vertice gc per informare leghe, giocatori e arbitri sulle prescrizioni del comitato tecnico-scientico.

Dopo tutto questo, l’ultima parola sulla ripresa del calcio spetterà al .

Da ieri impoazza il dibvattito su calcio si-calcio no.
Ecco le principali posizioni:

GHIRELLI. “Saree bello che il ripartisse “anche domani” ma “bisogna tenere conto dell’estrema difcoltà del Paese e ragionare con una prospettiva diversa. La gente oggi risponde che il calcio è in fondo alla scala delle sue esigenze”. Così il presidente della , Francesco Ghirelli, entra nel dibattito calcio cui ha messo un freno ieri l’Iss.

MALAGO’. Mai venire in contesti e mondi dove ci sono precise deleghe e rappresentanze. Vuoi essere il presidente di una federazione? Questo è il momento di prendere decisioni. Tutti devono perdere qualcosa, l’ideale saree che non ci fossero vinti né vincitori e che il calcio potesse ripartire il prima possibile anche a prescindere da questa stagione. Il rinvio degli Europei è stata una decisione sacrosanta.

REZZA. Ieri il Rezza-pensiero ha scatenato la guerra… “darei parere negativo alla ripartenza del campionato”.

ZAMPA. Sandra, sottosegretaria alla Salute, ha RaiNews24 ha anticipato: “La ripresa del calcio non è un dibattito prioritario. Capisco il fermento per tornare alla normalità, ma spetta al comitato tecnico-scientico darci indicazioni. Si può rinunciare ancora per un mese. Torneremo negli solo quando ci sarà il vaccino”.

. Nell’aprile scorso, il primo Conte approvò il Decreto Dignità, con cui vietava ogni pulicità, diretta e indiretta, relativa a giochi e vincite tte scommesse. Un guaio per i bookmakers, che da un anno non fanno più pulicità sui media.
Obiettivo fallito secondo i dati di AgiproNews: il business è cresciuto, le scommesse ive, tra luglio 2019 e feraio 2020, sono aumentate del 17%, crescendo da 1,03 a 1,2 mld di euro.

DANNO. Club e media, invece contano i mancati incassi. L’ammanco è di 100 milioni di euro a stagione. La Roma in primis, il cui accordo con Betway fruttava 15,5 milioni complessivi. Meno per la Lazio: 7 milioni da Marathonbet; il Milan: 1 milione da StarCasino e l’: 1,1 milioni da Bwin.
La proposta di sospendere – almeno per 12 mesi – il Decreto, per aiutare il calcio dopo la crisi coronavirus è in stand-by.

No, invece, al prelievo dell’1% dalle scommesse sul calcio per nanziare la ripresa del pallone.
Il Conte vuole il ‘no’ ad un provvedimento di sostegno mirato sulle scommesse ive. Mentre il ministro Spadafora offriree nuovi fondi per il calcio di ‘base’, raddoppiando i 50 milioni già approvati per i collaboratori ivi che guadagnano meno di 10mila euro.

CARRARO. Oggi su Repulica l’ex presidente di Coni, GC, Milan e tanto altro, oltre che politico, riflette: “Il calcio è socialmente ed economicamente importante. Capisco la fretta di chiudere la stagione, le esigenze di Federcalcio e di Uefa, di Gravina e di Ceferin. Ma il calcio non può costruirsi e isolarsi sotto una maxi campana di vetro. Deve prevalere una sensibilità pulica. C’è una priorità dei bi: il calcio non può chiedere privilegi e forzature che non sono concessi agli altri cittadini. Se tutti quelli che ne hanno bisogno avranno accesso allo screening allora la ripartenza sarà giusticata”.

Propone: “terminare la stagione calcistica entro il 20 ottobre, a seguire le competizioni nazionali. Iniziare il prossimo campionato nel dicembre 2020, giocare anche d’estate, chiedere al presidente Ceferin, bravo e tempestivo nello spostare EURO2020 all’anno prossimo, di posticiparlo a novembre, nelle stesse date del Mondiale”.

“Il campionato può resuscitare quando l’avrà fatto anche tutto il Paese Se tutti quelli che ne hanno bisogno avranno accesso allo screening allora la ripartenza sarà giusticata. Le raccomandazioni scientiche della federazione medici ivi prevedono controlli e negatività di tutti, sono sostenibili solo da una de di squadre, in più mi sembreree molto incauto staccare la Serie A dalla B e snaturare lo spettacolo. Meglio prendere tempo anche perché l’umanità con il virus dovrà conviverci”.

Ammonisce: “A Roma è morto un ginecologo perché non aveva avuto la possibilità di fare un tampone. C’è una priorità dei bi, il calcio non può passarci sopra e chiedere privilegi. Lo dico da uomo che è nato e cresciuto nel mondo del calcio. Doiamo capirci su cosa si intenda per sicurezza: se si fa riferimento a test sierologici e tamponi effettuati in modo continuativo su tutto il personale coinvolto nei campionati professionistici, c’è un problema enorme”.

“Si può stimare che tra Serie A e B siano coinvolte tra le due e le tremila persone. Se si dovessero giocare, tre partite a settimana, i test andreero ripetuti in modo costante e si dovreero effettuare almeno cinquemila esami a settimana.

“Ciò in Italia… dove non si vede all’orizzonte la ne dell’emergenza coronavirus, a due mesi dall’esplosione della pandemia, ed è ancora molto complicato trovare semplici mascherine di carta.

SALUTE UGUALE PER TUTTI. Dopo tutti questi pareri diventa francamente difcile prevedere che , Protezione Civile, Istituto Superiore di Sanità, Regioni riescano ad invertire la tendenza e siano in grado di offrire alla popolazione strumenti a tutela della loro salute e di quella della comunità nazionale. Quello che no ad ora non sono stati in grado di fare.

Solo se i test clinici saranno accessibili a tutti i cittadini si potranno utilizzare anche per i calciatori.
Non viceversa.

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