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Stop TPO: lotta ai fondi sudamericani e alla Doyen!

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Il 1° maggio, Festa dei Lavoratori, primo giorno dell’Expo 2015 a Milano e forse l’ultimo di Silvio Berlusconi padrone del Milan, potrà essere ricordato anche come la data della scomparsa delle dei cartellini dei giocatori ordinata da Fifa e nel congresso di Marrakech a fine. La norma vorrebbe limitare i fondi di investimento nei trasferimenti calciatori, pratica diffusa da molti anni in Sudamerica e sempre più presente in Europa.

CAOS FELIPE. Da oggi, nessuna operazione potrà essere fatta in regime di TPO (Third Party Ownership) e i contratti attualmente in essere tra atleti in parte in mano a fondi e i rispettivi avranno validità fino alla data naturale di scadenza, mentre per quelli sottoscritti tra il 1° gennaio e il 30 aprile ci sarà un anno di tempo per arrivare ad una regolarizzazione.
Ciò che la di Lotito ha già provveduto a fare con Felipe Anderson, arrivato nell’estate 2013 dal Santos grazie alla Doyen Sports, oggi è interamente di proprietà del biancoceleste.

NORME DA AGGIRARE. Ma come dobbiamo metterla con la miriade di calciatori che il fondo con sede le a Malta, intenzionato a giocare un ruolo da protagonista nell’acquisto del pacchetto di maggioranza del Milan da parte del broker thailandese Bee Taechaubol, vanta in gallo (, e Sporting Lisbona, solo per citare le società più blasonate), Spagna (, , Siviglia, Elche), passando per Inghilterra, Olanda e Belgio? Riusciranno Fifa e , al di là degli annunci che sembrano più propagandistici che concreti, a frenare l’avanzata di questo nuovo modo di fare ? Un fenomeno colpevolmente ignorato negli anni passati e che ha portato squadre di valore importante, come ha più volte raccontato su queste pagine Pippo Russo, a finire letteralmente nelle mani dei fondi di investimento e a dipendere dalle loro spregiudicate strategie?

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