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Spalletti si ferma, 1-1 con Mancio. Addio 2° posto.

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di Romana Collina – Il pari non serve a nessuno, se non a prenbdere tempo su ciò che potrebbe essere e chissà se sarà! , 1-1: Perisic e Naingolann…
La Roma difende i 5 punti di vantaggio e scaccia il fantasma sconfitta dopo 8 vittorie consecutive.
Partita piena di ardore e di errori individuali. Solo 2 gol, molti sfumati.
Tatticamente gara letta, quasi scontata. Florenzi però da via libera a Perisic in occasione del vantaggio dell’Inter.
ha rinunciato a Dzeko, ha fatto bene. Un centravanti che non segna davanti la porta non merita di giocare. Dzeko è un ectoplasma, basta guardarlo in faccia per vedere la che lo blocca.
non perde dall’, buona nuova per lui e l’Inter. Impegno e sacrificio, qualche contropiede veloce che non basta per mantenere il vantaggio. Fermare la Roma non era facile, Mancio ci è riuscito con una prova di squadra sufficiente.

La Roma è partita meglio, imprimendo un ritmo alto a tutte le sue giocate. Ha avuto più occasioni (anche se non troppe) e ha sorpreso l’Inter con gli inserimenti delle punte e dei centrocampisti. L’Inter ha cominciato a disinnescare l’avversario dalla metà del primo tempo. Prima alzando la pressione, cioè l’azione individuale in aggressione, poi trovando lo spazio di corsa sul versante sinistro dove Florenzi spesso non aveva tempo ed energie per la fase difensiva. , a sorpresa, ha preferito mettere Dzeko in panchina per affidarsi ad un tridente sghembo dove, come diceva quando parlava del suo , il centravanti è lo spazio. In questa creazione non virtuale si sono infilati i centrocampisti abili nella conclusione. Tuttavia la linea a quattro interista non ha mai perso la propria compattezza (elementi stretti) e mobilità (fluttuazione sistematica sia sui palloni verticali che su quelli orizzontali).

La partita a tratti è stata anche spigolosa, fisica: spazi stretti, sempre più errori. Uno marchiano lo fa Manolas e da un pallone strappato a centrocampo nasce il gol di Perisic, servito da Brozovic, i migliori interisti.
E anche vero che Sceszny non ci mette mai una pezza ma l’Inter aveva bisogno del gol per prendere coraggio. ha rivisto un gioco fluida e preciso, al contrario della Roma che ha sbagliato troppi disimpegni difensivi.

Con Dzeko è partito l’assalto della Roma all’area interista. Ma proprio il bosniaco è stato protagonista nel bene (colpo di testa deviato da Handanovic) e nel male (palla spropositata in sud da posizione favorevolissima). Perfino sul gol del pari di Nainggolan, Dzeko è stato involonio protagonista. Il suo tiro sbagliato è finito sui piedi del belga che con un tiro radente ha messo dentro. E alla fine della sua prestazione contraddittoria è riuscito perfino ad opporsi ad un tiro di Salah destinato, probabilmente, a finire in fondo alla rete.

Sarebbe stato troppo? Nessuno avrebbe gridato allo perché il finale è stato tutto della Roma. Ma l’Inter non avrebbe meritato la sconfitta. Anche se il pari, per di più in rimonta, lascia poche prospettive di agganciare quel indispensabile come l’aria.

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