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S&P boccia DeLa: i soldi vanno spesi, come fa differenza!

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di Paolo Paoletti –
1. qualità
2. prudenza di gestione
3. solvibilità e liquidità.

Sulla base dei risultati, hanno assegnato, per ogni categoria, un giudizio:
1. top per i migliori, che corrisponde a un rating A;
2. sopra la Media che definisce il rating B;
3. sotto la Media, il rating C;
4. al Fondo, rating D.

Hanno corredato il tutto con fatturato e indebitamento.

Le squadre che hanno ottenuto la Tripla A, sono solo 5: Ajax (Olanda), , Celtic, Manchester United (Regno Unito), Saint-Etienne (Francia).
La prima delle ne è la , al 14° posto. Poi 15° e Juventus 16°.


Definendo che una struttura di bilancio forte aiuta i risultati sul campo e viceversa, in un circolo virtuoso.


Overo i soldi ci sono per essere spesi…è come li spendi e che risultati ottieni spendendo che fa la differenza.

RICAVI GENERALI. Il nostro vive uno stato di stagnazione che si porta avanti da anni. I motivi sono molteplici, innanzitutto gli stadi obsoleti che costano in chiave gestionale e fanno perdere ricavi a fine esercizio in quanto risultano essere una risorsa poco sfruttata. A comandare la classifica dei ricavi c’è la Juventus con 282.922.000 mln (il 54.78% del totale ricavi di tutta la A), poi troviamo il con 235.409.578mln, al terzo posto c’è l’Inter 196.632.421 mln. Il Napoli è quarto con 152.922.436 mln in percentuale il 7.97 dell’intero totale della massima serie. Gli azzurri sono davanti alla ferma a 134.370.000.

ANALISI DELLA CRESCITA. E’ un elemento che misura la capacità di una società di poter migliorare sul piano degli investimenti sostenuta dalla forza patrimoniale. Questa caratteristica si divide in quattro macro-aree:

Crescita sostenuta e ottima solidità economico-patrimoniale. In questa area troviamo i club in costante crescita e con una situazione patrimoniale eccellente. Al primo posto c’è il di Campedelli che ha un surplus di ricavi pari al 21.32%, poi c’è il boom del Sassuolo che tocca il tetto di 80.42% ed infine il che ha una variazione ricavi da record: 306,78!
Crescita modesta o negativa e ottima solidità economico- patrimoniale. In questa area troviamo i club che hanno avuto una contrazione sostanziale dei ricavi, ma che hanno in generale una situazione economica sicura e non a rischio. Qui c’è il Napoli che ha avuto una diminuzione dei ricavi rispetto -2.57. Dopo gli azzurri c’è il Cagliari a -29.48.
Crescita sostenuta e ridotta o pessima solidità economico-patrimoniale. Qui ci sono i club che hanno una crescita sostenuta, ma hanno una solidità patrimoniale poco sicura e negativa. Qui troviamo tre ‘rivali’ del Napoli: la Juve registra ricavi record ma la situazione generale registra ancora un indebitamento generale pari al 32.8% (il più alto in A), poi troviamo la di Lotito ferma come gli anni scorsi al 16.6%, mentre migliora leggermente la che registra il 16.4%.
Crescita modesta o negativa e ridotta o pessima solidità economico-patrimoniale. In questa area ci sono i club che crescono a fatica sul piano degli investimenti ed hanno una situazione patrimoniale poco affidabile. e Inter fanno parte di questa macro-area registrando rispettivamente -18,04 e – 14,85. D’altronde non è un mistero che la famiglia Berlusconi e Thohir stiano facendo un nuovo piano di rilancio industriale basato sulla riduzione sostanziale dei costi di gestione per tamponare perdite pregresse molto elevate. In generale, i club che possono sorridere sul piano della solidità economico patrimoniale sono quelli appartenenti alle prime due macro-aree, quindi anche il Napoli. Il club di De Laurentiis ha si registrato meno ricavi, ma può ‘permetterselo’ in virtù di una solidità molto forte societaria.

MARGINE LORDO OPERATIVO. Per chi non mastica economia, questo è un indice di redditività che evidenzia il reddito d’azienda basato solo sulla gestione caratteristica, al lordo di interessi, tasse e ammortamenti. La Juve è prima con 74.350.000, poi c’è il Napoli 61.498.860, terza è la a 37.558.836.

REDDITO NETTO. Si calcola scorporando dai ricavi i costi fissi. A comandare questa classifica c’è l’Udinese che ha una differenza effettiva fra ricavi e costi pari a 32.265.947mln, poi c’è il Napoli a 8.073.447mln, terzo il a 1.530.557. I maggiori club con differenza negativa sono: Inter con – 79.881.808 mln, – 43.009.000 mln e – 22.529.944.

PATRIMONIO NETTO. Esprime la consistenza del patrimonio di proprietà dell’azienda, rappresenta le cosiddette fonti di finanziamento provenienti direttamente o indirettamente dal soggetto che gestisce l’azienda. In testa c’è la con 92.236.082 mln, poi 78.123.000 e Udinese 67.796.086. Il Napoli è quarto dietro all’Udinese con 52.099.258 mln. Un dato importante che testimonia come De Laurentiis comunque abbia messo soldi nel Napoli per non far deprezzare gli investimenti.

TOTALE DEBITI. In testa c’è il che al 2013 aveva una perdita di 508.267.205 mln! Poi troviamo l’Inter a 454.098.343 ed infine la Juve a 394.736.000. Il Napoli è fra i club meno indebitati con 84.648.856 mln. Altro dato di importanza vitale che dimostra ancora una volta come De Laurentiis sappia gestire l’azienda senza ricorrere a soldi di terzi come ad esempio le banche. Il Napoli non si fa anticipare soldi ma li tira fuori sempre di tasca propria rispetto alle altre. Il bilancio dunque degli azzurri può dirsi in piccola perdita se guardiamo il presente dove mancano gli introiti , ma in via generale il club ha una solidità che permette anche di compensare questo aspetto contingente. Nelle scorse settimane si è parlato di una presunta trattativa per la del Napoli da parte di De Laurentiis. Premesso che non ci sono voci o indiscrezioni a riguardo, vogliamo anche noi giocare su questa cosa guardando le cifre appena citate. L’azienda Napoli oggi vale intorno ai 200mln non avendo beni di proprietà che potrebbero far aumentare vertiginosamente il prezzo.

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