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I segreti di City e Atletì: ecco come batterli!

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di Paolo Paoletti - La serie A è diventata ‘Liga de Dos’, ma e non sono Real e Barcellona. Le Sette Sorelle sono rimaste zitelle e c’è il vuoto dietro la Coppia ancora unica candidata al titolo. Su e inoltre cade il peso del ranking Uefa: se almeno le nostre due migliori passeranno agli , la classifica reggerà. Altrimenti perderemo di certo anche il terzo posto Champions.
L’impresa è importante, sopra nel girone della ma nessuno è imbattibile. Neanche City e Atletì, campioni d’Inghilterra e Spagna, partiti maluccio. Ecco la radiografia delle avversarie di e .

MANCHESTER CITY.
Terzo in Premier a -5 dal Chelsea capolista. Ha vinto solo 1 delle ultime 5 partite tra e Champions. Ha già giocato 5 big match: vittoria sul Liverpool, 2 pareggi tra Arsenal e Chelsea, 2 sconfitte con Bayern in Champions e Gunners in Community Shield.

La Velocità. Manovra non arrembante come l’Arsenal ma i cambi di passo sono terribili. Silva, Milner e Agüero sono imprevedibili. Nei 90’ si soffre e vanno sfruttati i rallentamenti di . Serve concentrazione massima: in Serie A si concede ciò che in Champions ti fa pardere.

La chiave. Yaya Touré. 21 e 9 assist tra e Champions l’anno scorso, è pericolosamente in cerca del primo timbro stagionale e sabato sul 2-2 con l’Hull City ha suonato la carica con un destro terribile sul palo. Pericolo numero 1.

Portiere punto debole. Hart. È atteso al rientro dopo che ha cercato di minimizzare i due turni di riposo concessi a favore di Caballero. Ma la pressione rischia di schiacciare il portiere inglese, discontinuo e spesso protagonista negativo come col Bayern in casa un anno fa… una delle prestazioni peggiori.

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Secondo in Liga a -2 dal Barcellona capolista. Ha vinto la Supercoppa nazionale sul Real e subìto l’unica sconfitta in Champions ad Atene con l’Olympiakos. LO scorso anno, dopo 6 giornate di Liga, Costa era il miglior marcatore con 5 , oggi è il difensore Miranda con 3.

Gli schemi. Le palle inattive, così ha segnato le reti decisive in Coppa del Re 2013 e nello ‘spareggio’ al Camp Nou l’anno scorso. Come nella finale di Champions. Dagli punizioni o corner sono arrivati 7 degli 11 totali in questo inizio di Liga. Impressionante.
Gli schemi studiati dal ‘Mono’ Burgos, fido vice di Simeone, sfruttano gli inserimenti dei centrali Godin e Miranda, cui si è aggiunto Mandzukic con 187 centimetri.

La chiave. E’ Koke. Miglior interprete del Cholismo, ha piede caldissimo: già 5 assist, in Liga solo Messi ha fatto meglio di lui. Oggi è tra i migliori centrocampisti d’Europa, sintesi del palleggio del Barça e le geometrie di Xabi Alonso. Aggiunge un sfrenato, che ricorda Simeone giocatore: 6 gialli in stagione, ‘condannano’ ad essere la squadra più ammonita della Liga.

Difesa punto debole. Negli spazi soffre. L’Olympiakos ha scoperto come fare: allungare e allargare campo alle spalle dei difensori. Non facile, neanche per la . Servono energie e movimento frenetico senza palla che non fa. E’ l’unico modo per mettere in difficoltà l’Atletico, perché quando Miranda e Godin perdono il contatto con gli attaccanti avversari sono vulnerabili. e Tevez dovranno sudare.

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