ULTIM'ORA

Schuster svela: Diego non sniffava a Barcellona, era unico non so perchè fu ceduto!

maradona-y-schuster_862x485

di Marco Innocenti - Schuster sentenzia… “ giocava coi a cavalcioni, negli anni 80 il rosso era solo per l’omicidio”. In una bellissima intervista alla Süddeutsche il tedesco coetaneo e compagno di Diego nel Barcellona svela il di Catalogna. “Ci allenavamo per ore sulle punizioni. Senza portieri, non ne avevamo bisogno. A Barcellona non sniffava cocaina”.

Al paragone con , Bernd Schuster sorride. E sentenzia: “Negli anni ’80 i si mettevano a cavalcioni nché ti aattevano. Ai tempi di dovevi praticamente uccidere qualcuno per vedere un cartellino rosso!“.

E’ la risposta che mette ne al paragone impossibile, inattendibile, inutile!
Schuster, 60 come Diego, era il regista di quel Barcellona che se lo fece scappare e ancora oggi accusa… “non ho mai capito come fu possibile”; e nella bellissima intervista alla Süddeutsche Zeitung ricorda aneddoti del Diego pre-napoletano che danno molto il senso di chi fosse il che poi saree arrivato in .

A cominciare dal riscaldamento pre-partita…
“A Diego piaceva fare giochetti. Il riscaldamento era la “cosa” di Diego. A differenza di oggi, non c’era quasi mai un preparatore a seguirti, al massimo per lo stretching, poi facevamo noi. E Diego doveva sempre riscaldarsi con una palla. E con le scarpette slacciate, sempre con le scarpette slacciate! no al calcio d’inizio”.

Schuster ricorda una contro il Real al Bernabéu.
“Diego fa un assolo, drila il portiere, poi arriva un giocatore che vuole parare sulla linea e si butta dentro con tutto quello che ha. Ma Diego fa uno scartata e la mette in porta. L’avversario nisce dritto sul palo con le gambe aperte… una cosa dolsa. dopo si scusò. È così che era. Non voleva sfottere l’avversario. Cose del genere erano solo la sua natura”.

A quel tempo il Barcellona tra Schuster e divenne un’accademia delle punizioni.
“Eravamo entrambi specialisti dei calci di punizione. Ma il modo in cui le tiravamo era molto diverso. Lui era mancino, io sono destro. Ho sempre trovato affascinante quante possibilità tecniche ci sono per tirare calci di punizione oltre la barriera. Ne parlavamo tantissimo durante l’. Ci allenavamo sui calci di punizione ogni due giorni, anche senza portiere. Non ne avevamo bisogno; sapevamo dove mettere la palla e nessun portiere poteva arrivarci.
Proprio come i tecnici di parlano di motori o freni, così noi discutevamo di punizioni. Diego aveva i piedi piccoli. L’effetto della palla coi piedi piccoli è completamente diverso. Diego si metteva sotto palla con le sue scarpette senza problemi, riusciva a far ricadere immediatamente la palla dopo aver superato la barriera. I miei calci di punizione erano più lunghi”.

L’ giocatore tedesco ricorda anche qualche episodio della bella vita di in Spagna, ma sottolinea una cosa:
“I suoi problemi con la droga sono cominciati a Napoli. A Barcellona aveva le sue feste, ma non ne faceva uso. Non erano paragonabili ai party a Napoli di cui avevo sentito parlare”.

Devi essere iscritto per commentare

Login

Leave a Reply