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Verona-Sassuolo, torna Acerbi: vinto il tumore, serve prevenzione!

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di Bianca Cavallo - L’incubo di Acerbi era iniziato il 14 luglio scorso: I test medici, pre-ritiro estivo, avevano sentenziato un tumore all’apparato urogenitale (al testicolo) del calciatore, appena passato dal al Sassuolo. La rapida diagnosi ha permesso di scoprire il male in tempo e dopo l’operazione, avvenuta il 17 luglio, l’incubo di Acerbi sembra ormai finito. Con ogni probabilità, partirà titolare contro il Verona.

Risale addirittura a 6 mesi fa l’ultima apparizione di Francesco in . Era Siena-Chievo… poi arrivò il tumore all’apparato urogenitale. Mercoledì 17 luglio il difensore si è sottoposto ad vento chirurgico, domani il cerchio si chiude con il ritorno in campo da titolare di Acerbi nella sfida tra Hellas Verona e Sassuolo. Una storia brutta che si chiude per fortuna con il lieto fine. Oggi Acerbi indossa la maglia numero 15, non più la 13 indossata al in ossequio all’idolo Alessandro Nesta. “In bocca a lupo per tutto, annate difficili le hanno passate tutti torna forte e riprenditi la maglia numero 13 del ”, gli ha twittato proprio l’ex difensore di Lazio e qualche giorno fa. “Grazie di cuore per gli auguri, tu sei il mio idolo. Sto lavorando duramente per tornare quello di 2 anni fa”, la risposta di Acerbi. Oggi inizia il suo campionato e la sua nuova vita.

Con il peggio ormai alle spalle, il difensore del Sassuolo tornerà a solcare i campi da gioco per disputare una partita ufficiale. L’esordio con la nuova squadra, infatti, datato 6 settembre, era una amichevole, in cui segnò un , contro la Paullese. Una partita che per Acerbi aveva un’importanza doppia: sanciva il suo ritorno, ma soprattutto era una passerella benefica in favore di una Onlus oncologica. Passata la paura, quindi, non resta che rivederlo in campo, pronto ad affrontare una nuova stagione da protagonista.

“Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto e grazie anche a chi non l’ha fatto ma mi ha pensato”, è proprio Francesco a ripercorrere i momenti salienti del ritorno alla vita: domenica 14 luglio il responsabile sanitario della squadra lo chiama da parte per comunicargli gli esiti degli esami. “Attimi tremendi. La prima reazione è stata isolarmi, ho preso la bici e ho fatto un giro per distrarmi. Ero da una settimana in ritiro e l’impatto era stato eccellente. Allenamenti tiratissimi in un ambiente ideale per ritrovarmi dopo un anno turbolento”, racconta adesso.

Poi, le prime reazioni a freddo e la vicinanza degli affetti: “Ho reagito bene, ho chiamato Valeria, la mia fidanzata, e il mio agente Andrea Cattoli. Mi sono sfogato con loro e il giorno dopo mi hanno seguito a o per l’ecografia decisiva al San Raffaele. La loro vicinanza è stata fondamentale e con l’vento del presidente Squinzi tutto è stato organizzato in tempi brevissimi: mercoledì intorno a mezzogiorno sono stato operato e in 36 ore mi hanno dimesso”.

Adesso il peggio è passato e si può lasciar spazio ai programmi futuri: “Mia madre Silvia ha saputo solo a cose fatte: dopo la scomparsa di mio padre a 2012, non potevo essere una nuova preoccupazione. Ora diffonderò l’importanza della prevenzione”.

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