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Sarri, Strama, Iaco: grande calcio a 4 lire. I big imparino.

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di Daniele Rodia – Benitez, , , Ventura…possono salvare il calcio italiano: 4 su 4, le vittorie nella piccola Europa tengono a galla la serie A, partita con la depressione del vergognoso mondiale.
Qualità, spettacolo, : perfino Ligue 1 ci ha sorpassato.

Eppure dopo le prime 5, qualcosa si muove. In provincia, dove meno te lo aspetti: pochi , molto entusiasmo… per restare nel grande giro servono idee, coraggio, novità.

Parma-Udinese e Palermo- sono state divertenti, perfino esaltanti. Provate a mettere insieme i migliori di Empoli, Udinese, Palermo ne uscirebbe una grande a quattro lire. Anzi euro.

La mano dell’allenatore, quindi, torna alle cronache, fa la differenza: la prima a Empoli, quella di Maurizio Sarri.
L’ex impiegato di banca nato a Napoli e cresciuto in Toscana ha fatto tutta la trafila, dall’Eccellenza alla Serie A, una gavetta che l’ha portato a conoscere il campo come le sue tasche e che gli permette di poter insegnare calcio a molti degli allenatori della massima serie.

Non è un caso che la Roma sia riuscita a spuntarla solo con un tiro da fuori di Naingan rimpallato sulla nuca del portiere Sepe. Il ha addirittura sudato 7 camicie per un pareggio al Castellani, graziato dai terribili ragazzini empolesi.

Difesa alta, giropalla veloce, aggressività…gli avversari restano senza respiro.
Quando Sarri ritroverà il vero ‘Big Mac’ accanto a Ciccio Tavano, ai giovani Laurini, Verdi, Pucciarelli, Valdifiori scivolerà addosso il duro impatto con la serie A dove ogni punto è un pezzo di salvezza.

L’allenatore è rimasto punto di forza anche a Udine, sostituire Guidolin non era facile. Strama è terzo in classifica dopo 5 giornate. Il giovane Stramaccioni, presentato come il nuovo Mou a o, poi scaricato dall’Inter, si è inserito in punta di piedi nel rodatissimo ambiente friulano, proseguendo con umiltà il fare del mitico di Francesco Guidolin, che per talento e professionalità avrebbe meritato molto di più.

Conferme anche a Verona e grande merito va al suo allenatore Mandorlini: senza Iturbe e la squadra non ha perso carattere, anzi quest’anno dà l’impressione di poter fare meglio. E Saviola non trova posto.

Il coraggio è la novità che Iachini difende a Palermo. Dominare e perdere 4-0, ma si puo? Il calcio è strano, ma Iachini non molla neanche dopo la capriola contro la . Ci si può salvare anche attaccando. Questo è Iachini, questo è l’impresa del suo Palermo se resterà suo.
Riuscirà Zamparini a contare fino a dieci?

Zdenek Zeman ride sotto i baffi: che gusto darne 4 a , il re del contropiede. Gli sberleffi non lo hanno intaccato neanche a Cagliari, falsa partenza, idee rigorose come il 4-3-3 che a Foggia fondò Zemanlandia.

In opposizione troviamo i Santoni: Benitez che ogni tanto dà una boccata d’ossigeno, fischi e proclami, ammosciatosi dopo aver fatto il dottorino per un paio d’anni…certo senza Rossi e Gomez, l’alibi lo salva; la chimera Inzaghi, una chimera più che un vero allenatore. Al neanche Merlino avrebbe vita facile…Silvio non conosce il segreto del successo: impara prima a chiudere e poi a disserrare.

Risultati e portafoglio non vanno più insieme: Benitez (3,5 MLN), (3,3 MLN), (1,4), Inzaghi (1,5 MLN) bisognerebbe vergognarsi al confronto con i poveri
 Sarri (300 mila), Iachini (700 mila), Stramaccioni (800 mila), Zeman (500 mila). Ma quest’è!

Utima analisi per i primi due della classe, almeno in termini di classifica.
Allegri è gia nella peste dopo 2 partite di . Dopo Simeone a Madrid, l’attesa di domenica pomeriggio da i tremori e Garcia gli toglie il sonno. Al Vincente Calderon la sua Juve è crollata, Sacchi gliele ha dette 4 e Max ha confessato gli errori con un . Alla prima vera ha perso, Conte gode.

Ma prima come Allegri c’è Rudy Garcia, francese diventato subito italiano. Scoperta di Sabatini che per il tecnico si è beccato un ambito premio.
Cinque su 5 in Serie A, manita al CSKA e vittoria sfiorata a Manchester: la Roma è l’unico esempio in cui investimenti e risultati camminano a braccetto. Anche per ‘Italian Maestro’ ultimo dei nostri campioni con la T maiuscola. 


Proprio Totti dopo la celebrazione nella Terra del Calcio spiega il senso di questa icnhiesta: Zeman e Mazzone sono stati i miei migliori allenatori.

Insegnare calcio ai giovani, farli giocare educandoli allo sport che è vita, è il punto di partenza del calcio italiano per risalire i vertici d’Europa. I oggi sono solo quelli dei pupari Arabi e magnati russi, ma passione e idee possono fare ancora la differenza anche in serie A.
Altrimenti meglio andarsene. Chiedete a Capello, Ancelotti, Mancini, Spalletti, Lippi, .

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