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Sanremo ascolti e stop: brutta musica, gaffe Charlize e Donaggio!

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di Serena Paoletti - fa ancora centro: la seconda serata ha avuto la media di 10 milioni 91 mila con il 41.68% di share. Quasi 2,4 milioni e 8 punti in più rispetto al 2014 (7 milioni 711 mila con il 33.95%).
La prima parte ha confermato punte da record (11 milioni 13 mila con il 40.65%); la seconda, 6 milioni 518 mila con il 50.01%.
Bene anche le Nuove Proposte con 9 milioni 69 mila e 29.85%.
Picchi per Biagio Antonacci (13 milioni 259 mila alle 22.13) e Conchita Wurst (53.21% alle 00.10).

Il pezzo forte sono stati Il Volo, i 3 Tenorini primi candidati alla vittoria. Poi Lorenzo Fraa ottima ma con una canzone da l non adatta al suo sentire artistico, e la bellissima, elegante, affascinantissima Charlize Theron, attrice sudafricana chiamata all’Ariston da Carlo Conti.
Una chiacchierata banale, poco incisiva, da supermarket…Come tutto il l.

La Theron non c’entra niente, è il taglio scelto e voluto per il 65° Festivàl che è mediocre e per questo fa ascolti!
Ma la Rai non può permettersi queste operazioni, la Rai ha il dovere di elevare il tessuto e con prodotti di qualità culturali e artistici senza prostarsi alla logica massificata degli sponsor che per vendere consumi parlano all’istinto della gente. !

La controprova è stata la pessima ospitata del grande Pino Donaggio, posticcia e frettolosa…ma Conti sa per quali film Donaggio ha scritto musica?
La partecipazione a 1965 con ‘Io che non vivo (senza te)’ frutterà il in classifica dei dischi venduti per 3 settimane.
La storia del brano era doverosa sul palco dell’Ariston… la citazione di Jody Miller, ma sopratutto l’intuizione di Dusty Springfield, che face sua la canzone incisa a Londra in inglese, versione portata al successo con il titolo ‘You Don’t Have to Say You Love Me’ e cavallo di battaglia perfino da Elvis Presley, diventando un classico di tutti i tempi.
Ma Donaggio è stato il compositore di Brian De Palma da Carrie lo sguardo di Satana (1976) a Passion (2012) e tra le sue 66 colonne sonore, andava ricordata almeno quella di ‘Non ci resta che piangere’ di Massino troisi e Roberto Benigni.

Conti, ma chi ti scrive i tesi?

Charlize è stata una meravigliosa occasione per rifarsai gli occhi: tanto bella, quanto semplice.
Quasi inelegamte ricordare lo spot di inizi carriera, girato in Liguria, dove un filo impigliato lasciava sfilare il vestito e svelava il sedere che ha turbato i sonni di molti.
Lei ha voluto riascoltare come al Juke-box, ‘Free Fallin’ di Tom Petty e ‘Who’s gonna ride your wild horses’ degli U2. E per fortuna è spuntato anche Eros Ramazzotti con Un’altra te…
“Bellissima, una canzone speciale che mi ricorda l’. Avevo 17 anni, ero a Milano e questa canzone si sentiva ovunque”. Ma Charlize, che ha lasciato a casa il compagno Sean Penn, incalzata da Conti, racconta anche di come non abbia mai pensato seriamente al matrimonio, anche se il filo conduttore della sua vita rimane sempre “l’amore”. “Mi piace l’idea di un rap duraturo, ma l’abito bianco non mi ha mai interessato, neanche da ragazzina. Chissà magari potrei cambiare idea…”. Anche senza fede al dito l’attrice, 40 anni ad , ha comunque adottato un bambino: “come sono come madre? bisognerebbe chiedere a lui. Io voglio che ci siano ree e punti fermi nella sua vita”.

Con un Oscar nel curriculum per Monster, ama il suo lavoro, “non ce n’è uno più bello, permette di trasformarsi in un’altra persona”. Ma la vera Charlize com’è, chiede il conduttore? “Non lo so, ditemelo voi. Io sono complicata come tutte le donne, ma poi sono poco complicata come tutte le donne”. Prima di lasciare il palco, dopo una decina di minuti, immancabile il ricordo di Nelson Mandela, accolto da un caloroso applauso. “Ho un ricordo bellissimo di lui, dopo l’Oscar l’ho incontrato: voleva che potassi la statuetta. Insieme abbiamo preso un tè e un dolce tipico sudafricano che si mangia con le mani. Lo sciroppo è finito sulla statuetta. E io ho detto: non la laverò mai”. Il Sudafrica le manca, “ma riesco a tornarci spesso”. Poi il bacio di Carlo Conti “a nome di tutti gli uomini ni”.

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