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Rosso Napoli di 13,1mln: DeLa non paga i suoi errori!

De-Laurentiis

di Paolo Paoletti – Il chiude in rosso: 13,1 milioni è la perdita al 30 giugno 2015. Colpa della mancata 2 volte nella stagione: ad agosto eliminati dai baschi dell’Atletic Bilbao, a maggio perdendo in casa con la Lazio. Entrambe le volte per errori madornali: il primo di De Laurentis che negò gli acquisti chiesti da , il secondo marchiano di Higuain che sprecò un facile di rigore!
Questa è la sintesi della peggior stagione del , proprio quando per la prima volta De Laurentis tenta malamente il salto di qualità, secondo anno di Rafa dopo il terzo posto d’approccio al dopo Mazzarri.

Dopo 8 utili consecutivi, l’assemblea che ha firmato il bilancio in rosso svela che il è l’unico affare di famiglia: infatti entra nel nuovo CdA anche il primogenito Luigi, affiancando i fratelli Edoardo e Valentina oltre la madre Jaqualine Marie Baudit in De Laurentis.
Attenzione il passivo è stato ripianato con le riserve già in cassa, ovvero Aurelio e ‘soci’ non ci rimetteno 1 euro, ma il fatto che sia la prima volta dell’era del cinepresidente spiega come e perchè il non è una grande. E così non potrà divenlo.
Per 8 esercizi, infatti, sono stati accumulati fior di profitti, lievitando il patrimonio netto al 30 giugno 2014 a ben 72 milioni. Ma questa valorizzazione non si è tramutata in patrimonializzazione giocatori capaci di raggiungere risultati ivi al pari dei conti.

Su questo bilancio pesano la mancata qualificazione in League – entrati ‘solo’ 12 milioni dell’Europa League rispetto ai 40 – e la giusta conferma dei giocatori più importanti…Higuain, Callejon, , arrivati a con e per .

Nei precedenti esercizi era emersa la dipendenza dalle plusvalenze: 32 milioni nel 2012-13 (29 per Lavezzi) erano stati decisivi per un +8% di bilancio; 69 nel 2013-14 (64 per Cavani) con utile record di 20 milioni. Cessioni a peso d’oro per compensare l’aumento dei costi per stipendi e ammortamenti cresciuti del 54% al 104% dal 2011 al 2014.

Ecco come i numeri spiegano il vero valore del : squadra che con Sarri gioca da grande senza esserlo.
Lo quindi resta un sogno, possibile, ma casuale. Merito della gestione tecnica, più che del management.
Quale futuro?
Giocatori giovani da valorizzare per sfrute plusvalenze e abbassare i costi, e desideri. Il ‘vorrei ma non posso’ che solo il settennato di Allodi-- trasformò nel più forte di sempre, più forte d’Italia con 2 scudetti, una coppa Uefa, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, 2 partecipazioni alla Coppa dei Campioni, vero e unico torneo di vincitori, e senza diritti televisivi.

Chi vuol essere lieto sia del doman non v’è certezza!

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