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Il Napoli s’adoperi per i più deboli, i giovani, un calcio umano!

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di Paolo Paoletti - Nel giorno di Pasqua, Aurelio De Laurentis scrive un messaggio di auguri e di speranza che tocca il calcio ma non solo.

“Cari si del , cari napoletani e appassionati di calcio. Sono auguri diversi dal solito mi appresto a farvi. E’ una Pasqua strana quella che stiamo vivendo. Siamo tutti chiusi nelle proprie case per combattere un nemico terribile e subdolo. Quasi tutte le attività sono sospese. Il calcio è fermo da un mese e mezzo e non sappiamo quando potrà riprendere. Tanti ci hanno lasciato e lo hanno fatto senza poter nemmeno riabbracciare per l’ultima volta i loro cari. E tanti sono ancora in difcoltà. Penso a chi è in terapia intensiva, penso al personale medico che sta combattendo una battaglia difcilissima. E penso a tutti sono stati colpiti economicamente da questa pandemia. Ma penso anche che riusciremo a uscirne, non senza difcoltà, ma ci riusciremo. Non dico che tutto tornerà a essere come prima, perché molte cose, molti nostri atteggiamenti non andavano bene, ma sono sicuro che le nostre vite potranno, un giorno, essere anche migliori. So che il calcio vi manca, ma presto tornerà anche quello. Sto lavorando per una ripresa che sia veloce nella sicurezza della salute di tutti. Dal profondo del cuore vi faccio i più sentiti auguri di Buona Pasqua. Ce la faremo. Aurelio De Laurentiis”.

Caro De Laurentis, proprio nel giorno di Pasqua che nonostante tutto si spera possa essere un giorno di intima riflessione, è giusto commentare alcuni passaggi del tuo messaggio, ma sopratutto del tuo rapporto con e i napoletani, non solo si.

1. Prima del calcio, in città servirà lavoro, reddito, salute. Bisogna impegnarci tutti per queste priorità prima del calcio che resta mondo a parte, distante e distaccato dalla tà.
2. Molti ci hanno rimesso la vita per questa pandemia; meno a ed in Campania, risultato che misura il vero valore dei servizi cittadini per il cittadino. Certo, tante cose non vanno come dovrebbero, ma nel momento della lotta alla , questa l’ha vinta. E vale più di mille scudetti! Quindi capirai come tutte le tue esternazioni sulle incapacità, lacune del territorio, dove sei diventato ricco e famoso, appaiono ora strumentali, fuori luogo, false!
3. Il calcio riprenderà, come tutte la altre attività i. Dovrebbe e dovrà cambiare, come è cambiata la nostra vita. Cancellando eccessi, sprechi, distonie con la vita di tutti i giorni. Impegnati per questo più che per far riprendere quanto prima una giostra malata in un mondo malato.

E’ vero questa terribile esperienza potrebbe renderci migliori, per alcuni sarà così. Spero accada sopratutto nei rapporti tra datori di lavoro e lavoratori, collettività ed individuo, genitori e gli. Questi sono i pilastri per una società migliore.
Impegnati perchè anche il calcio possa diventare migliore, nella consapevolezza che la ricchezza di pochi, debba essere diversamente distribuita e dedicata al calcio di base, scolastico, le.

Il settore le del è la pecca più grave, vergognosa, al pari degli ospedali di in cui sono tante persone per incuria, imperizia, ritardi, cecità. Dimostra che ci si può redimere, fare ammenda dei propri errori, porre riparo.
Nessuno può ridare vita, tutti dobbiamo prendere responsabilità sui nostri doveri. Senza tentennamenti.

Nonostante tutto, auguro anche a te una Pasqua che orienti alla resurrezione intima e fattuale, ad una nuova vita, nuovi principi, valori, comportamenti. Solo così, con questa conversione, il potrà tornare a vincere in un calcio che torni ad essere uno sport, umano, di tutti.

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