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Renzi si candida Segretario Pd per la rivoluzione: nel partito, nel Paese, nel governo.

RENZI ALLA FESTA DEL PD, MA LO ATTACCANO SU CORRENTI

Manca solo l’ufficialità…Matteo conquista la festa del Pd, a Genova lancia la sua leadership dei Demopcratici. ”Io sono disponibile ma mi devono votare gli elettori”, è la chiamata al popolo Dem del sindaco di che per oltre un’ora assaggia la campagna d’assalto che farà alle primarie in nome di una ” radicale” dentro la società, dentro il partito e anche verso il che ”al cacciavite – come disse Enrico Letta – deve sostituire le idee della sinistra, che è tale non se si compiace ma se vince”.

Due giorni dopo l’inaugurazione della festa da parte del Enrico Letta, affronta la stessa platea: la sala è stracolma e la gente si accalca per conoscere ”Matteo” con la stessa curiosità che si rivolge ai vip. Lui, in nome della nuova battaglia per la rottamazione delle correnti, arriva solo, nessun fedelissimo, altre volte presente agli eventi, è a Genova. D’altra parte, scherzando e agendo più volte con i militanti in sala, ”a chi mi dice che è ano gli consiglierei un tso”.

Come già durante le primarie, il rottamatore si prepara alla pma battaglia in solitaria: ”A Bersani faccio presente che alle primarie ho preso i voti per le mie idee, alcune giuste altre sbagliate, e non per la corrente. E dopo non ho chiesto spazi”. Ma la guerra ad ”un partito chiuso” in se stesso e ”nella paura” è solo un piccolo pezzo della sfida che vuole fare ”se Epifani di decide a fissare la data e le ree”. E’ un cambio di mentalità culturale quello che il rottamatore punta a fare dentro il Pd: ”Basta con la rassegnazione e il conservatorismo, la politica è una cosa bella se dà speranza e fiducia”.

E coniugando la parola sinistra, al presente elenca le opere realizzate a , e ”per il domani” coniuga ricette liberali (”dobbiamo investire sul lavoro che non è tutelare i soliti ma dare mano a chi lo perde”) e una sana realpolitik: ”Dobbiamo vincere, di una sinistra che perde le elezioni non so che farmene”.

E se al congresso il rottamatore vuole ”il voto degli uomini liberi e non dei ani”, è implicito che si prepara alla sfida vera, quella per diventare , quando sarà. Per ora il giudizio verso un ”basato su un’alleanza parecchio di necessità” ha più ombre che luci. ”Noi siamo generosi – ironizza – abbiamo realizzato l’unica promessa elettorale di mantenuta. Ma ora che sull’Imu l’hanno vinta loro vogliamo portare proposte serie su semplificazione, giustizia e e legge elettorale. Portiamo le nostre idee al ”.

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