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Renzi nelle scuole, l’Ue nega l’Erasmus agli svizzeri!

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di Vincenzo Mannello – Mentre incontra studenti e docenti, perchè finalmente qualcuno capisce – per adesso a parole – che un Paese si costruisce dalla scuola, al parlamento UEista di Strasburgo dLaszlo Andor,commissario al lavoro ed affari sociali annuncia: gli studenti svizzeri, dal nuovo anno accademico, verranno esclusi dagli atenei europei aderenti all’UEismo.

La Svizzera paga la ‘contingentazione’ di immigrazione e per di lavoro.
come si fa per studiere nelle università all’estero?

L’unione europea pubblica la Guida dello studente: prezioso strumento per orientarsi in un’università straniera. Altre utili informazioni sui programmi attivati in Europa si possono trovare su L’Europa per i , pubblicazione curata dalla Rappresentanza di Milano della Commissione europea.

Gli Stati Uniti, i servizi di orientamento istituiti dall’Usis (United States Information Service), sono attivi nelle principali città italiane.
L’Usis è contattabile in vari modi:
Tel. 02/86339451
e-mail: csa@usis.it
sito web: http://www.usis.it

FRANCIA. Per accedere alle università francesi è necessario sostenere un test di lingua, e, per alcune tipologie, bisogna anche superare un concorso. Il modulo per la preiscrizione può essere ritirato presso una delle sedi del Centre Culturel Francais (tel. 02/4859191) e riconsegnato entro il 30 gennaio. Maggiori Informazioni sono reperibili presso gli uffici culturali delle ambasciate francesi all’estero dove si trovano sia il materiale dell’Office national d’information sur les enseignements et les professions (Onisep), sia le brochure del Bureau d’information et d’orientation.

Germania: Italia e Germania hanno siglato un accordo per il riconoscimento automatico dei titoli di studio. Bisogna superare appositi esami di lingua tedesca. I corsi di laurea a numero chiuso prevedono un limite alle iscrizioni straniere. Informazioni dettagliate possono essere richieste presso le sedi diplomatiche tedesche, oppure presso gli istituti Goethe (tel. 06/8440051; 02/776971 http://www.goethe.de/it/mai).

Gran Bretagna: tutti i corsi sono a numero chiuso. I diplomi rilasciati dalle Scuole superiori italiane sono di norma, accettati, se compatibili con il corso di studi scelto. La conoscenza dell’inglese è verificata attraverso un test. Maggiori informazioni possono essere richieste presso il British Council (tel. 02/772221), oppure ai ministeri competenti di Inghilterra e Galles, Scozia e Irlanda del nord.

Spagna: Si può fare richiesta di iscrizione in qualsiasi università, ma bisogna superare un esame di carattere generale. Sono previste anche borse di studio per studenti stranieri; le informazioni vanno richieste al Ministero degli Affari esteri o alla Consejeria de Educacion di (tel. 06/68302457; meco@net.it). E’, inoltre, possibile consultare il sito del Ministero della Pubblica istruzione spagnolo (http://www.mec.es).

Stati Uniti: i titoli ottenuti nelle Università, mancando un accordo ufficiale, non hanno valore le in Italia. Le specializzazioni, invece, risultano apprezzate da molte aziende italiane. Importante la conoscenza dell’inglese, che verrà verificata attraverso un apposito test. E’ opportuno, inoltre, scegliere diverse strutture a cui inviare la domanda di ammissione, e muoversi almeno un anno prima, essendo l’ammissione molto competitiva. Per studiare in America è necessario un visto speciale.

Si sa bene che i referendum popolari sono assolutamente malvisti da Bruxelles: mai l’istituzione stessa si è sottoposta all’approvazione del “popolo sovrano”.
I ‘trattati’ di , Maastricht, Schengen… possono sottomettersi ai cittadini di una sina nazione o della a comunità ?

Per il , nel 2009, non hanno votato il 60% degli aventi diritto. Come andrà a maggio 2014?
La “democrazia” è una minoranza al potere: dittatura economica, politica, sociale del nuovo secolo che, per sintesi, definiamo UEismo.

Possono euroburocrati e lacchè accettare che un popolo decida, a maggioranza, cosa imporre al proprio per il bene della Svizzera?
Per giunta in un Paese non aderente ma facente parte dello “spazio economico europeo”?

Gli eurobanchieri, per intrallazzi senza confini, ancora non sanno che pesci prendere sul movimento di capitali. Pertanto hanno deto i politici a prendere misure contro gli studenti elvetici. Per euro e franchi si vedrà dopo.

La Svizzera, unica nazione rispettosa (con i referendum) della volontà popolare, è da secoli modello di convivenza tra le varie componenti che la abitano.
Tutta l’Europa dovrebbe prendere esempio da come si governa una nazione.
E, visti i tempi, come si possa non ridurla alla fame.

Certo è più facile il contrario: obbligare 8.000.000 milioni di svizzeri ad assoggettarsi al gioco UEista,iniziando dai studenti.
Sarà difficile per gli elvetici resistere e che Svizzera sarà quando la Unione Europea e l’Ueismo crolleranno?
Chi ha traversato indenne due Guerre , se ne infischia di Strasburgo.

Vincenzo Mannello

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