ULTIM'ORA

Renzi morde Silvio: premio al 38%, lo chiede Napolitano!

DAL PORCELLUM AL PASTROCCHIUM, I MILLE NOMI DELLA RIFORMA

di na Collina – La trattativa tra Pd e Fi è aperta su 3 punti: innalzamento della soglia per il premio di maggioranza dal 35 al 38%, primarie facoltative previste dalla legge e delega al governo per disegnare i collegi.

“Allo stato solo il Pd ha ritirato i propri emendamenti – ha detto il presidente della Commissione Affari costituzionali e relatore alla riforma elettorale, Francesco Paolo Sisto e non ; nulla esclude che altri gruppi potranno ritirarli”. Dei 318 emendamenti presentati ieri, ha riferito Sisto, due sono stati dichiarati inammissibili per estraneità di materia (riguardavano le elezioni europee), mentre sono stati ufficialmente ritirati “circa 50 emendamenti del Pd”.

Dei Democratici rimangono solo tre emendamenti concordati con Renzi e che riguardano la delega al governo per definire i collegi, l’innalzamento della soglia per il premio di maggioranza dal 35 al 38%, e le primarie facoltative. E’ quindi iniziata in Commissione la fase di discussione sul complesso degli emendamenti, nella quale ciascun gruppo illustra le proprie proposte. Nella seduta ha iniziato la Lega, mentre alla ripresa dei lavori toccherà agli altri gruppi.

Matteo Renzi tratta in prima persona ma smentisce un nuovo incontro con . E su Facebook: “La legge elettorale non è la cosa più importante. Ma è l’inizio di un percorso che può cambiare il Paese: taglio dei costi della politica, semplificazione, superamento di e Province, lotta contro le rimborsopoli regionali. Se passa questa legge poi è più semplice tutto, dal piano per il lavoro all’attrazione degli investimenti stranieri, come hanno notato autorevoli osservatori nazionali in queste ore. Tutto è migliorabile, ma l’accordo sulla legge elettorale dopo anni di immobilismo adesso c’è, corrisponde al dettato costituzionale, può far uscire l’Italia dalle sabbie mobili. Rispetto le motivazioni di chi in queste ore sta disperatamente cercando di bloccare tutto, qualcuno persino in buona fede. Ma fuori dalle stanze dei palazzi c’è un Paese che ha bisogno di gesti concreti di cambiamento. Ora, non tra qualche anno. E una politica che non decide neanche sulle ree del gioco, non è più credibile su niente. Il PD ha fatto la sua parte, coerente con le primarie e con il voto della direzione. Abbiamo dato la disponibilità a ridurre il premio di maggioranza per accogliere il rilievo di parlamentari e costituzionalisti. Ieri ho chiesto ai nostri deputati di ritirare gli emendamenti per evitare ogni alibi sulle divisioni ne. Bene, adesso tocca al Parlamento. Personalmente non mi farò ingabbiare nelle stanche liturgie della politica tradizionale: le carte sono in tavola, nessuno può bluffare. Se qualcuno vuole far saltare tutto, lo faccia a viso aperto e lo spieghi al Paese. Per quanto riguarda me e i miei presunti incontri di oggi, io sono a Firenze a inaugurare la nuova pista ciclabile di via Malibran.”

Devi essere iscritto per commentare

Login

Leave a Reply