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Meno e più del Napoli: difesa flop e poca corsa; De Bruyne e McTomy salvifici. Ok 4-3-3 senza Anguissà.

Resta il punto di incognita sul Napoli: la difesa. Sui 3 gol subiti dal Bodo ci sono responsabilità individuali e collettive… c’è qualche dormita con ritardi nelle chiusure, c’è la poca intensità nella proposizione e nell’attegiamento in area di rigore. Ciò che Allegri ha definito la percezione del pericolo!

Il problema non dipende dall’assetto a 3 o a 4 , si tratta di ridisegnare tutta la fase di non possesso per evitare errori ripetuti contro il Bodo ma evidenti e manifesti da inizio stagione con il triste record di 7 subiti in 7 gare di campionato e altrettanti 7 ma in 3 di Champions contro Arsenal (1), Villareal (3), Bodo (3).

Bisogna ammettere che il centrocampo non protegge il reparto arretrato, sopratutto quando Allegri di far giocare insieme De Bruyne e Mc Tomy. SE poi si agghiunge come contro i norvegesi un Anguissà che cammina, subire è inevitabile per difensorier che hanno difficoltà a reggere l’uno contrio uno.

Se si evitassero disattenzioni, se l’intensità reggesse la fase difensiva almeno dai trenta metri da Meret, le cose potrrebbero andare meglio. Ma anche nella prima vittoria di Champion abbiamo visto Di Lorenzo e Spinazzola a 3 metri dall’avversario che tira a rete e segna. Questione dfi caratteristiche ma sopratutto di applicazione, che dipendono anche dal temperamento dell’allenatore e le sue capacità di incidere.

Il secondo tema allarmante, oltre quelli strutturali, propone la tenuta atletica.

Difficoltà dei singoli a parte, vedi Anguissà, ma anche Mc Tomy, nel secondo tempo, la squadra era chiaramente in difficoltà ed ha lasciato campo e iniziativa agli avversari.

Questo problema nasce dal ritiro, patti disattesi, richieste inopportune dei giocatori.

Fu chiesta una preparazione più soft rispetto alle abitudini di Conte. Allegri diede seguito sul concetto delle partite allenanti. Barattando la fattispecie con il senso di responsabilità del gruppo richiamato al massimo impegno.

Anche qui le turbative non mancano: tanti giocatori in cerca di rinnovo e altra sistemazione, (Anguissà in primis), che pretendono il posto assicurato non essendo stati ceduti (Meret e Lang in primis), in difficoltà di ambientamento e collocazione tattica (Lucca in primis). A ciò si è aggiunto il dissenso pubblico di De Bruyne in netto contrasto la visione e le idee di gioco di Allegri.

Sull’orlo del baratro, Allegri ha preso i primi 3 punti europei, ha ritrovato un atteggiamento almeno per il primo tempo all’altezza, ha preso atto della qualità di Kevin e la capacità realizzativa di Scott.

Ieri sera, Kevin De Bruyne ha voluto mostrare ai napoletani le sue indubbie doti tecniche. Ha accettato di osservare le indicazioni dell’allenatore che lo vuole regista, dove il belga non vuole giocare e non giocherà, ha ispirato con le sue giocate visionarie la squadra per almeno 45′.

E la luce si è riaccesa.

IDe Bruyne è il leader tecnico. Non diventerà mai trascinatore del gruppo per distanze siderali di abitudini, passato, esperienze. E’ stato fondamentale per la prima vittoria del Napoli in Champions League, è probabile che resti occasionale non strutturale.

La prestazione ha ricalcato Belgio-Italia, quando sembrava il più giovane in campo.

La sua prima ora è stata un campionario del talento: controlli orientati, dribbling, verticalià col contagiri. Non ha segnato perchè troppo distante dalla porta, ma la prestazione ha fatto la differenza.

E se De Bruyne resta il giocatore più dotato, Scott McTominay ha confermato di essere decisivo, anche se a scarto ridotto ed ancora frenato dell’inconveniente cardiaco.

Doppietta e un palo. Sopratutto il 3-2 quando la partita poteva addirittura essere persa. Un colpo di testa da centravanti su cross di Politano. Mentre nel primo del raddoppio aveva chiesto ed ottenuto triangolo lungo con il belga.

Per ritrovare la condizione migliore, quella devastante del quarto scudetto, servirà tempo ed una squadra che torni oltre il limite delle sue possibilità. Non facile. Lo è di più l’intesa con DeBruyne, aspettando Hojlund che giocando sempre spalle alla porta di più è difficile che faccia.

Sugli altri, stendiamo un velo pietoso.

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