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Primi no a Renzi-Fonzie: Baricco, Guerra, Montezemolo! E Alfano…

Governo: Renzi come Fonzie sulla stampa britannica

di na Collina – Trattative frenetiche, tempi strettissimi: la squadra di governo è il primo test per Renzi-Fonzie!
Il candidato neo premier vorrebbe chiudere a 16 ministri , ma i compromessi di maggioranza ne chiedono almeno 18, al netto di riconferme e richieste di Ncd dove Alfano vuole restare al Viminale e Sc.
Tre i ministeri per uscire dalla Palude: lo Sviluppo Economico, per il quale il sindaco è in pressing sull’ad di Luxottica Andrea Guerra; il Tesoro, dove il toto-nomi impazza, da Reiclin a Bini Smaghi, ma in realtà, spiegano fonti renziane, il sindaco avrebbe la carta ancora coperta. E il ministero del Lavoro, per il quale sarebbero in corsa Tito Boeri ma anche esponenti della minoranza Pd come Guglielmo Epifani o Cesare Damiano.

Per il leader Pd, il buon esempio alle brame dei partiti per posti di governo si dà a partire da sè stessi. E per questo i fedelissimi del sindaco al governo saranno al massimo tre: Graziano Del Rio, ascoltatissimo da Renzi, viene dato per certo come sottosegretario alla presidenza del Consiglio; Maria Elena Boschi viene accreditata alle Riforme o alla Cultura così come il segretario dem vorrebbe Lorenzo Guerini ai Rapporti con il Parlamento. Alessandro Baricco chiarisce che collaborerà “ma non da ministro” così come sembra difficile che alla fine Andrea Guerra di Luxottica accetterà di entrare al governo. Per lo Sviluppo gira anche il nome di Luca Cordero di ma ambienti, vicini al presidente della , lo escludono. Centrale per qualunque premier è poi il ministro del Tesoro.

Il sindaco di preferirebbe mettere un politico con esperienza piuttosto che un tecnico ma l’ipotesi di Fabrizio Barca è poco accreditata nel Pd mentre, a meno di sorprese, restano alte le quotazioni degli economista Lorenzo Bini Smaghi e Lucrezia Reichlin. C’è poi la partita delle riconferme, che riguarda tanto i ministri Pd quanto gli alleati: dei dem Andrea Orlando dovrebbe restare all’Ambiente mentre Dario Franceschini potrebbe andare al ministero dell’no. Ed è proprio il Viminale uno dei nodi aperti della trattativa visto che, a quanto si apprende, Angelino Alfano non avrebbe nessuna intenzione di lasciare il dicastero, acntandosi del ruolo di vicepremier. Al loro posto dovrebbero restare sia Maurizio Lupi che Beatrice Lorenzin come per i Popolari Mario Mauro mentre al ministero della Giustizia vengono date in calo le chance di Michele Vietti e spunta il nome del presidente del tribunale di o Livia Pomodoro. In rappresentanza di Scelta Civica viene accreditata in ingresso al ministero dell’Istruzione il segretario di Scelta Civica Stefania Giannini anche perchè, a quanto si apprende, Andrea no sarebbe più essato a impegnarsi nel partito.

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